I sonnambuli di Mattiuzzo: il vuoto secondo Domesticalchimia

Laura Serena e Davide Pachera (photo: campoteatrale.it)
Laura Serena e Davide Pachera (photo: campoteatrale.it)

La giovane compagnia Domesticalchimia porta in scena a Campo Teatrale di Milano un nuovo testo di Camilla Mattiuzzo. “Sonnambuli” racconta una storia d’amore tra due individui particolarmente complessi, nevrotici, schizoidi.

Il pubblico è accolto da una sala fumosa, in un’atmosfera noir. La scena si apre con una sorta di seduta da uno psicoterapeuta, dove Laura Serena già rivela, con scatti e tic, la follia della protagonista. Riorganizzato lo spazio, entriamo nell’appartamento della coppia. Si disvela la loro quotidianità, costruita su un fragile equilibrio tra affetto e contrasto. I due vivono la relazione al di fuori degli immaginari canonici dell’amore: si dicono tutto – come si erano ripromessi – ed esorcizzano la noia con giochi di coppia, scenette amorose, amplessi carichi di violenza e coreografie piene di lustrini.

Tuttavia, benché allineati da una nevrotica ed esuberante pazzia, tra i due innamorati esiste un sentimento di frustrazione che si esplica in una rivalità, non sempre dichiarata. Questo crea continui cortocircuiti che rivelano la profonda frattura esistente: non tanto nel loro sentimento, quanto verso una realtà da cui cercano di fuggire. Il fantasma del reale si palesa qui sotto forma di rumore – non si sa se vero o immaginato – provocato dal vicino di sotto. Un rumore crescente e incessante, che spaccherà totalmente quella frattura portando all’azione vera, dura, cruenta: l’ossessione esplode e qualcuno si farà male.

Il testo non sembra avere grandi pretese, se non raccontare una vicenda sospesa tra amore, follia ed omicidio. Tuttavia, la genuinità del nucleo tematico, viene articolata con approssimazione. È questa una storia che andrebbe lavorata tutta sui tempi e sul crescendo di un climax; invece l’azione sembra ripetersi con leggere varianti fino al momento culmine, che darà poi senso a tutto il resto. Anziché una parabola ascendente, sembra più una retta, improvvisamente interrotta.
La scelta potrebbe avere una sua logica interna, volta a restituire la quotidianità che, benché stravagante, come ogni quotidianità si perpetua monotona. Scenicamente, però, i tempi risultano troppo lunghi e i tre quarti dello spettacolo, più che preparare all’evento finale – come dovrebbero -, finiscono per diradare l’attenzione. Complice, forse, la scelta registica di Francesca Merli che chiede agli attori una recitazione continuamente forzata, macchiettistica, che rappresenta la follia secondo immaginari stereotipati, ma non la interiorizza.

La capacità e la bravura di Laura Serena e Davide Pachera emergono comunque nei brevi passaggi in cui, usando la propria voce e spogliandosi di una maschera finzionale, riescono a lanciare delle piccole scosse al pubblico, fugaci brividi di fronte ad un malessere che riesce ad essere dirompente e forte, proprio perché non forzato. Le abilità degli attori andrebbero quindi incanalate in una direzione meno esteriorizzata, per colpire dentro, più a fondo.

Il lavoro, nonostante le lacune, nel complesso riesce a ricreare una dimensione distorta e paradossale. In questo è sicuramente sostenuto dalle scelte illuminotecniche di Isadora Giuntini, che con semplici tagli inventa ambienti nuovi a sostegno della scenografia scarna e funzionale di Chiara Bonomelli. L’arredo della casa è costituito da due sedute e molti scatoloni, da cui i protagonisti estraggono di volta in volta oggetti diversi.
La quotidianità della coppia sembra scorrere in un ambiente sospeso, in un continuo trasloco mai finito, che ben suggerisce la condizione di una folle stasi sociale: immobili nei nostri parossismi e nelle nostre ossessioni compulsive, spesso facciamo fatica a muoverci in qualunque direzione, restando fermi in una dimora in cui non siamo mai totalmente arrivati, e da cui forse non ce ne andremo mai.

Sonnambuli
di Domesticalchimia
con Davide Pachera e Laura Serena
drammaturgia: Camilla Mattiuzzo
regia: Francesca Merli
scene: Chiara Bonomelli
movimenti scenici: Elena Boillat
sound design: Federica Furlani
costumi: Camilla Marino
dramaturg tutor: Francesca Garolla
light design: Isadora Giuntini
produzione: Domesticalchimia con il sostegno della Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro e Campo Teatrale

durata: 60’
applausi del pubblico: 1’ 52’’

Visto a Milano, Campo Teatrale, il 6 dicembre 2019

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