Teatri D’Imbarco: al confine fra Cina a Firenze

L'Imbarco - Teatro delle Spiagge

L’Imbarco – Teatro delle Spiagge

Firenze Quartiere 5.
E’ uno dei quartieri a più alta densità di immigrazione cinese. Dire cinesi in Toscana significa parlare di Prato. Ma anche Firenze ha una comunità forte, che da anni connota il territorio. Il Quartiere 5 ha problemi e opportunità che nascono dall’integrazione.
Il teatro, come da millenni a questa parte, racconta, denuda, ricuce. Lo abbiamo visto per Prato di recente, ma il caso potrebbe riproporsi anche a Firenze, grazie all’attività di una compagnia che ha otto anni di lavoro alle spalle su questo territorio.

Firenze. Quartiere 5. Via del Pesciolino (traversa di via Pistoiese).
Il Teatro delle Spiagge è un ampio centro culturale sul tetto di un supermercato, con sala teatrale da 100 posti, altra sala da 30 posti per laboratori, presentazioni di libri, conferenze, happening e tre sale attrezzate per prove e corsi musicali, cortile all’aperto, oltre a un tetto praticabile con splendida vista metropolitana.
E’ questo lo spazio che gestisce la compagnia Teatri D’Imbarco, con l’intento di diventare – in una zona dove si gioca il futuro di Firenze – un punto di riferimento per costruire cultura, intesa come momento collettivo di creatività e riflessione.


Nicola Zavagli si è formato nel cinema. Per anni ha lavorato nell’ambito drammaturgico della commedia toscana, scrivendo tra l’altro sceneggiature per Alessandro Benvenuti (“Belle al bar”, “Ivo il tardivo”) e per Ugo Chiti (“La seconda moglie”), raccogliendo diversi premi e piazzamenti prestigiosi: finalista al David di Donatello, al Ciak d’oro e al Premio Solinas, ha vinto il Nastro d’argento.

Nel 2003 la volontà di formalizzare il sodalizio artistico e professionale con l’attrice Beatrice Visibelli porta alla creazione di Teatri D’Imbarco.

Beatrice Visibelli si diploma alla Bottega di Gassman, lavora con Walter Chiari e Renato Rascel, e con importanti registi come Giancarlo Sepe, Antonio Calenda, Furio Bordon, Barbara Nativi, Cristina Pezzoli, oltre che con attori come Glauco Mauri, Isa Danieli e Piera Degli Esposti.

A loro si affianca un numero di giovani che fa del teatro una passione personale, come Giovanni Esposito, Vania Rotondi, Marco Cappuccini, Giulia Attucci, Valentina Testoni, Marco Laudati, Chiara Martignoni. Sono loro i protagonisti di “Indagine d’Amore”, commedia degli equivoci sul tema del razzismo, dell’integrazione e delle difficoltà di comunicazione intergenerazionali.
Dopo “L’armadio di famiglia” e “Un matrimonio quasi felice”, “Indagine d’amore” chiude la trilogia dedicata alla famiglia, alla condizione umana e specchio per una riflessione sul mondo contemporaneo.
 
Teatri d’Imbarco è un sodalizio legato finora ad una dimensione territoriale eminentemente di area metropolitana, punto di forza ma, in alcuni momenti, anche limite per un’ambizione creativa che può guardare oltre, cercando una formula teatrale che superi i confini regionali per entrare in un circuito macroregionale, cercando idee drammaturgiche e sceniche di respiro innovativo. L’incontro con la comunità cinese sui temi dell’integrazione può andare in questa direzione.

Ne abbiamo parlato con Zavagli, a Firenze, al Teatro della Pergola, in occasione di una replica straordinaria di quest’ultimo lavoro, che può auspicabilmente chiudere una stagione di esperienze artistiche e aprirne un’altra non meno importante e sfidante, innovando la prosa tradizionale, per partire dall’Imbarco verso nuovi approdi. Serve coraggio, intelligenza e quel pizzico di incoscienza tipico dei teatranti, come dei marinai.

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