Ente Teatro di Messina: stagione 2011/2012

Due produzioni molto importanti: “Trovarsi” di Pirandello con Mascia Musy e la regia dei pluripremiati Vetrano e Randisi e “L’ufficio” con la regia di Ninni Bruschetta. Le prime nazionali al Vittorio Emanuele. In scena molti attori messinesi. Tutti gli altri appuntamenti

Una produzione che vede impegnati come registi Enzo Vetrano e Stefano Randisi (appena premiati a Napoli con il riconoscimento “Le Maschere del Teatro italiano” per il miglior spettacolo dell’anno, “I giganti della montagna”), a dirigere una grande attrice qual è Mascia Musy, e un’altra che vede il ritorno al suo ruolo originario di regista teatrale di Ninni Bruschetta, oggi affermato attore di cinema e di fiction tv. La nuova stagione dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, lunga sessanta titoli fra cartellone principale e altre proposte, irrompe con spettacoli di sicura qualità in un quadro nazionale che sconta un periodo di crisi, non solo economica. È stata presentata nel salone al IV piano del Vittorio Emanuele in un incontro festoso che ha visto la partecipazione del sindaco Giuseppe Buzzanca, del presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, e di oltre quaranta fra attori e registi, a cominciare proprio da Vetrano e Randisi, la Musy e Bruschetta.
Sicuramente le due produzioni si inseriscono fra i momenti più attesi della stagione nazionale. La grande capacità di Vetrano e Randisi nel rinnovare Pirandello e rispettarlo nello stesso tempo rende ogni loro regia un evento atteso. Stavolta hanno deciso di affrontare un lavoro dell’autore agrigentino molto diverso dai titoli finora messi in scena: “Trovarsi”, scritto per Marta Abba e che racconta il tormento di un’attrice che ha l’Io diviso fra la propria interiorità e quella dei personaggi che interpreta. Il ruolo, molto impegnativo, è stato affidato a Mascia Musy, che recentemente ha avuto un grande successo di critica e di pubblico interpretando “Anna Karenina”, il romanzo di Tolstoj ridotto per il teatro dal regista Eimuntas Nekrosius. Accanto a lei un gruppo di attori messinesi di valore, alcuni da anni nella compagnia dei due attori-registi palermitani (Antonio Lo Presti, Ester Cucinotti, Giovanni Moschella e Marika Pugliatti), altri al loro esordio nella compagnia (Angelo Campolo, che sarà il protagonista maschile, Monia Alfieri e Luca Fiorino). La prima nazionale è in programma al Vittorio Emanuele di Messina il 9 novembre 2011, con repliche fino al 13 novembre. Poi da marzo “Trovarsi” andrà in tournée in varie piazze, fra cui Napoli, e nella prossima stagione sarà in scena anche a Roma e Milano.

L’altra produzione debutterà in prima nazionale sempre al Vittorio Emanuele l’11 aprile 2012. Si tratta de “L’ufficio”, testo firmato da Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, noti anche per essere gli ideatori e gli autori della serie tv “Boris”, nella quale Ninni Bruschetta è fra gli interpreti. L’ufficio del titolo è quello di Dio, con tanto di ministri e compiti equamente distribuiti. Anche in questo cast spiccano gli attori messinesi (cosa fortemente voluta dal presidente Luciano Ordile, dal sovrintendente Paolo Magaudda e dai consiglieri di amministrazione), sfruttando una congiuntura favorevole in tal senso, cioè la presenza di una classe di attori nati sullo Stretto di evidente valore nazionale. Qui ci saranno Maurizio Marchetti (anche lui interprete di tanta fiction tv e che è anche il direttore artistico per la prosa del Teatro di Messina), Antonio Alveario e Giampiero Cicciò.

