Il Teatro Valle occupato

L’acqua, l’aria… e ora ci riprendiamo anche la cultura!

Oggi 14 giugno, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo autorganizzati che in questi mesi si sono mobilitati per contrastare i ripetuti attacchi subiti dal mondo dell’arte e del sapere, hanno occupato il Teatro Valle che, a seguito della soppressione dell’Ente Teatrale Italiano cui sino ad ora è stata affidata la gestione, rischia la chiusura.
A partire da oggi pomeriggio alle 17 si alterneranno presso il Teatro Valle assemblee aperte sulla situazione critica del mondo della cultura italiana e le possibili forme di agire condiviso. Ogni sera cantanti, attori e musicisti si esibiranno gratuitamente invitando tutti a partecipare attivamente al dibattito sul futuro del Teatro Valle. Gli occupanti hanno inoltre lanciato un appello a tutti i cittadini, agli artisti e a tutti singoli lavoratori per un impegno comune sul futuro del Valle e dell’arte in Italia. Appello che è già stato firmato da molti dei protagonisti della scena indipendente e da nomi illustri del cinema, del teatro e della cultura.

Il programma parte da questo pomeriggio alle ore 16 con un’assemblea dal titolo “Cronaca di una morte annunciata: dal Valle a Cinecittà, la gestione dei beni e delle risorse culturali in Italia”. Seguono dalle ore 20 concerti, performance e letture cui parteciperanno FABRIZIO GIFUNI, DANILO NIGRELLI, BANDA MALANCIA, VALENTINA CHICO, RAFFAELLA AZIM, TEATRINO CLANDESTINO, PIETRO SERMONTI e molti altri artisti.

Mercoledì 15 giugno, hanno già confermato la loro presenza, sempre a partire dalle ore 20, ANDREA CAMILLERI, ELIO GERMANO, MADDALENA CRIPPA, VINICIO MARCHIONI, THEO TEARDO e ANDREA RIVERA.

Giovedì 16 giugno vedrà la partecipazione di FRANCA VALERI, GIOVANNA MARINI e SABINA GUZZANTI.

I lavoratori e le lavoratrici nell’atto di occupare hanno letto il seguente comunicato:

Siamo lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori,
stabili, precari e intermittenti. Da mesi portiamo avanti, in modo diretto ed autorganizzato,
una lotta contro i tagli e per i nostri diritti di lavoratori.
In questi anni, di fronte all’arroganza delle politiche governative, le reazioni della categoria,
dei sindacati e delle associazioni di settore sono state deboli e inefficaci.
“Com’è triste la prudenza” recita Rafael Spregelburd. Triste e in molti casi complice: le
istituzioni che fanno prevalere logiche di profitto, scambi di poltrone, ingerenze partitiche e
clientelari hanno ormai perso ogni legittimità come interlocutori.
Noi non vogliamo più essere complici. È con questo spirito che ci siamo mossi e che oggi
occupiamo il Valle lanciando un appello a tutto il mondo della cultura e ai cittadini per
sostenere questa battaglia: occupiamo il Valle per occuparci di ciò che è nostro.
Nel silenzio e nell’indifferenza questo storico Teatro rischia di chiudere.
L’assessore alla cultura del Comune di Roma ha dichiarato in modo generico che si
impegnerà per la tutela del Valle. Queste rassicurazioni non bastano. Chiediamo
trasparenza e chiarezza. Chiediamo che gli artisti e i professionisti del settore vengano
coinvolti a livello progettuale e decisionale sul destino di uno dei Teatri più importanti
d’Italia.
Il Teatro Valle non è solo uno spazio prezioso da salvare ma un simbolo dello stato
dell’arte in Italia. L’ultima finanziaria ha soppresso l’Ente Teatrale Italiano, mettendo a
rischio le funzioni cui era preposto: promuovere e diffondere il teatro contemporaneo,
sostenere la nuova drammaturgia e le nuove generazioni, incrementare scambi
internazionali e la formazione.
Non siamo qui per difendere l’esistente, sia esso l’ETI o il sistema di finanziamento
pubblico attuale, ma non rinunciamo al principio che il libero accesso alla cultura, ai saperi
e alla creatività in tutte le sue forme, la libera circolazione di idee e individui, il
potenziamento del pensiero critico siano un diritto imprescindibile di ogni cittadino e non
un privilegio.
La demolizione sistematica delle risorse e dei beni pubblici è il cuore della politica culturale
di un governo che azzera le buone pratiche esistenti, attacca gli spazi e le produzioni
indipendenti, non svolge il proprio ruolo di tutela del patrimonio artistico, dismette e
privatizza teatri, musei e luoghi di importanza storica. Una politica che ignora la questione
dei diritti e del reddito per i lavoratori precari/intermittenti e mortifica competenze e talenti
della nostra generazione.
Nell’anno zero della cultura siamo qui per denunciare lo stato di emergenza del nostro
paese e la precarizzazione delle nostre condizioni di lavoro e di vita.
È tempo che noi artisti, operatori e professionisti del settore ci assumiamo la
responsabilità di decidere delle nostre vite, del nostro lavoro e dei nostri spazi. Dal basso
e in prima persona. Per riprenderci ciò che è nostro, attraverso azioni e pratiche condivise.
Invitiamo il mondo della cultura e dello spettacolo e tutta la cittadinanza a prendere
posizione e a confrontarsi insieme a noi su una visione più ampia, oltre la difesa del
proprio e dell’esistente e a farlo dentro il Teatro Valle occupato e in assemblea
permanente. A difendere la possibilità di FARE cultura, e farlo al grado più alto delle
nostre potenzialità.

Gruppo Facebook Lavoratori e Lavoratrici dello spettacolo
Email spettacololavorat@gmail.com

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