So British, so Italian: a Londra il teatro fringe è nella City

Uno degli spettacoli del festival (photo: Guido Mencari)
Uno degli spettacoli del festival (photo: Guido Mencari)
Uno degli spettacoli del festival (photo: Guido Mencari)

Uno degli spettacoli del festival (photo: Guido Mencari)

Come se il cuore della City londinese, per una settimana, non fosse più solo banche, uffici e formichine in giacca e cravatta, dentro e fuori il Tube, su e giù dai bus.
Spente le luci dei grattacieli moderni, si può trovare, dietro un angolo, un vecchio palazzo elegante in cui scoprire il teatro.

Due spettacoli a sera, in diverse stanze: quasi come essere invitati a casa di qualcuno, sedersi sul divano e ascoltare delle storie.
La padrona di casa, Sarah Berger, sorridente e accogliente, è pronta a presentare gli artisti e intrattenere gli ospiti.

Attrice, regista, produttrice del So & So Arts Club insieme a Davide Ambrogi, fondatore del Roma Fringe Festival, hanno portato in questo spazio di Londra voci da tutto il mondo, spettacoli non solo da Regno Unito e Italia, ma anche da Australia, Canada, Stati Uniti… Uno scambio di culture e idee che accoglie attrici e attori, a volte distanti fra loro come formazione, ma vicini come intensità e voglia di proporre qualcosa in una città simbolo di accoglienza e scambio.

Spettacoli brevi, spesso monologhi, scenografie minimali, poche luci, senza palco, prossimità, incontro: sono queste le caratteristiche di un “teatro in faccia”, con un pubblico attento e interessato.
Sulla scena sono passati “Diva” con Karren Winchester, “What I Do” di Dan Davies con Steve Hey, “Walking” di Tina Jay, “Macbeth: Gore and Grief” di Simone Rae con David Keller, “The Drifts Live: The Novel Onstage” di Thom Vernon, “The Orpheus Project” di NoMansTime Automatics, “Pussy” di Maura Halloran e, in prima nazionale, “Full Dress” di Bronwen Denton-Davis e diretto da Paula D’Alessandris.

Nella galleria fotografica le immagini di “Shurl” di Sue Schilperoort, “Dare” di Claudia Errico, Daniel Hernandez e David Tann, “The Bench” di Tim Gutteridge, Liam Mansfield e Ellen Chivers, “The White Room” di Caterina Gramaglia, “Out there!” di Gisele Ty e “Stand by your man” di Jenni Douglas.

In una grande metropoli un piccolo festival comunque ricco di voci, esperienze, pratiche di un teatro che ci auguriamo di ritrovare ancora in cartellone tra gli eventi di Londra.

Vi lasciamo alla nostra photogallery.


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