Palladium stagione 2009. Il teatro che cambia

Teatro Palladium

Teatro Palladium“Il teatro, cambia”: si legge sulla copertina del programma della VI stagione del Teatro Palladium, realizzata dalla Fondazione Romaeuropa e dall’università Roma Tre.

Come spiega il direttore artistico Fabrizio Grifasi, quella del Palladium si caratterizza per non essere una normale stagione teatrale, ma un progetto che vede diverse forze scendere in campo per contribuire allo sviluppo culturale della città e del quartiere. Un cambiamento necessario, ispirato anche dai venti di crisi (sia a livello economico nazionale che nel comparto culturale), che porta a una riconsiderazione delle sinergie teatrali e dell’offerta culturale che un teatro di oggi deve offrire. In tempi di crisi è inutile piangersi addosso: il consumo culturale è destinato ad aumentare, basta diversificare, mettere in rete, approcciare all’arte in maniera trasversale.
Questo è quanto la Fondazione Romaeuropa cerca di fare da anni.

La stagione, che dura tutto l’anno solare, partirà il 16 gennaio per concludersi a fine anno col Romaeuropa Festival 2009. L’inizio non è casuale: il regista inglese Peter Brook sbarcherà a Roma con la sua ultima creazione Warum Warum (Perché perché), una riflessione sul significato del teatro partendo da grandi maestri come Stanislavskij e Artaud. “Lo spettacolo è stato scelto come apertura della stagione per ‘apprendere una lezione’ – sottolinea Grifasi – Seguire una strada tracciata da un grande uomo di teatro”.

Dopo l’ospitalità internazionale arriverà il meglio della scena contemporanea italiana, a cominciare dalla Socìetas Raffaello Sanzio e il suo Madrigale appena narrabile firmato da Chiara Guidi e Scott Gibbons. Reduci dal successo a Romaeuropa torneranno, dal 23 al 25 gennaio, i Santasangre con il loro Seigradi, già sperimentato anche oltre i confini nazionali. Fanny & Alexander presentano a febbraio due loro recenti lavori incentrati sul Wizard of Oz: Him e A way. Da Palermo, a metà marzo, i Sutta Scupa con Rintra ‘u Cuòri, il loro approfondimento sulla triste vicenda di Sacco e Vanzetti. Sempre sulla memoria verte lo spettacolo di Moni Ovadia: Rabinovich e Popov, ovvero la storia dell’Unione Sovietica.
Una particolarità: tutte le serate godranno dell’Avanspettacolo della crudeltà di Andrea Cosentino, nel foyer del teatro come intrattenimento al pubblico.

Ma il Palladium rinnova anche le collaborazioni con vari progetti di rete, che rivelano una pluralità di sguardi e di autonomie. A partire da ZTL – pro, esperimento di produzione per la scena contemporanea a cura di Graziano Graziani, che quest’anno presenta cinque spettacoli tra cui la nuova esilarante produzione di Tony Clifton Circus, La morte di Babbo Natale, già vista in estate al Teatro India. E, ancora, la terza edizione (dal 15 al 24 maggio) di Teatri di vetro, una vetrina per le realtà artistiche della scena indipendente a cura di Roberta Nicolai di Triangolo scaleno teatro. Inoltre, con uno sguardo ad un nuovo canone di coproduzione e residenza inserito in uno spazio non convenzionale, il Palladium ospiterà i giovani artisti del progetto Fies Factory One, nato all’interno della Centrale Fies di Dro: Dewey Dell, Sonia Brunelli, Pathosformel e Teatro Sotterraneo.

Infine la danza contemporanea italiana. Grazie alla supervisione di Nicolò Stabile arriverà a Roma il top della produzione nostrana: Virgilio Sieni (con il suo solo Interrogazioni alle vertebre), Raffaella Giordano (il 28 gennaio con il premio Ubu Quore) e Caterina Sagna (con le due performance Relazione pubblica e Sorelline).
Una stagione di tutto rispetto, insomma, che ci fa riflettere su cosa potrebbe mancare dalle scene capitoline senza il lavoro della Fondazione Romaeuropa.

1 Comment

  • Uniroma.tv ha detto:

    Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “Nosferatu il vampiro”

    uniroma.tv/?id_video=15076

    Ufficio Stampa di Uniroma.TV

    info@uniroma.tv

    uniroma.tv

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