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Giovani veneziani a teatro. E si condivide anche il viaggio

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Andiamo insieme a teatro?In più di qualche occasione abbiamo parlato della gran voglia di teatro che si respira nel territorio veneto e in particolare veneziano, riferendoci all’offerta di spettacolo, dalla prosa al teatro di ricerca, dal centro alla periferia, che ha avuto in quest’ultimi anni un trend di crescita importante non solo in termini di quantità ma anche di qualità.
Quanto e come il territorio veneziano si stia spendendo, in termini di forze, idee, collaborazioni e danaro, per dissolvere le annose reticenze e garantire quella chimica teatrale che muove curiosità, sensibilizza il gusto per la bellezza e sviluppa il senso critico, è evidente in particolar modo dall’ampio ventaglio di proposte formative che la piattaforma progettuale Giovani a Teatro, della Fondazione di Venezia, propone per questa lunga notte invernale.


Infanzia, adolescenza e giovinezza; teatro, musica e danza; adulti, educatori e cittadini; scuola, casa e tempo libero; città, periferia e interni lagunari. Sia in termini geografici che anagrafici, il programma d’intervento di Giovani a Teatro - giunto alla nona edizione e recentemente premiato dalla critica - sembra non volere lasciare fuori niente e nessuno.
Sono tante le competenze professionali venete coinvolte nella nuova identità co-operativa di cui la Fondazione di Venezia è artefice: dal Teatro del Lemming di Massimo Munaro che guiderà due laboratori teatrali nelle scuole superiori di Mestre e Mirano, a Enrico Bettinello, critico musicale e direttore artistico del Teatro Fondamenta Nuove, che realizzerà per gli adolescenti un percorso sulla storia del jazz, a Giuliana Musso che affronterà nelle scuole superiori il tema della guerra e della testimonianza civile; ma ci sarà anche il “dietro le quinte” con la compagnia Questa Nave di Marghera, e il percorso attraverso la poesia del grande poeta veneto Andrea Zanzotto, condotto dall’attrice Stefania Felicioli e dal regista Stefano Pagin.

E mentre il Tam Teatromusica di Padova si occuperà di iniziare i più piccoli all’educazione ambientale e all’arte scenica, il musicista Paolo Calzavara stimolerà gli studenti all’ascolto di paesaggi sonori, il regista Gianni De Luigi lavorerà sulla differenza tra emozioni sensoriali e artificiali, le danzatrici Laura Moro, Elisa Dal Corso e Silvia Gribaudi sul linguaggio del corpo, l’attrice-cantante Sandra Mangini e Giuseppina Casarin sul canto di tradizione orale e così via.

Altra bella e importante novità è l’arrivo a Venezia della Non-scuola del regista Marco Martinelli, fondatore e direttore artistico del Teatro delle Albe di Ravenna, che da più di vent’anni lavora con i ragazzini provenienti da ogni parte del mondo.
«Il teatro come porto di mare, dove fare entrare la vita»,«Fare a pezzi i classici e scoprire carne e fantasia». Partirà da qui l’esperienza laboratoriale per un centinaio di giovani studenti veneziani, i nuovi “barbari”- come li chiama affettuosamente Martinelli - con le loro creste, i loro colori,  i jeans penzolanti, le maglie strappate; barbari nel loro bisogno di urlare, di far casino, ma anche nel silenzio delle loro intime inquietudini. Tutti saranno lasciati liberi di scegliere se fare o meno l’esperienza del teatro, e partecipare all’atto corale finale. Nessun obbligo, d’altra parte è una non-scuola.

Al di là di queste importanti e necessarie iniziative, c’è da dire però che l’impasse culturale e politico non si può ancora ritenere del tutto superato; si accusa ancora il colpo per il ritardo - rispetto alle regioni confinanti - con il quale si è iniziato a investire nel settore, del resto la grande tradizione amatoriale è ancora molto sentita, con i suo pro e contro, e naturalmente la stagnante crisi a tutto tondo comporta nuovi e continui tagli alla programmazione, ritardi nelle partenze, un senso generale di sconforto e incertezza.

