Teatro a Corte 2010 mette in vetrina il Belgio

Philippe Genty
Philippe Genty

Philippe Genty apre domani la IV edizione di Teatro a Corte

Fra residenze sabaude e giardini reali, anche quest’anno (per la sua quarta edizione) Torino ospita la scena europea offerta da Teatro a Corte. E, ancora una volta, la rassegna diretta da Beppe Navello farà la spola tra capoluogo piemontese e dintorni proponendo spettacoli di teatro, danza, nouveau cirque, teatro di strada, equestre e di oggetti, video e installazioni.

Dal castello di Agliè al museo d’arte contemporanea di Rivoli, dalla dimora di Cavour a Santena all’antica Agenzia di Pollenzo, dal maneggio reale di Druento alla magnifica Reggia di Venaria Reale, passando per Moncalieri, Garessio e Torino, l’edizione 2010 vedrà 28 compagnie di otto differenti nazionalità (oltre all’Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Regno Unito), con 34 spettacoli (27 prime nazionali e 4 progetti site specific) raggruppati nei prossimi tre week-end di luglio, dall’8 al 25.

Ad aprire sarà domani il nouveau cirque di Philippe Genty, da trent’anni impegnato ad ammaliare il pubblico di tutto il mondo, che con la prima nazionale di “Voyageurs immobiles” (8 e 9 luglio) racconterà i suoi viaggi avventurosi per il pianeta, condotti con personaggi reali e oggetti animati che si muovono fra oceani di plastica e mari di carta. E il senso della meraviglia e dello stupore condurranno anche al Cirque Baroque, creato nel 1987 da Christian Taguet, padre del nouveau cirque, ospite in prima nazionale con “Le Cirque des Gueux” (16 e 17 luglio), creato sulla falsariga dell’”Opera dei mendicanti” di John Gay, da cui Brecht trasse l’”Opera da tre soldi”: tre coloratissimi atti fra coreografie con carrelli della spesa e balletti di poliziotti in tenuta antisommossa.
Tra gli altri protagonisti del nouveau cirque anche Camille Boitel, enfant prodige del teatro di strada definito dalla stampa un “Buster Keaton scapigliato”, che arriva in prima nazionale con “L’immédiat” (14 e 15 luglio), una favola sulla fragilità dell’essere umano raccontata in una babele di scope, lampade, scale, porte e altri mille oggetti accatastati alla rinfusa.
Quattro torri alte sette metri, grandi sfere trasparenti, immagini video e quattro attori/acrobati/danzatori saranno invece gli ingredienti di “Nusquam”, una riflessione multimediale sulla società contemporanea realizzata dal portoghese Teatro do Mar.

Novità della quarta edizione è la Vetrina Belga, nata in collaborazione con Wallonie Bruxelles International per offrire uno spaccato della scena belga contemporanea, e che ospiterà il lavoro di otto artisti di discipline differenti. Agli scenografi Simon Siegmann e Arié Van Egmond il festival ha commissionato il progetto site specific di realizzare la “casa di Teatro a Corte”, ridisegnando il punto festival in stretta relazione con l’identità della manifestazione. Ai clown moderni Okidok con “Sleep Experience” (23 e 25 luglio) il compito invece di animare la piazza principale di Garessio, nuova location entrata a far parte del circuito festivaliero, e la Reggia di Venaria.
Unica presenza fiamminga sarà Berlin, collettivo interdisciplinare che presenta in prima nazionale “#2 Iqaluit” e “#3 Bonanza” (10 e 11 luglio), due tappe del progetto “Holocene”, costituito da una serie di ritratti di città girati come documentari e poi trasformati in installazioni/performance. L’attenzione si sposta qui su Bonanza, piccola cittadina del Colorado, con sette abitanti e cinque case, e su Iqaluit, nel Circolo Polare Aritico, osservata dal pubblico all’interno di un igloo.
Ma è alla danza che spetta il ruolo più rilevante in questa vetrina: Michèle Anne de Mey sarà ospite con la prima nazionale della nuova creazione “Neige” (9 luglio), mentre Karine Pontiers sarà protagonista di quattro lavori: “Humus Vertebra” (14 e 15 luglio), e i tre solo “Fidele à l’eclaire”, “Babil” e “Harvan”, ispirati alla figura dello spaventapasseri. L’universo femminile è poi al centro di “SMS and love” (24 luglio in prima nazionale) della coreografa di origini argentine Ayelen Parolin, che esplorerà i rapporti fra tre donne come fossero le galline di un pollaio, osservandole nei loro piccoli riti comportamentali. Josè Besprosvany, tra i principali innovatori della danza contemporanea di area wallona, con “Inventions” (sempre il 24 luglio in prima nazionale) creerà infine un esperimento vocale ed espressivo coinvolgendo una cantante, un compositore e una danzatrice.

Anche al di fuori della vetrina belga la danza è presente con un evento che ha aperto la scorsa edizione di Montpellier Danse, “Le Jardin des délices” di Blanca Li (in prima nazionale il 17 luglio), ispirato all’omonimo trittico di Bosch, un ritratto dell’umanità al ritmo di cabaret, hip hop, musical e flamenco nel contesto dei giardini del Castello di Agliè. In un altro castello, quello di Rivoli, si sviluppa il progetto di Ambra Senatore e Ilaria Turba “Non so fare maglie” (10 e 11 luglio), dove gli spettatori entreranno nel cuore di una piattaforma 10×10 di maglia bianca nelle cui trame s’infileranno immagini e azioni create dai visitatori in tempo reale. Seconda coreografa italiana (anche se ormai parigina d’adozione) sarà la catanese Maria Donata D’Urso, in scena il il 21 luglio.
Dal Regno Unito arriva in prima nazionale Billy Cowie che presenta due dancevideo in 3D, “The Revery Alone” (10 e 11 luglio), proiettato sul soffitto, e “Ghosts in the machine” (21/25 luglio), ultima irriverente creazione fatta di danza, musica e parola che trasforma Marshall McLuhan in un attore di western.

Il teatro di parola è invece affidato al padrone di casa, Beppe Navello, che curerà la regia di “Dette d’amour” (15 e 16 luglio) di Eugène Durif tratto da “Il burbero benefico” di Carlo Goldoni, con una compagnia franco-italiana. Flavio Polizzy sarà invece protagonista di “Settembr(i)” (18 luglio) di cui ha anche curato la traduzione dal testo originale di Philippe Malone qui diretto da Michel Simonot, storia di formazione di un ragazzo in un contesto di violenza. Al genio francese di Céline si ispirano Elio Germano e il musicista Teho Teardo per una inconsueta versione di “Viaggio al termine della notte” (24 luglio in prima nazionale). Eugenio Allegri propone infine un percorso sulla Commedia dell’Arte (17 luglio), mentre Bruno Gambarotta con Le Suburbe guideranno gli spettatori in “Storia d’Italia in 150 date” (18 luglio), a cura di Fruttero e Gramellini.

A contorno degli eventi anche i danesi Hello!Earth, che in “Tomorrow everything will be different” (12/17 luglio) costruiscono un percorso che guida gli spettatori per la città di Torino attraverso degli sms, coinvolgendo il pubblico nella creazione di un’inclassificabile “opera d’arte partecipativa”. Site specific è anche il lavoro del celebre Groupe F, specializzato in spettacoli di fuoco e pirotecnici, cui è affidato il gran finale del festival, con un evento fra acqua e fuoco ambientato nella peschiera della Reggia di Venaria.

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