Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Monday
Sep 15th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2010 Il circo di Pinter non vola alto

Il circo di Pinter non vola alto

E-mail PDF

The Flying Pinter CircusHarold Pinter fu insignito del premio Nobel nel 2005. Essendo impossibilitato a presentarsi a causa di gravi motivi di salute, pronunciò il discorso di ringraziamento in videoconferenza. Questo l’incipit.
"Nel 1958 scrivevo che non ci sono grosse differenze tra quello che è reale e quello che è irreale e tra quello che è vero e quello che è falso. Una cosa non è necessariamente o vera o falsa, può essere entrambe: vera e falsa”. Tali parole possono essere usate a mo’ di chiosa per lo spettacolo in questione: “The Flying Pinter Circus”, un lavoro che troverà spettatori persuasi e altri non altrettanto convinti della riuscita del lavoro.

Con un tendone bianco da circo sullo sfondo, tre attori irrompono sul palco vestiti alla Blues Brothers, interpretando brevi scene (piccoli atti unici e interventi ripresi dal discorso di ringraziamento di Pinter, con spezzoni della videoconferenza), intervallate da stacchetti comici con tanto di luci stroboscopiche e musichetta da comiche.

Nel presentare il lavoro gli autori parlano di “minestrone” e “calderone”: due termini che ben si prestano a riassumere la quantità di personaggi e azioni che si sviluppano in poco meno di un’ora di spettacolo, in una ricerca forzata a evidenziare l’assurdità e il paradosso del quotidiano, e nel tentativo di alleggerire la spietata forza delle parole di Pinter. Il tutto accompagnato da una netta critica alla televisione, con riferimenti diretti a programmi di intrattenimento e di informazione, e ai mass media più in generale.

Il rischio che si corre è però quello di mettere troppe cose in scena, di voler troppo mostrare e troppo dire allo spettatore. E a tutto questo non giova l’atmosfera circense e comica che, sebbene alleggerisca, certo non favorisce la linearità di uno sviluppo.
Le scene più riuscite appaiono quelle che si affidano al testo, quelle più asciutte, dove la scenografia è minima e protagoniste sono le parole, il “detto”. Quando invece si ricorre all’uso di oggetti svariati, questi sortiscono l’effetto di un già visto che non giova al risultato. Esempi sono la scena in cui uno degli attori interagisce con una bambola gonfiabile (con tutto ciò che ne consegue) e, di contro, quella in cui viene recitata la poesia “Morte” di Harold Pinter senza alcuno ausilio scenografico.
Resta il merito, riconosciuto a Dario Focardi e Paolo Pierazzini, di aver dato risalto non solo alle parole del Pinter drammaturgo ma anche a quelle del Pinter cittadino, nel tentativo di impedire che la sua lucida e spietata analisi del mondo, un mondo che viviamo e ascoltiamo ogni giorno, cada nel dimenticatoio.

THE FLYING PINTER CIRCUS. La lezione di Stoccolma
da un’idea di Dario Focardi e Paolo Pierazzini
con Simone Faucci, Dario Focardi, Paolo Giommarelli
produzione: La Compagnia del Teatro Lux/Teatri della Resistenza
progetto tecnico: Massimo Lupi
durata: 55'
applausi del pubblico: 4' 09''

Visto a Pisa, CinemaTeatroLux, il 29 gennaio 2010

Hits: 1670

Commenti (19)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Last Seen

 

Zaches: a Short Theatre il fascino dell'idiozia e gli abissi della visione

Il ciclo di opere murarie del pittore spagnolo, “nere” tanto per scelte cromatiche qua...

 

Sette ore di spettacolo 'libero': è il Ballet di Marie-Caroline Hominal

La giornata di cui parla Marie-Caroline sono sette ore ininterrotte di spettacolo in cui s...

 

Marcelo Evelin a La Bâtie. Sei pronto a entrare nel ring per affrontare la paura?

Dentro il ring attendono cinque corpi nudi, completamente ricoperti di nero, così da far ...

 

Sosta Palmizi sulla Felicità, tra miele e natura

Nulla di più parossistico se questa ricerca viene ritratta scucendo i confini sociali, ge...

 

Gogol e Koreja per un Matrimonio pop

L’idea di questo progetto – racconta il regista – nasce dalla frequentazione dei pae...

 

Strindberg nel Brasile di oggi. Dentro i conflitti di Julia

Julia è così una fanciulla bianca e ricca, mentre Jelson è un ragazzo nero, povero, nat...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Pergine Spettacolo Aperto, un quarantenne contemporaneo

 

Emma Dante: il teatro e la morte. Intervista

 

A Torino la Cavallerizza è tornata Reale

Ne abbiamo parlato con Maria Edgarda, portavoce per noi di Cavallerizza 14:45, assemblea ...

 

Di lavoro a teatro. Buon 1° maggio!

"Tu (non) sei il tuo lavoro" di Rossella Pastorino per la regia di Sandro Mabellini, un te...

 

A tu per tu con Arlecchino. Intervista a Ferruccio Soleri

Ferruccio Soleri Carlo Fava, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo e Massimo Genchi racco...

 

Le relazioni pericolose di Valter Malosti. L'intervista