Teatro di Marca. Alla scoperta della prosa del ‘900

Valeria Moriconi
Valeria Moriconi

Valeria Moriconi (photo: centrovaleriamoriconi.org)

Da Valeria Moriconi a Sonia Antinori passando per Glauco Mauri e Anna Bonacci. Il progetto è partito nel 2008 per vedere quest’anno i primi risultati “tangibili”: sette volumetti monografici su attori, autori e critici marchigiani di nascita o di adozione. Eccolo il Teatro di Marca nato dalla volontà di Anna Teresa Ossani, docente di Letteratura teatrale italiana alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, in collaborazione con istituzioni operanti sul territorio regionale (Amat, associazione “Amici della Prosa”, Festival Nazionale d’Arte Drammatica, Teatro Stabile delle Marche, Centro Attività Teatrali Valeria Moriconi e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro): una serie di pubblicazioni “tascabili”  (50-60 pagine per volume al costo di 5 euro), dedicate ad attori, autori, registi, capocomici, scenografi e critici marchigiani.

“Il progetto nasce nell’ambito del Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro, approfittando della sua visibilità e dei finanziamenti che ci sono arrivati – esordisce Anna Teresa Ossani – L’idea era maturata nell’ambiente accademico che, considerando da sempre la letteratura teatrale un genere secondario, è povero di strumenti d’indagine utili all’approfondimento delle realtà ‘locali’, che per la scena nazionale hanno invece sempre costituito una ricchezza non indifferente”. Basti pensare a Goldoni, Eduardo o Pirandello.
Si è così creato un gruppo di lavoro che ha unito attorno a Ossani, coordinatrice del progetto, anche Lucia Ferrati, direttore del Teatro Stabile delle Marche per Fano, Luca Celidoni, responsabile dell’ufficio stampa dell’Amat, Andreina Bruno, responsabile ufficio stampa del Comune di Fano, Matteo Martelli, dottore in italianistica e professore all’Università di Urbino, Francesca Romana Fortuni, giornalista culturale ed ex allieva di Ossani, e Giulia Seraghiti, laureata in Lettere Moderne e laureanda in Discipline Teatrali all’Università di Bologna.

Nel corso del 2009 sono usciti i primi sette volumi: “Un’attrice di stile, Valeria Moriconi”; “Tradizione e libertà di una famiglia di attori. Annibale Ninchi”; “Il rigore e la passione. Il teatro di Antonio Conti”; “Un nomadismo senza eccezione: Sonia Antinori”; “Glauco Mauri: «il teatro è un gioco serissimo»”; “L’avventura del desiderio. Il teatro di Anna Bonacci” e “Attraversamenti. Giuseppe Bartolucci nello spazio del teatro”.
Il merito di questi volumi, di facile consultazione e fruibilità, è avere unito una ricerca scientifica basata su documenti a testimonianze “di vita”, così da restituire un’immagine godibile anche al grande pubblico. E’ grazie a questa unione calibrata che possiamo leggere, ad esempio, le parole di accusa del ’92 di Valeria Moriconi contro il sistema teatrale: “I miliardi di deficit di tanti teatri a gestione pubblica sono dovuti a dispendi abnormi per le scene. Quando una scenografia nasce da un cervello d’artista non ha bisogno di un tavolo nero o di un materiale pesante come il ferro. Si fa finta che sia pesante, altrimenti non è teatro”. O scoprire come Sonia Antinori sia sia avvicinata alle scene: “Danza, pittura, grafica, teatro: avrei voluto passare tutta la mia vita a produrre qualcosa, a creare. Ma nel momento in cui la creazione prende la strada del ‘prodotto’, ecco che subito non m’interessa più, così come non mi interessa la speculazione intellettuale pura. Avrei voluto fare qualcosa di pratico, se non era la danza, poteva essere la pittura. E’ stato il teatro”. Per arrivare a sentir dire Glauco Mauri che: “Da ragazzo avevo molti pudori: ero grasso, con i denti storti e non sapevo assolutamente giocare a pallone. Sul palcoscenico potevo essere – sembra banale, ma è proprio così – tutto quello che nella vita non mi veniva concesso. Questa possibilità mi ha incuriosito, eccitato e divertito”.

“Stiamo già lavorando ai prossimi cinque volumi, che dovrebbero uscire nel 2010 – anticipa Francesca Romana Fortuni, autrice dell’ultimo saggio pubblicato quest’anno (“Glauco Mauri: il teatro è un gioco serissimo”) – Il progetto ne prevede in tutto 25, e ognuno di noi ha trovato un proprio filone di specializzazione. Per quanto mi riguarda mi occupo dei contemporanei, mentre ad esempio Matteo Martelli, ricercatore abituato a lavorare sui testi, segue il filone dei critici”.
I 25 volumi saranno pubblicati in tre anni e raccolti successivamente in un cofanetto di due volumi di cui farà parte anche un regesto, una sorta di “teatrogafia marchigiana” che riporterà in ordine alfabetico i nomi, più o meno noti, di tutti coloro che si sono occupati di teatro nelle Marche durante il ‘900.  “Merito del progetto è quello di riportare alla luce personalità di rilievo, pur muovendosi in ambito regionale, e soffermandosi su artisti, anche poco studiati, che hanno però contribuito al teatro nazionale“ prosegue Ossani. “Ad esempio in pochissimi sanno chi è stata Anna Bonacci, autrice de ‘L’ora della fantasia’, una delle pièces italiane più rappresentate all’estero nel secondo dopoguerra, tanto da eclissare perfino Pirandello, e che poi fornì lo spunto al famoso film di Billy Wilder ‘Baciami stupido’ (Kiss me stupid)”.

Uno strumento, insomma, che potrebbe essere particolarmente utile ai giovani (studenti o no), che spesso non trovano materiali di questo tipo.
Ma come fare a reperire i volumi? “Metauro, che li pubblica, è una piccola casa editrice senza distribuzione – conclude Fortuni – Occorre quindi richiederli direttamente. Per quanto ci riguarda stiamo comunque cercando di distribuirli nei teatri e nelle biblioteche, non solo in ambito regionale, in modo che possano davvero essere utili per studi e ricerche“.

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