Le Apparizioni di Incanti onLive: da Kafka a Purcell

Kafka e la bambola viaggiatrice
Kafka e la bambola viaggiatrice

L’edizione On-Live del festival torinese di teatro di figura Incanti, metà online e metà dal vivo, nonostante la pandemia in corso non ancora domata, ci ha riservato diverse sorprese, anche nella sua ultima parte.

Una delle più liete è stata quella di poter vedere finalmente, dopo il lockdown, l’ultimo curioso lavoro del Teatro delle Apparizioni, coprodotto con il CSS di Udine, “Kafka e la bambola viaggiatrice”, tratto dal romanzo “Kafka y la muñeca viajera” dello scrittore spagnolo Jordi Sierra i Fabra, presente a Torino per partecipare, alla fine dello spettacolo, ad un approfondimento sulla messa in scena del testo, accompagnato dagli attori e dal regista Fabrizio Pallara.

L’affascinante plot dello spettacolo vede come protagonista il famoso scrittore, dal carattere timoroso e taciturno, che un pomeriggio del 1923, un anno prima della sua morte per tubercolosi, in un parco di Berlino, s’imbatte in una bambina, Elsi, disperatamente piangente perché ha perso la sua bambola.

E’ a questo punto che l’autore di opere molto problematiche – certo non intrise di speranza – come “Il Processo” o “Il Castello” decide di aiutare la bambina, fingendosi il postino delle bambole, scrivendo e immaginando che Brigida, così si chiama il grazioso giocattolo, non si sia persa, bensì scriva alla piccola Else, in 21 giorni, ben 17 lettere, provenienti da tutto il mondo.

Ogni giorno la bambina, al parco, attraverso le parole di Kafka, si muove tra Londra, Parigi e la Tanzania, in un viaggio meraviglioso, nato – le assicura lo scrittore – dalla sua cura e dal suo affetto, che ha permesso a Brigida di diventare grande e di poter vivere finalmente la sua vita da sola.
Ma non è solo la bambina a viaggiare per tutto il mondo, anche Franz viaggia con lei, con l’insostituibile amoroso aiuto della compagna Dora Diamant che lo incoraggia, proponendogli ogni volta nuove suggestioni.
Così, alla fine, la bambola nella sua ultima lettera troverà anche l’amore, lasciando la piccola amica ormai cresciuta, e che ha intuito, attraverso una bella invenzione di Fabrizio Pallara e Valerio Malorni (un po’ come Cyrano per Rossana), che le lettere sono state in realtà scritte da Kafka stesso per renderla felice.

In realtà dell’esistenza della bambina nella vita di Kafka non è stata trovata nessuna traccia, ma Jordi Sierra i Fabra prova a ricostruire cosa potrebbe essere accaduto; e così fanno Pallara e Malorni, che rivisitano il testo in modo immaginativo.
Tutto è espresso con gusto e partecipazione, tra controluce e chiaroscuri, dove Malorni, che interpreta con finezza Kafka, caratterizza il suo personaggio in modo esemplare, tra Magritte e Tofano, lontano da ogni possibile immaginario kafkiano, in un’aura di sognante meraviglia, accompagnato dalle bellissime illustrazioni video ad inchiostro di Massimo Racozzi, che escono dal suo magico cappello reinventando le città descritte nelle lettere.

Elsi è invece resa con un pupazzo, mosso con buona partecipazione emotiva da Desy Gialuz, che funge anche da narratrice, interpretando pure Dora, che svelerà al mondo la curiosa vicenda.
Uno spettacolo significativo, che si muove tra infanzia e invenzione letteraria, tra abbandono e felicità. Dobbiamo però avvertire anche l’aurea melanconicamente sognante impressa allo spettacolo: con la sua eccessiva reiterazione dei toni, andrebbe forse ravvivata qua e là con momenti più incisivi, così da imprimere alla bella performance un ritmo più incalzante.

Il festival ci ha permesso, a causa del forfait per malattia dell’ultimo spettacolo di Is Mascareddas, di omaggiare i venti anni di uno degli spettacoli più rappresentativi di Controluce, la compagnia di ombre che organizza Incanti, e che ha nel suo DNA la rivisitazione, attraverso le ombre, di capolavori musicali.
Tra essi ricordiamo con piacere “Madama Butterfly” di Puccini, “Pierrot Lunaire” di Schoenberg e l’“Aida” di Verdi.
Qui è stato il caso del “Dido ed Eneas”, composta nel 1689 dal compositore inglese Henry Purcell che Controluce ricrea attraverso ombre e silhouette.
Controluce immette la tragica vicenda della regina cartaginese, perdutamente innamorata dell’eroe troiano, che l’abbandona per navigare verso l’Italia dove fonderà Roma e per cui si toglierà la vita, in un’aurea fiabesca, assecondando il libretto di Nahum Tate.
E’ infatti una terribile maga a decretare il destino della regina che, prima di suicidarsi, si lascia andare ad un lamento: “When I am laid in earth”, che rimane come una delle arie più sublimi della musica di ogni tempo.

Tra reale, i due performer (Irene Paloma Jona e Gabriel Beddoes) che incarnano i due protagonisti, muovendosi sulle coreografie di Paola Bianchi, e la suggestione irreale delle ombre mosse da Cora De Maria, Alberto Jona e Jenaro Meléndrez Chas, navighiamo come rapiti in un sogno insieme alla grande nave di Enea, tra sortilegi, dèi e folletti, sino al finale dove, sulla tomba di Didone, aleggiano gli amorini, che il Coro invita a vegliare per sempre sull’anima della sfortunata regina.

Durante Incanti abbiamo potuto anche assistere con interesse agli studi delle dieci compagnie candidate per il progetto Cantiere, realizzato in collaborazione con Alpe Adria Puppet Festival di Gorizia, IF-OFF di Milano, il festival dei burattini e delle figure Arrivano dal Mare di Ravenna, Immagini dell’Interno di Pinerolo, Animar, Festival Internazionale del Teatro di Animazione sul Mediterraneo di Cagliari, che invita nuove generazioni di attori a misurarsi con il teatro di figura.
Sono risultati vincitori i progetti di Silvia Battaglio/Biancateatro con “Sposa Blu”, Valentina Lisi con “Relazioni Necessarie”, Antonella D’Ascenzi con “Hilar”, Martina Mirante con “L’origine dell’occhio”.

In questa edizione sarebbero dovuti andare in scena anche gli spettacoli finalisti dell’edizione passata ma, causa isolamento, non vedranno la luce se non il prossimo anno.
Le compagnie selezionate nell’edizione 2019 sono state comunque invitate a partecipare, e hanno presentato qualche estratto di altri loro lavori.
Abbiamo così visto dal vivo Drogheria Rebelot nell’omaggio a Munari “Cartasìa”, con un curioso armadio in cui la carta prende vita, Hombre Collettivo con lo spettacolo “Casa nostra”, co-vincitore del Premio Scenario Infanzia e, online, quello di Ingegnerie Emotive “Di draghi, d’avventure e cavaliere”, protagonista un Don Chisciotte di carta.

Kafka e la bambola viaggiatrice
Tratto dal romanzo Kafka y la muñeca viajera di Jordi Sierra i Fabra
adattamento e drammaturgia Valerio Malorni e Fabrizio Pallara
regia Fabrizio Pallara
con Desy Gialuz e Valerio Malorni
immagini video Massimo Racozzi
ideazione e costruzione bambola Ilaria Comisso
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con Teatro delle Apparizioni

Visto a Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il 12 ottobre 2020

 

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