Teatro e culture digitali. Alla scoperta delle Sondes – 2^ parte

Les Sondes
Les Sondes

Photo: Alex Nollet © La Chartreuse

Altre parole chiave che mi vengono messe nella mente da Franck Bauchard, direttore artistico della Chartreuse, creano vortici di associazioni. Flusso. Circolazione di milioni di informazioni. Su supporti diversi. Giornali, radio, tv, internet (news, blog, Facebook, Twitter…). Proliferazione di punti di vista declinati in molteplicità di lingue. Babeli di volontà-necessità (del tutto oneste?) di raccontare – riscrivere, analizzare – dissezionare l’evento “catastrofe” “Haiti”. Sembra inevitabile che in tutti i reportage sulle calamità, disastri naturali e umani, venga riproposto lo scandalo dello sguardo. Ambizione di essere testimone fedele dei fatti = Massacro dei fatti. Più umano = meno umano, disumano. La catastrofe: uno spettacolo da vendere.
Satelliti: ottici, a raggi infrarossi. Sguardo-scanner freddo. Macchina che ci guarda. Informazione fredda. Umano che si appropria di quello sguardo. Uso. Abuso. Uso.

Le due “Sondes” (“Sondes 03#10 – Chartreuse News Network – sezione 2 – Flusso e Satelliti” e “03#10 – Spettatore 2.0. Haiti”), che si svolgono in contemporanea, vogliono spostare ancora un po’ più in alto l’asticella del confronto e della riflessione teatro-mondo digitale.
Come si rapporta il teatro all’immediatezza del flusso continuo di notizie generato dai media dell’informazione e al concetto di globalità (mondo, villaggio globale) correlato? È in grado di relazionarsi a un evento attuale nell’immediatezza? E quale tipo di spettatore è lo spettatore all’epoca del web 2.0?

Chartreuse News Network (CNN) è il dispositivo sperimentale attraverso il quale già lo scorso anno, nell’omonima “Sonde 03#09” erano state poste domande sul rapporto tra attualità e teatro. In quell’occasione si era trattato di presentare dei trattamenti teatrali – giornali teatrali o teatrogiornali – di notizie diffuse dai media nei giorni della “Sonde” negli stessi orari dei Tg (7 di mattina incluso). Premesse e stimoli del progetto due istanze a prima vista inconciliabili. Da una parte il divieto quasi dogmatico presente nell’antico teatro greco di trattare argomenti legati all’attualità – in caso contrario si sarebbe scatenato il caos nella Polis – e la necessità conseguente di un tempo di distanza per la rielaborazione artistica dei fatti. Dall’altra la constatazione di McLuhan, secondo cui, una volta ristrutturata la stampa dal telegrafo, “il giornale aveva ucciso il teatro”. Un’affermazione che faceva eco alla posizione del regista e autore tedesco E. Piscator che, nel suo saggio “Il teatro politico” (1929), criticava il teatro per non essere attuale quanto i giornali : “Il teatro restava sempre indietro rispetto al giornale, non era abbastanza attuale, non interveniva abbastanza rapidamente, era una forma di arte fissa, predeterminata, limitata nei suoi effetti”.
La “Sonde” cercava così di rileggere queste istanze e di rispondervi artisticamente confrontandole con l’ambiente in rete. Gli artisti di livello internazionale coinvolti, tra i quali gli italiani Motus, erano stati “costretti” a confrontarsi con un tempo compresso nel processo di acquisizione, rielaborazione, proposta artistica contestuale ai fatti.


Les Sondes

Photo: Alex Nollet © La Chartreuse

L’esperimento, fecondo, viene riproposto per la seconda volta in questi giorni, con Chartreuse News Network – sezione 2. La posta della sfida viene alzata. Viene infatti scelto di confrontarsi con un tema teatrale per eccellenza, la catastrofe – termine che indica nel teatro greco la risoluzione della vicenda – e legato all’attualità: il recente sisma di Haiti del 12 gennaio. Un tema sensibile e rischioso. Come appropriarsene e trattarlo dal punto di vista teatrale evitando retorica e oscenità della spettacolarizzazione?

