A Torino tra debutti e anniversari. La scena teatrale 2011 sotto la Mole

Roberto Herlitzka
Danio Manfredini

Giovedì sera Danio Manfredini debutta in ‘Caino’ (photo: Rolando Paolo Guerzoni)

Torino aveva fatto una sana indigestione di teatro a inizio stagione con Prospettiva2. Un mese di validi spettacoli tutte le sere, con anche più di una proposta fra cui scegliere. C’era quasi da abituarsene.
S’era poi caduti in un’atmosfera più sonnolenta, consona all’inverno padano, con la nebbiolina e il freddo che poco invogliano alle uscite serali. Uno spettacolo qua e là cadenzava il letargico ritmo della capitale sabauda in versione cappotto.
Erano giunte le festività di fine d’anno e, insieme alle Luci d’Artista che animano – almeno loro – da tradizione il periodo, la pausa istituzionale dalle scene (fatta eccezione per “Napoletango”, il musical latino-napoletano ideato e diretto da Giancarlo Sepe che ha traghettato il 2010 sulle sponde del 2011).

Ora si riparte. E per il “prossimamente” Torino torna – quasi a sorpresa – ad essere una scena piena di appuntamenti e lavori in corso, grazie anche ai festeggiamenti per l’Unità d’Italia.
Ancora una volta, come nel caso di Prospettiva, la vitalità è data in buona parte dal denaro dello Stabile, con sei produzioni che, contemporaneamente, stanno ultimando i lavori.
L’Epifania-che-tutte-le-feste-si-porta-via ha quindi visto sotto la Mole (non solo in senso figurato, visto che due vie centrali racchiudono i set di più palchi) molti teatranti al lavoro.

Fino a pochi giorni fa, il teatro Gobetti ha ospitato le prove di Valter Malosti e Valeria Solarino, protagonisti di “Signorina Giulia” di August Strindberg, al debutto domani al Carignano in prima nazionale. Malosti affronta la regia di Strindberg dopo una stagione di successi, riportando la Solarino al teatro (e a Torino, sua città natale) dopo tanto cinema.
L’opera scandalosa di Strindberg, respinta nel 1888 dall’editore Bonnier, vedrà sul palco Julie, la padrona, e Jean, il servo (intrepretato dallo stesso Malosti), a sperimentare il superamento di maschile e femminile, ma anche la contrapposizione di classe, lo sconvolgimento dei ruoli, la sperimentazione del diverso. Le scene sono di Margherita Palli. Dall’11 al 23 gennaio e poi in tournée.

Questa sera si recita a soggetto - Compagnia

Questa sera si recita a soggetto – la compagnia (photo: Giorgio Sottile)

Michele Di Mauro era in questi giorni al Maneggio per le prove di “Questa sera si recita a soggetto” diretto da Virginio Liberti. Una versione di Pirandello che si inserisce nel Laboratorio Italia, la sezione di stagione dello Stabile dedicata da Mario Martone al 150° anniversario dell’Unità d’Italia: «Virginio Liberti – dichiara Martone – indagherà nuove possibilità di interpretazione di quel gioco di scatole cinesi che è ‘Questa sera si recita a soggetto’, leggendolo in rapporto a una tradizione tanto celebrata musicalmente quanto misconosciuta teatralmente, quella del melodramma». Per Liberti, Pirandello dovrebbe essere riscoperto e difeso nella sua potente originalità. E, a ottant’anni dal debutto, allestire “Questa sera si recita a soggetto” significa riscoprire un testo che fu occasione di riflessione sul teatro di quel tempo e che gettò le basi per un progetto di teatro futuro.
Dal 18 gennaio al 6 febbraio alla Cavallerizza Reale.