Bisogna riconoscere che nonostante tutto, molte delle amministrazioni locali non si sono tirate indietro, o almeno non del tutto, ma la vera fatica alla fine rimane sempre e solo di coloro che vivono di quest’arte e devono e vogliono r-esistere; piccoli geni del calcolo matematico per necessità e non certo per vocazione, che scelgono spesso di depennare i propri desiderata artistici, per garantire comunque uno spazio di lavoro a maestri e giovani che remano sullo stesso mare, e alle maestranze sempre precarie, che non di sola passione posso nutrirsi.

C’è quindi chi tiene duro e con coraggio riduce notevolmente la programmazione, è il caso del Teatro Aurora di Marghera, che apre la stagione il 24 novembre, con “Questa immensa notte” del Teatro del Cargo di Genova, e quest’anno affronterà il tema della diversità nelle sue varie declinazioni sociali, poetiche, esistenziali.
Sul palco: Vasco Mirandola, Questa Nave/Compagnia TrePunti, i vincitori del Premio Scenario 2011 Matteo Latino, e il duo Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, Carichi Sospesi, Garten, e il duo internazionale Chico- Matijevič.

Ma c’è anche chi, come il Teatro Fondamenta Nuove, al momento dà solo degli indizi di stagione, e per la programmazione completa se ne parlerà più avanti. Da qui a dicembre oltre ai tre grandi appuntamenti musicali con i Sex Mob, Endangered Blood e Pinktober, ci sarà Eleonora Danco con “Sabbia”, evento nell’ambito di Otto+1. Materiali identitari e imprevisti queer, e il Tam Teatromusica con “IAI”.

Sembra subire meno il colpo il terzo cartellone teatrale del Teatro Ca’ Foscari, che tra nuove ospitalità (Claudio Longhi, Silvia Gribaudi, Chiara Frigo, Laura Nardi, Mirko Artuso) e ritorni di artisti amici come Ottavia Piccolo, Saverio La Ruina e Corrado D’Elia, quest’anno riserva una particolare attenzione ai palcoscenici internazionali con l’attrice norvegese Juni Dahr, le marionette di Teodor Borisov, gli studi su suono e voce di Nanténé Traorè e il testo dello scrittore congolese Wilfried N’Sondè, adattato per la scena da Dieudonnè e Criss Niangouna.

Qualche altra nuova apertura la regala la direzione artistica di Gassman al Teatro Goldoni, che oltre ai due nuovi allestimenti nell’ambito del progetto “Drammaturgie Contemporanee”, “Wordstar(s)” di Vitaliano Trevisan e “L’infinito” di Tiziano Scarpa, inserisce in abbonamento anche “Barboni” di Pippo Delbono, “L’ingegner Gadda va alla guerra” con Fabrizio Gifuni, “L’avaro” con Ermanna Montanari e la regia di Marco Martinelli, “Il giardino dei ciliegi” per la regia di Paolo Magelli.

Quattro invece i cartelloni del Teatro Toniolo, nel centro di Mestre: Io sono Danza, Io sono Musica, Io sono Comico e naturalmente Io sono teatro, di cui menzioniamo: “Donka.Una lettera a Chekhov” firmato dal regista del Cirque du Soleil, Daniele Finzi Pasca, “Favola” di e con Filippo Timi, “Nora alla Prova” con Mariangela Melato per la regia di Ronconi, e “L’Orlando Furioso” con Stefano Accorsi per la regia di Marco Baliani.

Una volta attraversato il Ponte della Libertà che separa Venezia dalla terraferma, o la città dalla campagna - come direbbe qualche nativo veneziano - tutta la provincia, da Chioggia alla Riviera del Brenta, da Jesolo alla zona del Livenza, offre piccoli e grandi stagioni teatrali, che soddisfano la voglia di ridere, l’impegno sociale o la rilettura dei classici.  
La maggior parte dei teatri però si trova in piccoli centri dell’entroterra, non sempre facilmente raggiungibili per chi non ha un’auto propria, anche in questo caso Giovani a Teatro propone una soluzione: il “car pooling”; una pratica già ampiamente diffusa in Europa, che mette in relazione domanda e offerta di posti auto. Iscrivendosi al profilo di Giovani a Teatro di RoadSharing sarà possibile così condividere un viaggio a teatro in comune!

 

 

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