Teatro dell’Acquario: continua la petizione per salvare lo spazio cosentino

Il Teatro dell'Acquario di Cosenza

Un Acquario vuoto a Cosenza

Le impronte delle mani che rallegrano il sito della compagnia oggi sono quanto mai autentiche.
Una profonda malinconia accomuna chi si esprime sul web a testimonianza del Teatro dell’Acquario di Cosenza. Anche solo di chi vi è transitato sporadicamente.
Poiché dopo 32 anni ininterrotti di programmazione, la stagione prevista non potrà concretizzarsi.
Un manifesto bianco campeggia all’ingresso della sala di via Galluppi al posto degli otto spettacoli di teatro contemporaneo che avevano già siglato la loro partecipazione.

La disavventura inizia quattro anni fa, quando la giunta regionale approva il Piano Operativo Regionale (POR Cultura) escludendo all’ultimo momento (nonostante comparissero nella prima stesura) le cooperative. E il Centro R.A.T (Ricerche Audiovisive e Teatrali) è una cooperativa dal 1986.

Contemporaneamente, la legge della Regione Calabria n° 27 del 26 aprile 1995, che aveva riconosciuto il Rat come centro stabile di produzione e ricerca teatrale da sostenere con un contributo annuo, misteriosamente non viene più applicata, con la riduzione progressiva, nel corso degli ultimi cinque anni, dell’80% dei finanziamenti.

«Non sappiamo come evolverà la situazione – ci racconta Dora Ricca, scenografa e regista socia fondatrice – Molte sono state le attestazioni di disponibilità a parole, ma ancora nulla di concreto. E così abbiamo iniziato a concepire l’idea di creare un meccanismo ad azionariato popolare al quale parteciperanno anche enti già di loro poveri di risorse, ma che volentieri ci sosterranno anche se non sappiamo quando».

Il caso è oltremodo bizzarro se si pensa che lo scorso novembre e dicembre la programmazione del Teatro dell’Acquario è stata particolarmente ricca grazie al progetto Isole in rete, finanziato dalla Commissione Europea, e ad altri due progetti di promozione come Teatrando S’Impara e Famiglie a Teatro, che viaggiano autonomamente poiché resi indipendenti dai contributi pubblici.

La solidarietà che è emersa nelle ultime settimane, viaggiando anche grazie al web, viene da artisti e compagnie di tutta Italia, a sostegno di un auspicato e immediato futuro, una solidarietà che ha visto partecipare, non ultimo, anche il Teatro Stabile della Calabria, che ha ‘regalato’ “Rumore di acque” di Marco Martinelli, andato in scena giovedì scorso.

Per il resto si naviga a vista.
Chi fosse interessato a difendere le sorti di questa storica realtà calabrese lo potrà intanto fare firmando la petizione.
 

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