Il Makropulos di Wilson raccontato al telefono

Soňa Červená in The Makropulos Case (photo: Lucie Jansch - napoliteatrofestival.it)

Soňa Červená in The Makropulos Case (photo: Lucie Jansch – napoliteatrofestival.it)

Questo nuovo episodio dei nostri “Viva Voce” è dedicato oggi al Napoli Teatro Festival e ai commenti a caldo di Renzo Francabandera e Edgardo Bellini dopo la visione del “Makropulos Case”di Robert Wilson al Teatro Mercadante.
Abbiamo trasmesso questo intervento in diretta nella tarda serata di venerdì 8 giugno, al termine dello spettacolo di Wilson. Ecco alcuni brevi estratti e, al fondo, la possibilità di riascoltare integralmente lo streaming call di oggi. 

RF E’ uno spettacolo di Wilson in senso tradizionale, con tutti i canoni degli spettacoli di Wilson. Il pretesto letterario è quello di una donna che beve una pozione e si trova a vivere una vita lunghissima, attraversando più epoche, mimetizzandosi in diversi personaggi fino ad arrivare a dover svelare il retroscena del suo vissuto.

EB La cosa che più colpisce nel lavoro sul testo teatrale è il completo svuotamento dell’emozionalità… sottrazione di tutta l’emotività convenzionale che tuttavia non rende assolutamente informi, freddi, insignificanti le evoluzioni del testo ma, anzi, aggredisce lo spettatore su una percezione inattesa: quella del movimento, quello della luce, quello della musica, quello della mimica.

RF Dilata in maniera estrema alcuni gesti facendo durare azioni, tipicamente brevissime, un’eternità.

EB
E’ una sorta di quadrato dell’antinaturalismo… un antinaturalismo espressionista quasi, dove il colore, la gestualità, la voce non hanno alcuna pretesa di imitazione ma, anzi, sfuggono a qualsiasi interpretazione immediata.

RF
Uno spettacolo che colpisce molto chi fa teatro, chi fa l’attore, chi fa il regista, chi è dentro il mestiere. Uno spettacolo che proprio del mestiere è l’esaltazione… Tutta la compagnia è composta da persone di grandissimo talento, è il teatro nazionale della Repubblica Ceca.

EB
Attori di un livello straordinario, stupecfacente, Tirati all’estremo da una regia evidentemente maniacale che restituisce una precisione ed un assoluta assenza di casualità in qualsiasi cosa si veda sulla scena. Una sensazione veramente piacevole per chi si occupa di teatro anche dall’interno.

RF
Può essere anche ovviamente spiacevole, perché è registrata ai limiti dell’ingegneristico.

EB
Un’idea di teatro in cui la parola del testo recede davanti alle esigenze della partitura scenica… Quello di Wilson è un teatro molto ricco, opulento, un teatro di mezzi appariscenti.

Francabandera e Bellini

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