Succede di Gabriella Salvaterra, labirinto di piccoli soprusi quotidiani

Succede (photo: Miguel Jofre Sarmiento)
Succede (photo: Miguel Jofre Sarmiento)

Dal 2 marzo 2020 al 25 settembre 2021 sono circa diciotto mesi. Dico questo poiché l’ultimo lavoro che avevo visto a Il Funaro, a pochi giorni dall’inizio del lockdown, era stato “Paper cut”, della sorprendente e talentuosa Yael Rasooly. E adesso, dopo tutto questo tempo, sono di nuovo a Pistoia con la stessa curiosità che accompagna sempre gli appuntamenti del centro toscano.
Nonostante il lungo intermezzo, la programmazione presentata (fino a dicembre) non tradisce la propria idea di base, e resta coerente con una “poetica” sempre attenta ad offrire al pubblico opere in linea con una idea di teatro, nel corso degli anni, sempre più matura e nitida.
Il Funaro ci presenta questa volta “Succede”, lavoro di Gabriella Salvaterra, che per più di vent’anni ha lavorato nella compagnia di Enrique Vargas, il Teatro de los Sentidos, più volte ospite qui a Pistoia.

È innegabile la forte influenza che l’esperienza ventennale con il regista colombiano esercita sull’attuale messinscena. Tale influenza diviene al contempo limite e pregio dello spettacolo. Che si affida ad un breve percorso – per uno spettatore alla volta – in cui ognuno arriva a costruirsi una drammaturgia personale, conseguenza delle reazioni scaturite ogni volta che ci troviamo per pochi minuti al cospetto delle protagoniste, oppure immersi in stanze dense di oggetti ed odori, o ancora in oscuri corridoi, dove a guidarci è una piccola lucina fioca. Sono forse questi i momenti più coinvolgenti del percorso, rispetto agli incontri con le protagoniste, dove l’eccessiva brevità sembra togliere qualcosa all’esperienza.

Sono momenti frammisti di paura e curiosità. Ci imbattiamo in camere delle meraviglie dove sono conservate, come feti in formalina, oggetti quotidiani di un tempo indistinto, di varia derivazione geografica e provenienti da eterogenei ambienti familiari. Di colpo emergono compleanni, battesimi, giochi, stanze, case, abitudini, riti, festività di un tempo che fu o generici momenti del quotidiano. Oppure ci troviamo immersi e circondati da vesti e sottovesti femminili, da sfiorare, quasi persi in un labirinto fino a calpestarli oppure cercare di evitarli.

Il percorso è breve eppure, una volta fuori, il cammino e gli incroci con questi micro-universi tutti al femminile fanno emergere una violenza che non è quella esibita, evidente, da prima pagina, ma quella celata in piccole sopraffazioni e piccoli soprusi quotidiani, fatti di frasi minime, pronunciate di passaggio, uno sminuire continuo dell’essere femminile, lento come una goccia sulla pietra, che scava e modella. E a chiosa, risultano assai esplicative le parole della Salvaterra, che sottolinea come il lavoro sia un invito ad una riflessione intima e personale, dove “più che offrire risposte propongo di condividere con me alcune domande”.

SUCCEDE
di Gabriella Salvaterra, SST-Sense Specific Theatre
collaborazione drammaturgica Miguel Jofrè Sarmiento, Arianna Marano, Giovanna Pezzullo
con Elena Nina Ferretti, Arianna Marano, Giovanna Pezzullo, Gabriella Salvaterra
paesaggio olfattivo Giovanna Pezzullo
musiche Pancho Garcia
costumi Giuliana Pavarotti
direzione tecnica Davide Sorlini
organizzazione Claudio Ponzana
produzione SST – Sense Specific Theatre /Artisti Drama

durata: 20′ circa (per uno spettatore alla volta)

Visto a Pistoia, Centro culturale Il Funaro, il 25 settembre 2021

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