Facendo due passi più in là, nell’adiacente Manica Corta, le prove (in fase meno avanzata) sono anche per Gabriele Vacis, alle prese con il cast dei “Rusteghi” di Goldoni (Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso e Jurij Ferrini) al debutto il prossimo 22 febbraio. Mentre alla Manica Lunga, Eleonora Moro sta mettendo a punto “Pinocchio”, un nuovo percorso di visita alla scoperta del Teatro Carignano attraverso il mondo del celebre burattino (da gennaio a marzo).

Se ci spostiamo appena fuori città, alle Fonderie Limone di Moncalieri (altro bello spazio dello Stabile), in una sala troviamo Teatro Valdoca alle prese con gli ultimi ritocchi di “Caino”, spettacolo con la regia di Cesare Ronconi che debutterà in prima nazionale in città dal 13 al 16 gennaio.
Lo spettatore si troverà davanti ad un allestimento visionario, dinamico, in cui il sogno pare il terreno più adatto ad accogliere i temi cangianti di questa pagina della Genesi. Al centro c’è l’inquietante, affascinante primo nato del mondo, che non solo uccide, ma anche edifica la prima città e dà inizio alla parabola tecnologica che arriva fin qui. A Danio Manfredini il compito di tratteggiare un Caino adulto e riflessivo, tirandolo via dallo stereotipo solo violento e dotandolo di tutte le sfumature dell’umano.
«Caino in modo quasi profetico somiglia proprio a noi, uomini e donne di questo tempo – scrive Mariangela Gualtieri, che darà voce all’Alato (Raffaella Giordano) – Come lui siamo andati lontanissimi dalla terra feconda, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi, siamo ormai senza un’idea di prossimo, lontani da qualunque tema celeste».

Nell’altra sala delle Fonderie, prove anche per Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa, diretti da Alfonso Santagata, con “18 mila giorni – Il pitone”, un testo originale dello scrittore Andrea Bajani (8-13 febbraio in prima nazionale).

Ma non è tutto. Infatti negli adiacenti spazi del laboratorio si lavora ad altri due progetti. Il primo è la costruzione delle scenografie di «Fare gli Italiani. 150 anni di storia nazionale», l’imponente installazione in programma alle Ogr sempre nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni. Il secondo riguarda la produzione dell’allestimento di «Km011», la mostra realizzata dalla Regione Piemonte che inaugurerà l’11 febbraio al Museo di Scienze Naturali.

Roberto Herlitzka

Roberto Herlitzka in ‘Elisabetta II’ (photo: teatrostabiletorino.it)

Se poi non bastasse questo fermento cittadino, c’è da ricordare che dal 18 al 23 gennaio Roberto Herlitzka sarà al Gobetti dando voce a Rudolf Herrenstein, ultimo della galleria di grandi vecchi del drammaturgo austriaco Thomas Bernhard. Herrenstein, potente industriale ebreo che fabbrica cannoni, è il protagonista di “Elisabetta II”, pungente testo di Bernhard del 1987 finora mai rappresentato in Italia.

Abbandonando lo Stabile (e i debutti), un ritorno a Torino è quello di Daniele Timpano, che al Teatro della Caduta il 15 e 16 gennaio presenta il suo “Dux in scatola (autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito)”. Tanto per rimanere in tema ‘storia d’Italia’.
Al Teatro Baretti, dal 12 al 14 gennaio, c’è invece “La Maria Farrar” di Manlio Marinelli (tratto dalla poesia di Brecht) interpretato da Sara Alzetta.

Per finire, sempre questa settimana, prende il via Contemporary voice – attori del domani, un’iniziativa dell’Alfa Teatro che offre la possibilità a sette giovani compagnie di salire sul palco in competizione tra loro: in premio 1.500 euro, tre mesi di prove gratuite in teatro per l’allestimento della nuova produzione, più il debutto. Si apre il 15 gennaio con “Un finale per Sam”, personale adattamento del “Finale di partita” beckettiano ad opera di Crab.

Cercheremo insomma di godere di questo gennaio torinese. E, longilinei dal periodo di magra natalizio, ci prepariamo a nuove degustazioni.

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