Lo sport si fa guerra con Roberta Cortese

Roberta Cortese
Roberta Cortese

Roberta Cortese in ‘Sport’ (photo: teatroacorte.it)

“Mi interessa la superficie delle cose, e da lì avanzo penetrando fino al nocciolo. Come un verme nella mela”.
E’ in questa frase la sintesi del meccanismo che si innesca in “Sport. Una pièce”, testo della scrittrice austriaca contemporanea Elfriede Jelinek, premio Nobel nel 2004, tradotto e interpretato da Roberta Cortese per la regia di Lorenzo Fontana. Dopo una prima tappa, studio, dell’opera, presentata a giugno in occasione del Festival delle Colline Torinesi, la rassegna Teatro a Corte propone il seguito del lavoro.

In una scenografia scarna ed essenziale si snoda un testo che parte da temi apparentemente comuni, futili e quotidiani, fino a sfiorare questioni importanti ed essenziali. L’opera, attraverso un’abile tecnica di montaggio, fonde elementi leggeri e buffi ad altri duri e perfino ostici. Si alternano così questioni più banali, quasi pop, come l’importanza dell’aspetto fisico con aspetti legati al dolore e alla morte.

“La donna deve essere bella perché anche lei, come l’atleta, ha luogo esclusivamente nel proprio corpo […] L’atleta ha luogo nei dettagli. La sua immagine è lì per gli altri. […] Perché il mondo deve infliggere un danno simile alle persone?”.

La pièce ruota attorno all’accostamento tra sport e guerra, dove i grandi atleti diventano i grandi eroi. Unica artista in scena, Roberta Cortese dà voce ad entrambe le parti, quella dei vinti e quella dei vincitori, delle vittime e dei carnefici: “Sotto l’influsso dello sport le persone si sentono influenti”. “La guerra dev’essere cambiata negli ultimi 60 anni, solo una cosa è rimasta uguale. La morte”.
E sopra entrambe le parti, dominatori e sconfitti, incombe inesorabile la parola dei media, strumento di potere che non manca di far sentire il proprio peso nonostante la futilità da cui è caratterizzato. “Lo sport è l’organizzazione di una minorità umana rivolta poi a migliaia di teleschermi”. Perché “l’importante non è partecipare, ma vincere!”.
“Mi interessa in primo luogo – spiega ancora Elfriede Jelinek – come i meccanismi e i processi sociali si rispecchino nella mitologia dozzinale, nei fenomeni di superficie, per così dire”. Un testo ricco e complesso che tiene a una certa distanza lo spettatore, infondendo quel senso di straniamento e vuoto che si prova davanti ad alcuni fenomeni frutto di una passiva educazione ricevuta dai media.

SPORT. UNA PIECE
di Elfriede Jelinek
traduzione: Roberta Cortese
con: Roberta Cortese
video, scene e costumi: Roberta Cortese e Lorenzo Fontana
direzione tecnica, assistenza alla regia, disegno luci: Luigi Chiarella
regia: Lorenzo Fontana
produzione: associazione 15febbraio – Fondazione Teatro Piemonte Europa – Festival delle Colline Torinesi – Centro R.A.T di Cosenza
durata: 49′
applausi del pubblico: 3′

Visto a Rivoli (TO), Teatro-Castello, il 23 luglio 2009
Teatro a Corte 2009

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