Strange Tales: Violet Louise e Aglaia Pappas per un Poe multimediale

Strange Tales (photo: Andrea Macchia)
Strange Tales (photo: Andrea Macchia)

Solstizio d’estate, tempo di bilanci: tra sprazzi d’afa e nubifragi, cala il sipario sulla ventiquattresima edizione del Festival delle Colline Torinesi, che ha saputo regalare anche quest’anno alla propria truppa di aficionados un ricco carnet di spettacoli.
Tra le diverse rotte teatrali intraprese dal carrozzone di Tespi della creazione contemporanea, capitanato dal duo Ariotti/Lagattolla con la collaborazione del TPE di Valter Malosti, una delle più interessanti è di certo stata quella che ha visto coinvolti gli allestimenti internazionali, fautori di un’estetica compositiva per certi aspetti estranea ai prototipi della tradizione e della ricerca nostrane.

Partiamo oggi con “Strange Tales”, ultimo viaggio – angoscioso e cupo – nei meandri più oscuri e reconditi di un mondo psichico dolorosamente disvelato in pubblico; un percorso di autoindagine, quello condotto con grande intensità dalle artiste greche Violet Louise e Aglaia Pappas, che evidenzia i risvolti antitetici dell’anima umana: l’Ego ed l’Es, la dolcezza e il delirio, l’alba e il crepuscolo.
«Una ragazza enigmatica – spiega la Louise – visita una donna seduta su una sedia a rotelle e trasforma la sua camera in un “laboratorio di memorie”. La donna inizia a chiamare il suo passato. Viaggiando indietro nel tempo, si prepara per il suo ultimo viaggio verso la luce eterna».

La performance, nata in seno al Festival di Atene ed Epidauro 2018, recupera e assembla lacerti cavati da Edgar Allan Poe, in una dimensione assillante, da incubo notturno, solcata da pregevoli giochi di luce, da proiezioni audiovisive e da misteriche sonorità. Il tutto firmato Sakis Birbilis e Studio19, a dimostrazione di come sia possibile, in teatro, assemblare originali complessi multimediali; d’altronde, già il poeta nordamericano «amava – da parte sua – la connessione fra musica e letteratura, eseguendo per questo sperimentazioni con il suono e con il ritmo e usando tecniche come la ripetizione, il parallelismo, la rima interna, l’allitterazione».


Al centro della scena – incatenata allo scheletro di una carrozzina – troviamo Aglaia Pappas, la quale, impedita nei movimenti e nel flusso di percezioni tattili, risulta costretta, a causa della seduta coatta, a trasferire tutto il proprio enorme potenziale drammatico in direzione del volto e degli arti superiori.

Lo spazio scenico, essenziale, ctonio e all’occorrenza attraversato da fasci (o meglio, quadrati) di luce, si trasforma in una sorta di spoglio magazzino memoriale, punteggiato qua e là da residui tecnologici e materici.

L’atmosfera intermediale che guida l’azione permette alle due artiste di dare “anima e corpo” – come ha scritto una rivista dell’Ellade – ai versi di Poe, che esplorano «la natura della realtà e l’esistenza umana». Storie strane – si direbbe, con vezzo paronomastico – quelle composte di fronte al pubblico della Casa del Teatro Ragazzi di Torino, che si insinuano lungo il crinale tra la vita e la morte: “chilling and killing my Annabel Lee”.

Alla coercizione fisica della Pappas fa da contrappeso la libertà quasi fanciullesca di una Louise in caschetto, la cui immagine è replicata – a mo’ di silhouette – sul fondale scenico.
La parola, nel suo uso calibrato e penetrante, riveste un ruolo strutturale all’interno dell’allestimento, sebbene talvolta (per la delizia degli astanti) essa viri verso il canto, attraverso la dolce ugola della giovane Violet.

Il nostro percorso internazionale alle Colline proseguirà nei prossimi giorni spostandosi sulla sponda occidentale del Mediterraneo per poter riabbracciare, a distanza di quasi un anno, il collettivo Agrupación Señor Serrano tornato a Torino con “Kingdom”, e infine un’altra proposta catalana, di tono ben più inquietante: “La plaza” del collettivo El Conde de Torrefiel.

STRANGE TALES
di Violet Louise
regia Violet Louise
traduzione, musica, drammaturgia visiva e sonora Violet Louise
performers Aglaia Pappas, Violet Louise
sound design, studio produttivo Studio19
design luci Sakis Birbilis
video, sound Vasilis Kountouris (Studio 19)
sound design Kostas Bokos (Studio 19)
costume design Lilian Xydia
camera Studio19 (Vasilis Kountouris), Blaec Cinematography (Aris Pavlidis)
produzione Festival di Atene ed Epidauro 2018

durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 3′ 43”

Visto a Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il 4 giugno 2019

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