Video walking in Venice: dentro al laboratorio di Stefan Kaegi

Laboratorio di Stephan Kaegi alla Biennale di Venezia
Stephan Kaegi e Thomas Ostermeier

Da sinistra Stephan Kaegi e Thomas Ostermeier con i rispettivi Leone d’argento e d’oro (photo: Francesca Leoni per KLP)

Un ragazzo alto e magro, con un sorriso da “mille denti”: così mi si è presentato Stefan Kaegi quando sono arrivata al suo workshop alla Biennale Teatro di Venezia. In quel momento ho capito di aver scelto il percorso giusto.
I workshop della Biennale (per attori, performer e danzatori) sono infatti parte integrante della manifestazione. Un’opportunità, per che viene selezionato, di studiare con grandi nomi del teatro contemporaneo.

Di Stefan Kaegi mi interessava il percorso di “video walking”, in quanto sposava perfettamente la mia dimensione di performer e videomaker, perché mi sentivo particolarmente incuriosita dalla sua dimensione di performance urbana, ma soprattutto perché mi sembrava un po’ la “voce fuori dal gruppo”, colui che porta nuove proposte alla manifestazione.

Ed è questa sua drammaturgia, il suo intento di portare la realtà all’interno dei teatri, il fulcro didattico del workshop.
La scelta didattica di Kaegi, cui è stato assegnato il meritato Leone d’argento come nuova realtà teatrale in rappresentanza dei Rimini Protokoll, per il workshop parte da un momento di scambio in cui fa conoscere sia il lavoro del collettivo berlinese sia ogni componente del corso. Un momento di scambio molto interessante.
Spesso ho la sensazione che in ambito artistico le reali opportunità di scambio siano poche, oppure che gli scambi avvengano solamente tra certe realtà. Quest’occasione invece permette il contatto con realtà artistiche molto differenti le une dalle altre, provenienti da Paesi diversi, rendendo possibile il confronto del proprio lavoro con nuove sensibilità.


Oltre al confronto didattico, il corso pone l’obiettivo di creare una performance finale aperta al pubblico. In questi giorni il gruppo ha infatti elaborato le “video walking”. Ogni partecipante, attrezzato di iPod touch, ha prodotto un video di cinque minuti che riguarda un percorso all’interno dello spazio.
Kaegi, come ognuno di noi, ha lavorato per creare il percorso di “video walking” che diventerà la nostra performance di fine corso.
Ogni video avrà quindi una diversa drammaturgia. I video verranno poi lasciati ai visitatori che rifaranno, con l’utilizzo di un piccolo dispositivo video, lo stesso percorso creato dai partecipanti.

Laboratorio di Stephan Kaegi alla Biennale di Venezia

Un momento del laboratorio di Stephan Kaegi alla Biennale di Venezia (photo: Francesca Leoni per KLP)

Ogni visitatore, a seconda della scelta casuale del video, vivrà quindi lo spazio in un modo diverso.
Il ‘luogo’ nel quale si svolgeranno i “walkings” sono stati allestiti con i disegni che il ‘nostro’ Renzo Francabandera sta elaborando durante gli spettacoli della Biennale.

Tredici partecipanti e tredici percorsi: questo sarà il risultato di Video walking Venice. Ma l’esperienza non è solo il prodotto finale, bensì questi sei giorni di crescita professionale e personale attraverso un ricco scambio di esperienze professionali eterogenee.
La didattica in classe è arricchita dalla possibilità di assistere ad incontri con gli altri registi presenti al festival, momenti in cui gli artisti parlano del loro lavoro e rispondono alle domande del pubblico, e infine gli spettacoli in programma alla Biennale. Un’esperienza a 360 gradi.

Per che si trovasse alla Biennale, le video walkings saranno oggi, venerdì 14, ma anche sabato 15 e domenica 16 ottobre dalle 15 alle 19.
Per prenotare: 0541/5218828 – mail: teatro41@labiennale.org (fino esaurimento posti disponibili). L’orario e le modalità di svolgimento del percorso verranno comunicate contestualmente alla prenotazione.

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