Teatro di Roma fra direttori e consulenti. Come l’Idra: tagli una testa, ne nascono due…

Un'estate romana del passato al Teatro India
Un'estate romana del passato al Teatro India

Eracle, tra le sue 12 fatiche, dovette sconfiggere l’Idra, un mostro leggendario al quale, non appena qualcuno tagliava una testa, dal moncherino ne rinascevano due…
Ora al Teatro di Roma sembra stia accadendo questo: qualcuno si alza da una sedia e le sedie diventano due.

Partiamo da alcuni fatti:
il 24 ottobre 2018 viene pubblicata la Manifestazione di interesse di carattere non vincolante per l’individuazione del Direttore del Teatro di Roma, in sostanza il bando per l’assegnazione della direzione artistica;
il 19 febbraio 2019 viene comunicata l’elezione di Giorgio Barberio Corsetti come Direttore artistico, e di Francesca Corona come consulente artistica per il Teatro India.

Il 18 settembre 2019 viene pubblicato, per la prima volta con assegnazione triennale, fortemente voluta dalla Direzione del Teatro di Roma, il bando dei Teatri in Comune. Si tratta di quattro teatri del Comune di Roma che vengono assegnati per bando ad altrettante associazioni, società o gruppi di esse, ma che ricadono sotto una “supervisione” artistica del Teatro di Roma. Per questo bando c’è stata una discussione molto accesa sul web e delle anomalie nel lavoro della Commissione esaminatrice del bando, di cui approfondiremo quando si potrà accedere agli atti.
A novembre Barberio Corsetti si dimette dalla Presidenza della commissione per l’assegnazione dei Teatri in Comune.

Il 3 febbraio 2020 vengono assegnati tre Teatri in Comune (il quarto, quello del teatro di Ostia, non va tecnicamente a bando).

Il 29 febbraio 2020 Barberio Corsetti cede le proprie deleghe amministrative al presidente del Consiglio di Amministrazione, Emanuele Bevilacqua.
Il 1° marzo 2020 Giorgio Barberio Corsetti viene contrattualizzato come consulente artistico e viene rinnovato il contratto a Francesca Corona come consulente artistica del Teatro India (in scadenza proprio a marzo 2020).
Mentre l’8 marzo 2020 scade la carica di tutto il Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei Conti.
Dal Consiglio di Amministrazione si dimette Nicola Fano, che da noi contattato ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ritengo sia stata una scelta sbagliata continuare a puntare su Barberio Corsetti, giacché aveva dimostrato – come ho sempre ritenuto e come ho sempre detto, fin dai tempi della sua nomina da parte dei Soci – di non avere competenze per “dirigere” un teatro, al di là dell’eventuale valore estetico dei suoi spettacoli”. Infatti va ricordato che Nicola Fano, nel CdA dal 2013, durante l’elezione di Giorgio Barberio Corsetti e Francesca Corona nonostante avesse votato a favore, fece mettere a verbale “di non ritenere Corsetti e Corona le persone giuste a dirigere il teatro, ma che si trattava di una scelta strategica che spettava ai soci alla quale doveva adeguarsi”.
Fano non mette in discussione la competenza artistica ma quella gestionale.

Insomma, ciò che è certo è che la competenza artistica di Barberio Corsetti e la consulenza artistica di Francesca Corona non vengono messe in discussione, ma la vicenda è assai stramba.
Tentiamo di districarci in questa storia.

Per il Fus e per lo Statuto del Teatro di Roma, il presidente del Consiglio di Amministrazione Emanuele Bevilaqua non può detenere le cariche amministrative, e ogni Teatro Nazionale deve avere un direttore, diverso dal presidente del Consiglio di Amministrazione. Il direttore può dotarsi di consulenti artistici, ma non vale l’inverso.

Il direttore ha un ruolo gestionale fondamentale: è colui che coordina e dirige tutte le attività del teatro e ne ha la responsabilità diretta, sia in ambito civile sia in ambito penale. In caso di errori, paga in prima persona. Un consulente ha molta più libertà di manovra: non ha responsabilità civili né penali. Un direttore può cedere perciò le cariche gestionali e artistiche, ma non quelle amministrative, cioè lui rimane responsabile di tutte le attività del teatro. Come chiaramente scritto nell’art.14 dello Statuto del Teatro di Roma e come da regolamento del F.U.S.