Il dispositivo artistico-scientifico creato per affrontare queste problematiche e provare a rispondervi artisticamente è complesso e affascinante e coinvolge oltre sessanta persone tra artisti, scienziati, studiosi, critici teatrali, studenti. Il pubblico può partecipare anche in diretta su internet, entrando nella camera 20 del motel digitale Selfworld.

Per potersi appropriare della pesante e multifaccia materia “notizia” prodotta dai mass media è stato innanzitutto creato un Comitato di Redazione, primo ingranaggio di questa macchina scientifico-artistica. Formato dalle studentesse della classe di teatro del Liceo Mistral di Avignone, guidate dal regista e ricercatore Christian Giriat e dall’insegnante di lettere Caroline Veaux, per un mese hanno monitorato con un lavoro imponente la stampa francese, haitiana e statunitense, per individuare i temi portanti legati al sisma di Haiti, da consegnare durante i giorni della “Sonde” agli artisti. Le mappe dei luoghi colpiti dal sisma realizzate dai satelliti e un prezioso supporto scientifico sono stati forniti dagli scienziati del Centre national d’études spatiales di Parigi, presenti anche in video con racconti e testimonianze relative al lavoro svolto nei giorni del sisma e successivamente.

A partire da queste due differenti tipologie di materiali gli autori Lucie Depauw, Frédéric Ferrer e Sabine Revillet e le compagnie teatrali Adesso e sempre, Senor Serrano, STT, Collectif NUZ hanno realizzato il trattamento drammaturgico e scenico presentato in Chartreuse News Network.
La sfida è alta. Una lotta contro il tempo e l’obbligo di lavorare artisticamente, teatralmente, nell’immediatezza che si trasforma in urgenza. I temi vengono scelti la mattina, gli autori e i registi hanno a disposizione poche ore per preparare la drammaturgia e lavorare assieme ad attori e performer. Alle 20 di ogni giorno l’incontro con il pubblico per “la messa in teatro” del CNN. L’ultimo giorno è proposta una doppia edizione, alle 13 in versione normale e alle 20 un “Grand Journal”, una sorta di dispositivo-giornale formato maxi. Per gli artisti, in molti casi, si tratta inoltre di lavorare assieme per la prima volta, un lavoro firmato collettivamente.

A integrare il CNN viene proposto il progetto “Asteroidi”, declinato in due diverse performance dagli autori e net artists Valérie Cordy e Eli Commins.
In questo laboratorio teatral-digitale, come in un gioco di riflessioni, la “Sonde Spettatore 2.0” osserva e nutre lo sguardo di quanto avviene nella “Sonde Flusso e Satelliti”. Per sondare lo spettatore all’epoca delle community virtuali viene predisposto un dispositivo costituito da due distinti soggetti: una community di giovani spettatori internauti per i quali sono state allestite postazioni internet in platea, tra il pubblico, perché possano seguire le proposte (dai CNN ai dibattiti) e commentare attraverso Facebook. E poi il collettivo artistico-scientifico kom.post, nascosto in un’ala della Chartreuse, con il compito di monitorare le attività degli spettatori internauti (come percepire quanto accade attraverso i sensi di altri) e individuare in via più generale caratteristiche e ipotizzare tendenze. Un esperimento in work in progress che sarà riproposto in Sondes successive, per arrivare più tardi alla presentazione di risultati.

— fine seconda parte —

No Comments

  • Imma Villa ha detto:

    Grazie mille della promozione che state facendo per il nostro spettacolo. Grazie davvero. Imma Villa

    p.s. segnalo un piccolo errore, sperando che si possa modificare… l’attrice Marianna Pastore è stata sostituita da ROBERTA DI PALMA, grazie mille…

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