La Tragedia tutta esteriore di Quotidiana.com e la chiusura di Teatri delle Mura

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Silvio Castiglioni

Silvio Castiglioni ne ‘Il silenzio di Dio’ (photo: Filippo Guerrieri)

Chiude stasera la rassegna padovana Teatri delle Mura diretta da Andrea Porcheddu. Ultimi due appuntamenti che vedranno il concerto spettacolo di Giuliano Scabia e Mario Brunello “In capo al mondo”, e l’Accademia degli Artefatti con “Nascita di una nazione”, uno dei 17 drammi di Mark Ravenhill da “Spara, trova il tesoro e ripeti”.
Teatri delle Mura ha rivelato in questa edizione spettacoli inattesi, da compagnie di cui non si sente così spesso parlare ma che meritano attenzione.

“Il silenzio di Dio” raccoglie due monologhi per indagare quesiti intimi e universali che lasciano sospese le parole… nel silenzio di Dio.
In “Casa d’altri”, di Silvio D’Arzo, Silvio Castiglioni è un imponente prete di campagna, altissimo e circondato da microfoni, ad evocare la natura ‘radiodrammatica’ del testo: un prete forte e deciso che vacilla alla domanda umile e toccante di una contadina, che chiede se sia peccato non aspettare la propria ora. Una domanda che, date le circostanze di vita narrate nel testo, non può che cadere nel vuoto, lasciando sgomento e commozione.
Nel secondo monologo invece, tratto da “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij, a porre domande è un demone che chiede di rincarnarsi non ottendo, anche stavolta, risposta. Ma un’universale interrogazione comune sul senso della nostra vita.
Silvio Castiglioni è bravissimo nelle due differenti interpretazioni. Mentre nel primo monologo è la sua voce, costretta dalla fissità del corpo, a farci vedere le campagne ed i personaggi del testo di D’Arzo, nel secondo siamo rapiti dal corpo pervaso da tic e inceppamenti al gesto quotidiano, laddove il testo è più duro e più arduo seguirne la trama.

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Tragedia tutta esteriore (photo: Claudia Fabris)

E’ invece uno spazio nudo, illuminato da neon blu e due sedie bianche, ad ospitare i protagonisti di “Tragedia tutta esteriore” dei riminesi Quotidiana.com: un uomo ed una donna, in abiti bianchi, si guardano tenendo in mano due racchette da ping pong. Lui dice: “O mi dai la pallina o mi dai la figa”. Il pubblico ride. Lei gli allunga la pallina e inizia così un dialogo lentissimo e stanco, surreale e allo stesso tempo attualissimo in cui gli spettatori si riconoscono, si divertono e ritrovano tutta l’amarezza del vivere quotidiano.
Paola Vannoni e Roberto Scapin sono ottimi interpreti nel costruire la drammaturgia dello spettacolo, mantenendo l’attenzione del pubblico sempre viva, lasciando il fiato sospeso proprio come quel filo, sempre teso, che passa tra di loro. Si ride di un riso amaro che sorprende, e ci stupiamo di quanto siano stati coraggiosi e onesti nel confezionare un lavoro piccolo, ma preziosissimo.


IL SILENZIO DI DIO
parte prima: “Casa d’altri”, radiodramma teatrale dal racconto di Silvio D’Arzo
parte seconda: “Domani ti farò bruciare”, invettiva da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
progetto e interpretazione: Silvio Castiglioni
drammaturgia: Andrea Nanni
suoni Casa d’altri: Luca Berni, Gianmaria Gamberini
sound design Domani ti farò bruciare: Gianmaria Gamberini
disegno luci: Luca Brolli
regia: Giovanni Guerrieri
produzione: Celesterosa, I Sacchi di Sabbia col sostegno di Crucifixus Festival, Comune di Cattolica, Provincia di Rimini, Armunia, Regione Toscana
durata: 1h 20’
applausi del pubblico:  1’ 30”

Visto a Padova, Teatri delle Mura, il 17 giugno 2009

 

 

TRAGEDIA TUTTA ESTERIORE
di e con Roberto Scapin e Paola Vannoni
produzione: Quotidiana.com
con il sostegno della Provincia di Rimini – Progetto Teatro Argo Navis e Comune di Poggio Berni (RN)
durata: 50’
applausi del pubblico: 2’ 10”

Visto a Padova, Teatri delle Mura, il 17 giugno 2009

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