Teatri di Vetro: al via domenica la settima edizione

Teatri di Vetro 2013

Il tuo silenzio acceso di Cristina Pancini, immagine di TdV 2013

È stata presentata ieri, all’Opificio Telecom Italia di Roma, la settima edizione di Teatri di Vetro (quest’anno dal 21 al 30 aprile, anticipato rispetto agli anni scorsi), alla presenza del neo assessore alla cultura Lidia Ravera in una delle sue primissime uscite pubbliche.

Proprio dalla scrittrice sono arrivate parole molto importanti e piene di speranza: ha esordito ricordandoci di venire “dal mondo di quelli che pensano che la cultura sia una necessità primaria e un bene comune”. Ha raccontato dell’incontro con la realtà di Teatri di Vetro e della felicità di essere entrata in contatto con la scena indipendente romana. Ha sottolineato come “l’arte nasca dalla necessità di raccontarsi. Per questo servono idee, desiderio e soldi”.
E, pur ammettendo le difficoltà dell’amministrazione pubblica, ha affermato la necessità di “dare spazi a questa generazione silente”. Infine, sentenziando come “dei fiori siano fioriti”, ha concluso con la promessa di “fare una battaglia al vostro fianco per avere quello che vi serve”. Un discorso breve ma molto appassionato e sincero. Per questo poco politico.

Durante la conferenza stampa, introdotta dal direttore della Fondazione Romaeuropa Fabrizio Grifasi, la direttrice artistica Roberta Nicolai ha illustrato, insieme ai suoi consulenti per la danza, le arti visive, gli audiodocumentari e la musica, le linee guida e il programma del festival, che quest’anno, oltre al Teatro Palladium e gli stupendi lotti della Garbatella, location storiche di TdV, vedrà eventi anche alla Centrale Preneste, al Forte Fanfulla e alle Fonderie Digitali.

A guardare il programma ciò che colpisce maggiormente è la grande pluralità di linguaggi in campo. “Io non ho paura” è il sottotitolo di questa edizione, ed è quanto ha affermato con forza Roberta Nicolai all’inizio della presentazione. Questo per sottolineare l’importanza della prima persona nelle scelte artistiche, e non solo, e la necessità di Teatri di Vetro come luogo dove “ogni generazione deve sentirsi parte di un tutto”.

Il festival si focalizzerà sulle drammaturgie contemporanee, con MusellaMazzarelli, Andrea Cosentino, Carrozzeria Orfeo e Quotidiana.com come compagnie principali da “affiancare”.
Ma ci sono anche nuove realtà come Leviedelfool, Clinica Mammut, FarmaciaZooé, le azioni performative di Giulio Stasi/Rosabella, il progetto “Across Lightblack” di Dynamis Teatro, con una grande maratona in contemporanea tra Roma, Milano, Napoli e Ravenna.
E ancora, per la danza, il progetto Waiting for DNA, Chiara Bersani, Barokthegreat e Paola Bianchi. Solo per citare alcuni nomi.
Ricchissima la sezione musicale, e interessanti aperture alle arti visive e all’audiodocumentario d’autore.
 

 

Krapp is a poor man


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