Burrows e Fargion, la strana coppia torna a Vie (che si ferma per il terremoto)

Counting To One Hundred - Jonathan Burrows - Matteo Fargion
Counting To One Hundred - Jonathan Burrows - Matteo Fargion

Counting To One Hundred – Jonathan Burrows – Matteo Fargion (photo: viefestivalmodena.com)

A seguito della nuova forte scossa di questa mattina, il festival Vie ha deciso di annullare lo spettacolo di Francesca Proia previsto per questa sera, 29 maggio, al Teatro delle Passioni di Modena.

Sono in corso verifiche e accertamenti, a seguito dei quali l’organizzazione sarà in grado di dare notizie più precise sui prossimi appuntamenti.

Unendoci al dolore della popolazione così colpita, dedichiamo questo articolo proprio a Vie e alle due performance di sabato scorso targate Burrows e Fargion.


Sono come i due pentagrammi delle partiture per pianoforte, Jonathan Burrows e Matteo Fargion. Inseparabili dal 2002 (anno in cui hanno iniziato una solida collaborazione, non solo artistica ma anche organizzativa), il coreografo inglese e il musicista di origine milanese hanno dato vita a uno dei più brillanti sodalizi della scena performativa contemporanea, sperimentando costantemente inedite modalità di composizione e, soprattutto, di ‘traduzione’ fra materiale coreografico e strutture musicali.

Ospiti per la terza volta (dopo le edizioni 2005 e 2010) al festival Vie di Modena, con “Speaking dance” e “Counting to One Hundred”, di cui sono sia ideatori che interpreti, Burrows e Fargion hanno fornito due brillanti saggi di una ricerca creativa quanto mai stratificata e strutturata.

In entrambi i casi ci si trova di fronte a dispositivi performativi sorprendenti, in cui l’azione è profondamente regolata da una rigida partitura (nel caso di “Counting to One Hundred”, la struttura di riferimento è addirittura la “Lecture on nothing”, del 1949, di John Cage) all’interno della quale trovano posto materiali diversi, dalla parola al canto, dal gesto coreografico alla gag, dalla musica pianistica alle voci registrate.

Nonostante questa variegata compresenza di materiali performativi, la sobrietà dell’agire scenico (così come dello spazio dell’azione) è  costante e inalterabile dall’inizio alla fine: jeans e maglietta, Burrows e Fargion hanno bisogno di pochissimi oggetti (due sedie, due microfoni o i due quaderni dove sono appuntate le partiture) per attuare ‘realmente’, e quindi senza artifici e sforzi fisici al di là del necessario, tutte le operazioni che costituiscono la performance.

Il rigore assoluto delle strutture compositive consente una totale libertà e un ampio margine di casualità nella scelta delle azioni performative da compiere, che si accostano l’un l’altra in maniera paratattica producendo uno spiazzamento profondo in chi guarda, che rimane intrappolato e sedotto da una girandola di gesti, suoni e parole tutti accomunati dall’atteggiamento informale e sinceramente divertito dei due performer.

A disorientare piacevolmente lo spettatore, infatti, oltre allo strutturato nonsense complessivo, è anche il contrasto fra la presenza scenica informale di Burrows e Fargion e l’alto grado di formalizzazione che sta alla base del loro lavoro, e che li conduce a rendersi protagonisti di una sorta di distorto ‘contrappunto performativo’, dove le note sono sostituite dalle azioni più varie, spesso ridicole e intelligentemente illogiche.

Travolti da questo mare di azioni, Burrows e Fargion sembrano frammentare la loro individualità di artisti attraverso un flusso performativo inarrestabile, ottenendo però quasi l’effetto opposto, vale a dire quello di mettere in primissimo piano la loro intelligenza creativa, brillante e ironica oltre misura.
Fra risate piene e ammirate, è proprio con questo che, in ultima analisi, arriviamo a confrontarci:  con un autentico (ed elevato al quadrato) pensiero creativo in azione.

Speaking dance
di e con Jonathan Burrows e Matteo Fargion
coproduzione Dance Umbrella London
con il supporto di Arts Council England, Kaaitheater Brussels e Sadler’s Wells Theatre London
management: Nigel Hinds
durata: 45’

Counting to One Hundred

di e con Jonathan Burrows e Matteo Fargion
coproduzione Dance Umbrella London
con il supporto di Arts Council England, Kaaitheater Brussels e Sadler’s Wells Theatre London
management: Nigel Hinds
durata: 30’
prima nazionale

Visto a Modena, Vie Scena Contemporanea Festival 2012, il 26 maggio 2012

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