Stanislavskij o dell’immedesimazione

Arco Journal

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“L’attore deve costantemente lavorare su se stesso, sull’auto-perfezionamento. Deve mirare a dominare più rapidamente possibile qualsiasi personaggio e non solo il personaggio che sta studiando in quel momento. L’arte del nostro teatro esige un costante aggiornamento, un tenace lavoro su se stessi. Essa si basa sulla riproduzione e la trasmissione della vita organica; non tollera forme e tradizioni statiche, per quanto attraenti esse siano. […] Per un’arte di tal fatta occorre una tecnica speciale, non basata su procedimenti standardizzati, ma una tecnica che miri al dominio della natura creativa dell’attore; occorre anche la capacità di controllare questa natura, di guidarla per essere in grado di rivelare a ogni spettacolo le proprie capacità creative, la propria intuizione.

Voglio darvi un suggerimento: tutta l’essenza del Sistema si riassume in una decina di comandamenti che vi forniranno un approccio corretto per tutta la vita e per tutti i ruoli. Ricordate: tutti gli attori esigenti e di valore devono tornare a studiare a intervalli regolari, diciamo ogni quattro-cinque anni. Bisogna anche reimpostare la voce, che col tempo subisce mutamenti, e fare pulizia della sporcizia accumulata, intendo per esempio la civetteria e il narcisismo. Dovete allargare giornalmente i vostri orizzonti culturali e tornare a studiare per almeno sei mesi a intervalli di tempo regolari. Adesso è chiaro il compito che vi attende? Lo ripeto non pensate allo spettacolo, ma solo allo studio”.
da V.O. Toporkov, Stanislavskij alle prove. Gli ultimi anni, Milano, Ubulibri, 1991, pp. 106-107

STANISLAVSKIJ O DELL’IMMEDESIMAZIONE
APPUNTI PER UNO STUDIO
di Anna Sica

LEGGI (PDF)

da ARCO Journal – E-Journal del Dipartimento di Arti e Comunicazioni dell’Università di Palermo

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