Solitudini fraterne. L’apparenza inganna di Lombardi-Tiezzi

Sandro Lombardi e Massimo Verdastro (photo: Luca Manfrini)
Sandro Lombardi e Massimo Verdastro (photo: Luca Manfrini)

Un lavoro curato e dalla regia attenta, “L’apparenza inganna” della Compagnia Lombardi-Tiezzi, andato in scena nei suggestivi spazi del Castello Pasquini ad Armunia, per un numero limitato di spettatori. Una pièce che risulta felice e godibilissima, di quelle che riappacificano spettatore e teatro.
Peccato per certe piccole (?) “sviste” scenografiche, come ad esempio l’orologio da muro stile Ikea del primo atto, che cozza con la cura e la ricercatezza dei mobili dell’ambientazione. E nel secondo atto questa sorta di “cacofonia” nella scelta degli arredi aumenta. Certe disattenzioni si avrebbe la tentazione di non perdonarle, soprattutto a questi livelli.

Ne “L’apparenza inganna”, testo di Thomas Bernhard, due anziani fratelli, Karl (Sandro Lombardi) e Robert (Massimo Verdastro), si fanno visita alternativamente il martedì e il giovedì, rigorosamente a casa dell’uno e dell’altro. Nelle loro dolorose solitudini emergono tratti che li uniscono: una storia di rancorosa emancipazione dalla famiglia di origine, un passato artistico – giocoliere coi piatti il primo, attore teatrale il secondo – e la morte della consorte di Karl, Mathilde, che ha lasciato in eredità a Robert l’unica sua proprietà, la casetta dei week-end.

Tra dialoghi e lunghi monologhi si delineano in scena i caratteri opposti dei due: il solipsista Karl, attratto dall’esattezza e dalle scienze, e l’ipocondriaco Robert, portato per la poesia e la musica. Situazione dicotomica questa, spesso presente nell’opera di Bernhard, basti pensare ad un romanzo quale “Amras”, o alle due sorelle del dramma “Ritter, Dene, Voss”, una ambiziosa e perfezionista, l’altra impacciata e sentimentale, oppure ancora ai due personaggi Wertheimer e Gould del celebre “Soccombente”.

Nello spettacolo grande protagonista è Sandro Lombardi, accompagnato come sempre da talento e mestiere. Non da meno Federico Tiezzi. Tanto che questo stesso lavoro, adesso presentato in un nuovo allestimento, vinse il Premio Ubu per la regia nel 2000.
La messinscena di Tiezzi mette in risalto – c’è da dire grazie anche ai protagonisti – il lato “esagerato” e ironico che pervade il testo: il regista evidenzia una lettura approfondita e convincente dell’opera dello scrittore austriaco, evitando i calappi di un approccio epidermico.
“A me gli attori/hanno sempre interessato/quelli notevoli” afferma Karl/Lombardi a un certo punto. Come dargli torto.

L’apparenza inganna
di Thomas Bernhard
drammaturgia Sandro Lombardi
regia Federico Tiezzi
scene Gregorio Zurla
costumi Giovanna Buzzi
produzione Associazione Teatrale Pistoiese, Compagnia Lombardi-Tiezzi

durata: 1h 45′
applausi: 2′ 30”

Visto a Castiglioncello (LI), Armunia, il 29 novembre 2015

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