Teatro contemporaneo in Sicilia: in quali spazi?

L'occupazione del Teatro Coppola di Catania

Immagini dall’occupazione del Teatro Coppola di Catania (photo: teatrocoppola.it)

Per anni affidata alle iniziative di singoli artisti, poi la svolta con l’occupazione dei teatri negati (dal catanese Coppola al palermitano Garibaldi), la strada per il teatro contemporaneo in Sicilia è ancora in salita.

L’isola che ha dato i natali a Martoglio e Pirandello, e che negli anni ha visto fiorire talenti della drammaturgia contemporanea come Scimone e Sframeli, Emma Dante… continua a sfornare artisti di levatura, rivelandosi però incapace di valorizzarli.
Colpa della mancanza di un circuito teatrale regionale che si occupi di teatro contemporaneo e di una politica culturale ancorata a vecchi schemi.

Così, mentre i teatri stabili e lirici, sebbene danneggiati dai tagli ai finanziamenti regionali e nazionali di turno, hanno goduto nel tempo di una certa serenità, gli spazi per la scena contemporanea in Sicilia sono stati latitanti per molto tempo.


Una svolta significativa si può leggere negli episodi del Teatro Coppola di Catania e del Teatro Garibaldi di Palermo. Due luoghi deputati all’arte e alla cultura che la burocrazia e il malgoverno avevano per anni condannato all’abbandono.

Come il catanese Coppola, il Garibaldi di Palermo ha un grande valore culturale per il territorio. Inaugurato nel 1861 da Garibaldi in persona (splendide le decorazioni dell’arco di proscenio con l’elenco delle principali tappe siciliane dei Mille), è simbolo dell’Unità d’Italia e della Palermo viva e rinata degli anni ’90. Richiuso per il restauro, non è mai stato riaperto, nonostante i lavori siano stati ultimati da anni.
Si presentava così, l’edificio in cui vent’anni prima avevano recitato artisti come Pina Bausch, Peter Stein, Carlo Cecchi, il 13 aprile scorso, quando il comitato Teatro Garibaldi Aperto ha occupato la sede.
E da allora, grazie all’impegni di attori, artisti, registi, il teatro ha ospitato una programmazione fitta, aprendo anche a laboratori, stage e seminari. L’attore palermitano Claudio Gioè e il romano Elio Germano hanno dato i loro contributi.

E con l’avvento dell’autunno i due teatri propongono la loro stagione, anche se gran parte della programmazione è ancora work in progress. Al Coppola, dopo aver inaugurato il 18 settembre scorso con una serata di gala dedicata all’opera dei pupi, che ha visto come protagonista la marionettistica dei fratelli Napoli, si è ripartiti con due repliche, il 20 e il 21 settembre, della prima produzione del Teatro Coppola, uno spettacolo dedicato ad uno dei padri della musica occidentale Jhoan Sebastian Bach, JSB – Come Bach, Primo studio di Lavoro Nero Teatro.
Non mancano, in questo scorcio di autunno, gli spazi dedicati ai reading ed alla musica o alle manifestazioni di carattere sociale, come l’incontro di venerdì scorso, 28 settembre, “Raccontare il Mous per non subirlo”, con Pippo Gurrieri, il Comitato No M.U.O.S di Ragusa, e Antonio Mazzeo, autore del libro.

A Palermo il Garibaldi è ripartito giovedì scorso con una cena-concerto, il cui ricavato sarà destinato alle attività del teatro che vedrà protagonisti, tra gli altri, il cantante lirico Giustino Alessi e la pianista Anne Hinrichesen. Da metà ottobre avrà inizio il festival “Identità Bastarde”, in cui verranno presentate al pubblico le produzioni teatrali e musicali nate all’interno del Teatro Garibaldi Aperto da aprile in poi. A seguire, la rassegna intitolata “Orfani per desiderio”, che vedrà la presenza di importanti nomi della scena teatrale e musicale, altresì aperta alla partecipazione di artisti emergenti attraverso un avviso pubblicato nei giorni scorsi.

Ma se il Teatro Coppola di Catania e il Garibaldi di Palermo sono simboli di una rinata coscienza collettiva, di un’esigenza ormai troppo forte di riappropriarsi dei luoghi negati, prima di allora la drammaturgia contemporanea in Sicilia era per lo più affidata all’iniziativa di artisti che, privatamente, hanno investito tempo, energia, denaro nello loro sperimentazioni.
Due casi simbolo: il Teatro delle Balate e La vicaria di Emma Dante.

Nato nel 2007 in via Balate a Palermo, il Teatro delle Balate è gestito dall’associazione Liberiteatri di Dario Ferreri e Nina Lombardino, due artisti che hanno alle spalle un lungo cammino nella scena contemporanea. Dagli inizi, a fine anni ‘90, quando si esibivano come artisti di strada davanti al grande Teatro Politeama, all’esperienza del Teatrotrenta, uno spazio ricavato in una stanza dell’appartamento dei due artisti, dove magicamente riuscivano ad ospitare fino a 30 spettatori in 17 metri quadrati.
Il teatro è un vero e proprio centro culturale, aperto anche a mostre, proiezioni e incontri, che ha presentato sabato mattina la sua nuova stagione di “Provocazioni 12/13”, che aprirà il 21 e 22 ottobre con Sandro Lombardi.

Pranzo con Emma Dante a La Vicaria

Pranzo con Emma Dante a La Vicaria (photo: emmadante.it)

Rimanendo a Palermo, come non parlare appunto de La vicaria di Emma Dante e della Compagnia Sud Costa Occidentale, nato nel 2008 in una ex fabbrica di scarpe.
La vicaria è uno spazio che si autodefinisce “privato, autogestito, autofinanziato, indipendente, aperto, instabile, insubordinato”, con laboratori di teatro anche per bambini e rassegne nel corso dell’anno.

In attesa della ripresa di tutte le stagioni, chi volesse segnalare altri spazi siciliani dedicati al contemporaneo, potrà farlo attraverso i commenti in fondo alla pagina, così da ampliare questa panoramica sugli spazi siciliani.
 

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  • nadia parisi ha detto:

    Nell’ottobre del 2004 nasce a Palermo per volontà di due artisti, Nadia Parisi e Alessandro Prestipino, un piccolo e accogliente teatro-atelier totalmente dedicato all’infanzia.
    Dopo anni di esperienza nel teatro di strada ed esperienze di attività artistiche e teatrali in ambiti svantaggiati in città, dopo tantissimi laboratori teatrali effettuati all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, dopo aver interrotto l’ennesimo contatto umano per mancanza di fondi da parte delle istituzioni, decidiamo di costruire uno spazio con le nostre forze fisiche intellettuali ed economiche, questo piccolo mondo parallelo dove far rifugiare quello che di prezioso è rimasto, ” i bambini “, spettatori ed attori di futura generazione, li abbiamo accolti e li continuiamo ad accogliere con i nostri spettacoli e con i nostri atelier da ormai oltre dieci anni, senza interrompere mai, se non per loro scelta nessun rapporto umano che si riesce ad instaurare solo ed esclusivamente proponendo cultura e arte.
    Questo spazio si chiama ” atelier la lucciola ” e si trova nel cuore del centro città.
    Non potevo essere indifferente a tanto sforzo da parte di tantissimi artisti che come noi si impegnano quotidianamente per mantenere vivo un lavoro così necessario ed importante che si chiama teatro.
    Apprezzo moltissimo questo portale di teatro contemporaneo dedicato non solo agli adulti.
    Nadia Parisi
    http://www.atelierlalucciola.it

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