Teatro Koreja: noi pronti per i vaccini, siamo un teatro per la comunità

Teatro Koreja
Teatro Koreja

Ne avevamo parlato qualche settimana fa in un ampio articolo: “Luoghi della cultura hotspot per i vaccini. La proposta fa discutere il teatro“, quando l’idea era venuta al presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Salizzoni.

Il mondo del teatro torinese si era detto quasi all’unanimità decisamente contrario alla proposta di utilizzare luoghi della cultura per tale scopo (nonostante il Castello di Rivoli, museo di arte contemporanea, fosse pronto a scendere in campo per unire cultura e salute pubblica); più possibiliste altre opinioni che avevamo raccolto nel mondo del teatro fuori regione.

E ora arriva la proposta di Teatro Koreja: diventare hotspot per i vaccini potrebbe ribadire il concetto di essere davvero un teatro aperto e per la comunità.
Koreja ha quindi dato la propria disponibilità all’ASL di Lecce come luogo in cui poter effettuare la vaccinazioni.

Lo ha spiegato con chiarezza Salvatore Tramacere, direttore di Koreja, alla Gazzetta del Salento, riprendendo proprio le parole di Salizzoni: “I teatri, così come anche i cinema, sono i luoghi alternativi più idonei sotto un profilo logistico a poter garantire una gestione ordinata delle vaccinazioni. Ecco perché anche noi abbiamo dato disponibilità del teatro per l’attività di somministrazione dei vaccini alla cittadinanza. Sarebbe un modo per realizzare un virtuoso incontro tra la sanità, in questo momento in seria difficoltà e il mondo della cultura. Inoltre i Cantieri sono completamente accessibili, senza alcun tipo di barriera architettonica e godono di un ampio foyer: uno spazio ampio e sicuro che può ospitare circa 200 persone”.

Insomma, Lecce sembra più disponibile di Torino: “Il teatro – prosegue Tramacere – è politico se sa accettare le sfide del presente e della contemporaneità, se non si sottrae e non si piange addosso ma si “mette al servizio” e rilancia la sua funzione di luogo “aperto” simbolicamente e concretamente, anche là dove non avremmo mai immaginato di poter essere”.

Ora non resta che fare arrivare le dosi di vaccino, recuperando il tempo già perso, e vedere se il progetto verrà attuato.

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