Il cartellone principale vede in tutto 12 spettacoli, oltre alle due produzioni, 10 ospiti in cui è forte la presenza femminile di grandi primedonne del teatro italiano, come ha sottolineato Marchetti nel presentare la stagione: Ottavia Piccolo, Giuliana De Sio, Elisabetta Pozzi e Isabella Ragonese; in più due presenze non strettamente teatrali ma sempre di grande impatto popolare come sono le gemelle Kessler.
Vediamo il calendario. Dopo il debutto di “Trovarsi” (9-13 novembre), si passa al 2012 con “Mercadet l’affarista” di Honoré de Balzac (4-8 gennaio), interpreti Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli, con la regia prestigiosa di Antonio Calenda; è una coproduzione fra lo Stabile del Friuli Venezia Giulia (con cui l’anno scorso il Teatro di Messina ha coprodotto “Picasso” con Giorgio Albertazzi, in questa stagione in tournée in tutta Italia), il Teatro di Calabria e il Quirino di Roma. Seguirà “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia con Sebastiano Somma (altro volto noto della Tv) e la partecipazione di Orso Maria Guerrini; regia di Fabrizio Catalano Sciascia, nipote dello scrittore siciliano. Dal 18 al 22 gennaio andrà in scena “Il borghese gentiluomo” di Molière, con Massimo Venturiello (anche regista) e Tosca. Uno spettacolo molto originale si preannuncia “L’arte del dubbio” (1-5 febbraio) che Stefano Massini ha tratto dal libro omonimo di Gianrico Carofiglio; con la regia di Sergio Fantoni gli interpreti sono Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani. “La commedia di Orlando”, tratto dal celebre romanzo di Virginia Woolf, “Orlando”, sarà al Vittorio Emanuele dall’8 al 12 febbraio; regia e drammaturgia di Emanuela Giordano, nel cast Isabella Ragonese, nuovo astro del teatro e del cinema italiani, con Erika Blanc. Seguirà “La lampadina galleggiante” (15-19 febbraio), una commedia firmata da Woody Allen; interprete Giuliana De Sio con la regia di Armando Pugliese. Dal 29 febbraio al 4 marzo sarà in programma “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”, musical ideato da Giancarlo Sepe (anche regista) e ispirato al romanzo di Stevenson; interpreti Alessandro Benevenuti e Rosalinda Celentano, con la partecipazione straordinaria di Alice ed Ellen Kessler. Dopo “L’ufficio” (11-15 aprile) sarà la volta dal 25 al 29 aprile di una messinscena “rubata” al cinema: “Tutto su mia madre”, che Samuel Adamson ha tratto dal film di Pedro Almodovar; regia di Leo Muscato, interpreti Elisabetta Pozzi, Alvia Reale ed Eva Robin’s. Seguirà “Cercasi tenore” (2-6 maggio), famosa commedia comica di Ken Ludwig; nel ruolo del protagonista Gianfranco Jannuzzo, regia di Giancarlo Zanetti. La chiusura di stagione sarà affidata, dal 6 al 10 giugno, a un musical (anche questo molto “messinese”, sono della città dello Stretto l’autore e il regista): “Salvatore Giuliano”, opera musicale di Dino Scuderi, testi di Pierpaolo Palladino, Franco Ingrillì e dello stesso Scuderi, con Giampiero Ingrassia e Barbara Cola; regia di Giampiero Cicciò.

Nella Sala Laudamo i due cartelloni “Paradosso sull’autore” (la rassegna dedicata al teatro contemporaneo italiano, curata sempre da Dario Tomasello) e “La Casa degli Artisti” sono riuniti in unico abbonamento di 14 spettacoli, con molti nomi importanti (Vetrano e Randisi, Emma Dante, Saverio La Ruina, Fausto Paravidino, Sergio Pierattini). Anche qui apriranno Vetrano e Randisi (impegnati pure come attori, insieme con Margherita Smedile) con “Fantasmi” (18-20 novembre), tratto da testi di Luigi Pirandello e Franco Scaldati. Seguiranno nell’ordine: “Ricordati di chiudere bene la porta. Vita in Palestina” (25-27 novembre), scritto da Marina Sorrenti con la collaborazione di Chiara De Bonis, con Marina Sorrenti e Alessandra Roca, regia di Nadia Baldi; “Ciano” (2-4 dicembre), da un’idea di Nicola Alberto Orofino (anche regista) e Carmen Panarello, testi originali di Elio Crifò, con Francesco Bernava, Elio Crifò, Massimiliano Davoli e Carmen Panarello; “L’assurda coppia del teatro: La lezione” (9-11 dicembre) di Gianfranco Quero (anche regista) da Eugène Ionesco, con Gianfranco Quero e Ivana Zimbaro; “I miei occhi cambieranno” (16-18 dicembre), tratto da “Certo che mi arrabbio” di Celeste Brancato, con Federica De Cola, a cura di Giampiero Cicciò; “Chiove” (13-15 gennaio 2012) di Pau Mirò, con Chiara Baffi, Giovanni Ludeno ed Enrico Ianniello, regia di Francesco Saponaro; “Le mille bolle blu” (3-5 febbraio) di Salvatore Rizzo, con Filippo Luna (anche regista); “La ricetta” (10-12 febbraio) di Dario Tomasello, con Cecilia Foti, Giada Vadalà e Ivana Zimbaro, regia di Vincenzo Tripodo; “Il diario di Mariapia” (9-11 marzo) di Fausto Paravidino (anche regista), con Iris Fusetti, Fausto Paravidino e Monica Samassa; “Italianesi” (16-18 marzo) di Saverio La Ruina, anche regista e interprete; “La pelle del serpente” (23-25 marzo) di Nicola Calì (anche regista), con Giovanni Boncoddo e Nicola Calì; “Il ritorno” (13-15 aprile) di Sergio Pierattini, con Milvia Marigliano, Arianna Scommegna, Renato Sarti e Alex Cendron, regia di Veronica Cruciani; “Acquasanta” (20-22 aprile), da “La trilogia degli occhiali” di Emma Dante (anche regista), con Carmine Maringola; “Due passi sono” (4-6 maggio) di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi (anche registi e interpreti), lavoro vincitore del premio Scenario Ustica 2011.