Dopo la cessione delle deleghe amministrative, il Teatro di Roma (un’associazione privata di diritto pubblico) avrebbe dovuto per prima cosa renderlo pubblico, e poi avrebbe dovuto pubblicare un nuovo bando, cosa che in quasi cinque mesi non è ancora avvenuto.

Ma in più ecco arrivare la moltiplicazione delle poltrone, le teste dell’Idra.
I Soci del Teatro di Roma (Regione Lazio e Roma Capitale) decidono che Barberio Corsetti venga ufficialmente contrattualizzato come consulente artistico, con un sontuoso contratto da 98.000 euro annui + 40.000 per un’eventuale regia + 20.000 per un riallestimento + trasferte (in totale circa 15.000 euro di meno rispetto alla carica da direttore).
A questo punto, il CdA è chiamato a ratificare il contratto (perché i Soci decidono e il CdA ratifica una decisione non propria) e Nicola Fano si dimette.
Il nuovo contratto scadrà a fine aprile 2022.

A marzo di quest’anno scade il contratto di Francesca Corona (un contratto di un anno) e le viene rinnovato, nel momento in cui il Teatro di Roma deve ancora pubblicare il bando per un nuovo Direttore artistico: ma in pratica il futuro Direttore non dovrebbe essere obbligato a tenersi né Francesca Corona, né Barberio Corsetti.
Il contratto della Corona passa da un anno (quando c’era già un Direttore stabile) a più di 2 anni, e il compenso aumenta da 36.000 euro (trasferte comprese) a 45.000 euro trasferte escluse.

Perciò nel momento in cui cade un direttore artistico, si rinnova una figura e ne nasce un’altra…

In questo contesto va ricordato come il CdA e il Presidente fossero in scadenza (e proprio pochi giorni fa il Presidente del CdA è stato confermato dalla Sindaca Raggi, come ufficialmente confermato da Luca Bergamo nella conference call del 19 maggio con i professionisti dello spettacolo, ma ancora non confermato dalla pagina “sempre in aggiornamento” dell’Amministrazione Trasparente del Teatro di Roma.).

Ora ci si può domandare:
Quando inizierà la ricerca del nuovo Direttore? E soprattutto, perché così in ritardo?
Quanto costerà?
Antonio Calbi, precedente direttore prima di Barberio Corsetti, “costava” 150.000 euro più un 5% legato ai ricavi.
Fino a marzo 2020 il Teatro di Roma pagava Direttore e consulente artistica 211.000 euro + le spese dei viaggi del Direttore.
Attualmente, solo di Consulenza Artistica (Corsetti e Corona), pagherà 193.000 euro + spese di viaggi per tutti e due i consulenti, a cui a questo punto andrà aggiunto il compenso del Direttore, che ha sulle sue spalle anche il peso della responsabilità diretta civile e penale.
Queste spese su chi ricadranno? Quanti cachet delle compagnie saranno decurtati?
Parliamo di un teatro che, in alcuni casi, paga le compagnie al Teatro India con il 70% dell’incasso. Rispetto alla gestione di Antonio Calbi, con questi 43.000 euro (sommati allo stipendio del Direttore, che potrebbe essere quantificato in una cifra che va dalle 70.000 euro alle 150.000 euro), quanti cachet o minimi garantiti potevano essere pagati? A 1000 euro di minimo garantito a replica, si salutano cento o più alzate di sipario annue, occasioni in cui giovani compagnie o quelle del teatro contemporaneo avrebbero potuto avere un contratto più dignitoso.

I nuovi contratti per la consulenza artistica, voluti da Regione e Comune, saranno portati a termine? Se così non fosse quale liquidazione o buona uscita si dovrà pagare ai due consulenti?
Il nuovo (futuro) Direttore “potrà” cercarsi altri consulenti?
Oppure, nel bene o nel male, sarà costretto a tenersi i consulenti artistici?
O, ancora, si cercherà un Direttore “adatto” ai consulenti?

Quante altre teste cadranno?
Quante altre ne rinasceranno?
L’Idra diventerà ancora più forte?

Aggiornamento 7 giugno 2020: sul Corriere della Sera – Roma Antonio Calbi è intervenuto sull’argomento, specificando il suo ruolo e il suo stipendio quando era Direttore (“é molto pacificante sentirsi una mosca bianca in tanta palude”), auspicando l’arrivo di un nuovo Direttore di solida esperienza e “fuori dalle consuete logiche romane”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *