A Campsirago l’utopia di proporre ricerca in un paese di 36 anime

Mah Hunt (DOT504 - photo: scarlattineteatro.it)

Mah Hunt (DOT504 – photo: scarlattineteatro.it)

Sabato mattina, in diretta streaming, abbiamo fatto il punto della situazione, dopo le prime due giornate del festival Il Giardino delle Esperidi, con il direttore artistico Michele Losi ed alcuni degli artisti presenti quest’anno a Campsirago. Ecco alcuni estratti della conversazione e la registrazione integrale della diretta audio. 

ML – Le scelte partono da un gusto molto personale nel il tentativo di portare gli spettacoli che più ci piacciono, indipendentemente dal genere, e dall’idea di mettere in relazione gli spettacoli al paesaggio … Campsirago è un luogo che ha 3500 anni di storia e tutti gli artisti che vengono questa cosa la sentono.
Nell’ultimo anno abbiamo costruito un vero e proprio bando, chiamato Cantiere Campsirago, per sostenere la produzione di compagnie italiane e straniere che debutteranno in questo festival. Gli spettacoli si svolgono in una decina di frazioni differenti di cinque comuni.

MB – L’anno scorso mi sono stupito nel vedere il Collettivo Cinetico con uno spettacolo di estrema ricerca (e anche molto osé) davanti a un pubblico popolare… è importante scegliere spettacoli totalmente diversi, mescolare l’antico e il contemporaneo. Ieri sera invece abbiamo visto “Mah Hunt” del gruppo cecoslovacco DOT504. Sentiamo quello che hanno da dirci a riguardo.

D5 – Lo spettacolo è stato fatto direttamente dai danzatori, che sono anche coreografi e lavorano insieme ormai da otto anni, per cui era possibile lavorare insieme su un livello di intimità forte. E’ un lavoro che ha debuttato nel 2010 a Praga. Lo spettacolo va a a toccare degli archetipi forti, in particolare quelli della relazione e della lotta fra animali. Il punto di partenza è stato quello di immaginare un mondo che non avesse più animali. Lavorando sul physical theatre non è importante costruire una drammaturgia definita ma è molto più importante mostrare delle linee guida di drammaturgia e delle immagini che diano la possibilità al pubblico di immaginare e costruirsi di fatto una propria visione dello spettacolo. 

MB – A Barbara Pizzo, che oltre ad essere fra le colonne portanti del Giardino delle Esperidi e Scarlattine Teatro, lavora anche all’interno di Fragma Teatro chiediamo di parlarci di “Atridi”, uno spettacolo per 12 spettatori. 

Brigantesse (Associazione Petra - photo: Mario Bianchi)

Brigantesse (Associazione Petra – photo: Mario Bianchi)

BP – “Atridi” è un viaggio. E’ stato un viaggio per noi in termini di creazione … e allo stesso modo sarà un viaggio per gli spettatori: fisico, perchè si muoveranno all’interno della splendida cornice di Villa Bertarelli a Galbiate, una villa liberty straordinaria con un meraviglioso giardino che nelle serate di lunedì 25 e martedì 26 giugno diventerà di fatto la casa degli Atridi. 

MB – C’è anche llinx con “Disco Armadio”. Che cos’è “Disco Armadio”? 

BP – “Disco Armadio” è un’installazione, è di fatto un armadio discoteca. Viene presentata letteralmente come la discoteca più piccola del mondo ed è una riflessione su quella che è la condizione di solitudine dell’essere umano contemporaneo… Questa installazione circuita giorno per giorno in luoghi assolutamente non convenzionali, all’interno di stazioni, piazze, mercati, nei luoghi più disparati andando a toccare quelle che sono tutte le location del festival.

No Comments

  • Maria ha detto:

    E sapeste cosa si nasconde dietro questa utopia!!!
    E quanto male si è disposti a fare per difenderla.
    Quanta violenza nel cantare la bellezza.

    Campsirago non ha solo 3500 anni di storia, Campsirago ha un’anima. Un’anima buona.
    E nessuno deve o può dimenticarsene.

    Una delle trentasei anime con tante cosa da raccontare.

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