In altre sezioni alla Laudamo andranno in scena anche “Alfonsina Storni: la mia casa è il mare” di e con Marica Roberto; “Che fine ha fatto Pete Best?” con Rocco Barbaro; “Amaro ma non troppo” di e con Patrizia Baluci; “Requiem for my Mother” di e con Donatella Venuti. Per “Teatro e tradizione” saranno in scena al Vittorio Emanuele nel periodo di Natale la Compagna Sicilia del Teatro Nazionale, diretta da Gigliola Reyna Cutrufelli; la Compagnia Stabile di Messina, diretta da Massimo Mòllica; i Canterini Peloritani, diretti da Lillo Alessandro.
Confermati anche per questa stagione i cartelloni delle “Fiabe musicali”, del “Teatro Ragazzi” e delle “Favole e Opera dei Pupi”. Su proposta dell’Ente Nazionale Sordi andrà in scena “Il valore del sorriso”, con l’artista sordo Maurizio Scarpa, in arte Pallina Rossa.
La presentazione della stagione è cominciata con il saluto del presidente dell’Ente Teatro, Luciano Ordile: «Sono convinto che la giornata odierna – ha detto – sia nello stesso tempo un traguardo e un nuovo punto di partenza per tutti noi che lavoriamo per questo Teatro: insieme con me i consiglieri di amministrazione, il Sovrintendente, i direttori artistici, l’intero personale dell’Ente, sia tecnico sia amministrativo. Presentiamo, infatti, un cartellone di prosa che rappresenta perfettamente ciò che abbiamo perseguito con costanza e con passione in questi anni: la massima valorizzazione delle forze artistiche messinesi, che in questo momento storico sono certamente di grande valore ben al di là dei confini cittadini, in un quadro complessivo che non perde mai di vista la qualità, necessaria anzi direi vincolante per costruire una stagione di rilievo nazionale, che possa essere gradita al pubblico e possa quindi dargli sempre ottime ragioni per venire a teatro. Aver raggiunto questo binomio qualità-messinesità è il traguardo cui ho accennato. Qual è allora il nuovo punto di partenza per l’Ente Teatro? Secondo me, la risposta è chiara: la coscienza che per mantenere questo livello e possibilmente andare ancora più avanti, occorre continuare a lavorare con serietà, umiltà e dedizione. Tutti insieme, il Teatro come istituzione e voi artisti, con un senso di mutua solidarietà». Ordile ha poi ricordato la difficile congiuntura economica e ha lanciato un appello affinché tutte le forze politiche della città – dal Comune alla Provincia e alle deputazioni nazionale e regionale – lavorino con intenti unitari per rendere il Teatro di Messina un’istituzione che sempre di più sia al servizio culturale dell’intera città e di tutto il suo territorio provinciale.

All’appello del presidente ha risposto prontamente il sindaco Buzzanca che nel suo saluto ha ricordato l’importanza della coesione fra istituzioni cittadine. E poi ha sottolineato come la cultura, e quindi lo spettacolo, sia un’attività che non può e non deve avere colore politico, ma solo ricerca della qualità.
Il sovrintendente Paolo Magaudda si è soffermato sul significato di una presentazione del cartellone davanti a tanti artisti: «È una maniera – ha detto – di sottolineare l’importanza sociale del Teatro, la forza aggregante della rappresentazione, la capacità del palcoscenico di creare valori sempre al passo con i tempi». Ha messo in rilievo come i palcoscenici del Vittorio Emanuele e della Sala Laudamo anche nella prossima stagione lavoreranno a pieno ritmo, praticamente senza mai un giorno libero: «Non dimentichiamo che c’è anche un’importante stagione di musica e balletto che presenteremo il prossimo 27 settembre».n E, ancora, ha ricordato la decisione del consiglio di amministrazione che ha voluto mantenere gli stessi prezzi dell’anno scorso, nonostante un’inevitabile lievitazioni dei costi: «Sappiamo che il momento è difficile per tutti, ma vogliamo che andare a teatro rimanga un punto fermo nella vita dei cittadini messinesi, anzi che sempre più gente ci sia vicina e sostenga le nostre iniziative».