Teatro a Corte 2012. Arte e meticciato teatrale in scena nelle dimore sabaude

Teatro a Corte 2012

Teatro a Corte 2012

Dichiarate nel 1997 “Patrimonio dell’umanità” da parte dell’Unesco, anche quest’anno le dimore sabaude del Piemonte presteranno la propria cornice storica a Teatro a Corte, festival diretto da Beppe Navello e arrivato alla sua sesta edizione.
Tre settimane, dal 6 al 22 luglio, colme di preziosi appuntamenti all’insegna dell’inedito e di combinazioni non usuali: nouveau cirque e installazioni, teatro danza e teatro di figura, prosa e convegni.

Teatro a Corte 12 propone una valida risposta ai sempre crescenti tagli al settore cultura non adagiandosi su scelte comode e di facile impatto, ma mantenendo intatto il fascino del concept che sta alla base del festival fin dal momento della sua nascita. La prima parola d’ordine è “meticciato”, inteso come contaminazione necessaria tra arti, paesi, popoli e culture. Si avvicenderanno, tra maestosi giardini e castelli, artisti selezionati tra le novità più interessanti del panorama internazionale e per la prima volta verrà ospitato uno spettacolo non europeo grazie alla presenza di Barak Marshall, coreografo israeliano-statunitense in programma nel suggestivo castello di Racconigi. Quest’ultimo rientra a fare parte dei luoghi del festival dopo ben cinque anni e si accompagna con altre maestose sedi: Moncalieri, Rivoli, Venaria Reale e le scuderie reali di Druento.

Teatro a Corte s’impegna anche per questa edizione a rinnovare la propria scommessa: un confronto fertile tra artista e territorio, un dialogo tra creazione artistica e storia, tra innovazione e paesaggio.
Grande attenzione viene dedicata quest’anno al Regno Unito, focus di buona parte della rassegna, che propone un corposo cartellone con 25 compagnie e 31 spettacoli di cui 19 in prima nazionale.
Tra gli spettacoli inglesi più promettenti segnaliamo Billy Cowie con “Tango de Soledad” e “T’es pas la seule”, gratuiti e ospitati nelle vie del centro di Torino il 20 e 21 luglio, e Claire Cunningham con “Me (Mobile/Evolution)”, perfomance di danza “sulle stampelle” in programma il 19 e 20 luglio alla Cavallerizza Reale.

Come di consueto non mancano le produzioni ‘in situ’, che saranno cinque, e nemmeno le proposte locali. In particolare il progetto “My Dream”, a sostegno alla creazione teatrale con artisti disabili, che ha consentito di selezionare due spettacoli di due giovani compagnie del territorio italiano: Casarsa TeatroBalletto Civile e Teatro La Ribalta.


Si prospetta un’estate densa di appuntamenti per gli amanti delle arti performative, dopo un inverno che aveva permesso all’isteria dei tagli alla cultura e a scelte poco coraggiose di averla vinta sulle proposte meno tradizionali ma di qualità.
Di fronte alla problematica situazione del nostro Paese, di fronte alle proteste e alle piccole rivoluzioni degli operatori del settore e degli artisti, ecco che Torino trova una formula vincente in quello strano simbolino C3+ che vedrete campeggiare sulle brochures dei festival estivi: Corte (Teatro a Corte), Colline (Festival delle Colline Torinesi, 5 giugno-26 giugno), Cirko (Festival sul Filo del Circo, 29 giugno- 4 agosto) e Circuito Teatrale del Piemonte.
Solidarietà teatrale prima di tutto: questi appuntamenti dell’estate hanno stretto una convenzione per usare al meglio le risorse disponibili e stanno lavorando congiuntamente per assicurare un efficiente impiego dei fondi con l’istituzione di una biglietteria unificata (alla Cavallerizza Reale di Torino) e di forme di abbonamenti trasversali.

Non tutto il male viene per nuocere, soprattutto quando si legge (e si spera sia realmente così) che i partner di 3C intendono aumentare la competitività, promuovere le giovani compagnie del territorio in vista di un auspicabile “rinnovamento” del pubblico.

Come antipasto di Teatro a Corte, intanto, verrà proposto il primo reale esperimento di collaborazione 3C+: l’11, 12 e 13 giugno “This is the end”, diretto da David Bobée (già ospitato nelle passate edizioni delle Colline) e prodotto dalla Cnac, celebre scuola francese di circo. Un antipasto per un’estate torinese che, avendo ben poco d’altro in fatto di cultura da offrire, non lascerà gli amanti del teatro a bocca asciutta.
 

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