Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Monday
May 20th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2010 Il circo di Pinter non vola alto

Il circo di Pinter non vola alto

E-mail Stampa PDF

The Flying Pinter CircusHarold Pinter fu insignito del premio Nobel nel 2005. Essendo impossibilitato a presentarsi a causa di gravi motivi di salute, pronunciò il discorso di ringraziamento in videoconferenza. Questo l’incipit.
"Nel 1958 scrivevo che non ci sono grosse differenze tra quello che è reale e quello che è irreale e tra quello che è vero e quello che è falso. Una cosa non è necessariamente o vera o falsa, può essere entrambe: vera e falsa”. Tali parole possono essere usate a mo’ di chiosa per lo spettacolo in questione: “The Flying Pinter Circus”, un lavoro che troverà spettatori persuasi e altri non altrettanto convinti della riuscita del lavoro.

Con un tendone bianco da circo sullo sfondo, tre attori irrompono sul palco vestiti alla Blues Brothers, interpretando brevi scene (piccoli atti unici e interventi ripresi dal discorso di ringraziamento di Pinter, con spezzoni della videoconferenza), intervallate da stacchetti comici con tanto di luci stroboscopiche e musichetta da comiche.

Nel presentare il lavoro gli autori parlano di “minestrone” e “calderone”: due termini che ben si prestano a riassumere la quantità di personaggi e azioni che si sviluppano in poco meno di un’ora di spettacolo, in una ricerca forzata a evidenziare l’assurdità e il paradosso del quotidiano, e nel tentativo di alleggerire la spietata forza delle parole di Pinter. Il tutto accompagnato da una netta critica alla televisione, con riferimenti diretti a programmi di intrattenimento e di informazione, e ai mass media più in generale.

Il rischio che si corre è però quello di mettere troppe cose in scena, di voler troppo mostrare e troppo dire allo spettatore. E a tutto questo non giova l’atmosfera circense e comica che, sebbene alleggerisca, certo non favorisce la linearità di uno sviluppo.
Le scene più riuscite appaiono quelle che si affidano al testo, quelle più asciutte, dove la scenografia è minima e protagoniste sono le parole, il “detto”. Quando invece si ricorre all’uso di oggetti svariati, questi sortiscono l’effetto di un già visto che non giova al risultato. Esempi sono la scena in cui uno degli attori interagisce con una bambola gonfiabile (con tutto ciò che ne consegue) e, di contro, quella in cui viene recitata la poesia “Morte” di Harold Pinter senza alcuno ausilio scenografico.
Resta il merito, riconosciuto a Dario Focardi e Paolo Pierazzini, di aver dato risalto non solo alle parole del Pinter drammaturgo ma anche a quelle del Pinter cittadino, nel tentativo di impedire che la sua lucida e spietata analisi del mondo, un mondo che viviamo e ascoltiamo ogni giorno, cada nel dimenticatoio.

THE FLYING PINTER CIRCUS. La lezione di Stoccolma
da un’idea di Dario Focardi e Paolo Pierazzini
con Simone Faucci, Dario Focardi, Paolo Giommarelli
produzione: La Compagnia del Teatro Lux/Teatri della Resistenza
progetto tecnico: Massimo Lupi
durata: 55'
applausi del pubblico: 4' 09''

Visto a Pisa, CinemaTeatroLux, il 29 gennaio 2010

Hits: 1389

Commenti (19)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Trilogia dell'assenza, Compagnia dello Scompiglio - 18 maggio - 2 giugno
Lotta di Negro e Cani @ Milano - Teatro i, 5-17 giugno

Last Seen

 

Mum & Gypsy: la generazione zero nipponica conquista Fabbrica Europa

Questi fatti di cronaca emergono però da percorsi intimi e personali – entrambi figli d...

 

Benji. Bel Teatro e il male dentro di sé

La compagnia propone un testo audace, tratto dall'opera omonima della drammaturga inglese ...

 

La Miranda eterna di Oskaras Koršunovas

Dalla richiesta della ragazza di riascoltare la storia de “La tempesta”, divenuta orma...

 

Omsa: da lavoratrici a Brigate Teatrali col Teatro Due Mondi

Incedono con fare impetuoso, si fermano in mezzo alla gente per donare gesti gentili, come...

 

Blusclint alla prova con Amleto

È il capocomico a dirigere lo spettacolo e a interpretare il ruolo del protagonista. Prim...

 

L’immorale si fa morale. Luc Bondy e il Ritorno pinteriano

L’insensatezza della vicenda viene sorretta ed alimentata dall’atteggiamento calmo e i...

 

Dynamis Teatro: ritratto di adolescenti attivi nell'era del 2.0

Davanti agli schermi, una “Lola corre” nostrana marcia sul posto per 42 minuti con il ...

 

Tiepido Risveglio di Primavera. Autelli si confronta con Wedekind

"Risveglio di Primavera" in particolare è un testo in cui si respirano tinte sicuramente ...

 

La capitale del dolore: Sinisi nella sfida con Godard

Omaggiando nell'ambiguo titolo Paul Eluard, Sinisi adopera oggetti di riuso come unici ele...

 

Colpo su colpo, Riccardo Caporossi alle origini del male dell'uomo

La narrazione avviene a ritroso: si parte da Oreste, figlio e vendicatore del padre Agamen...

Instagram


Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 
Incanti 2013

Video

 

Alla ricerca del tempo perduto con Cathy Marchand

  ...

 

Mercanti di storie. La poesia di Piero Ciampi al Torino Fringe Festival

Nel progetto dei Mercanti, invece, continua a raccontare in forma irridente, ostinata e co...

 

Nell'intimo di una congiura. Videointervista sul Giulio Cesare di Andrea Baracco

Ma forse è proprio questa velleità di ergersi ad un livello superiore che fa poi perdere...

 

Sul senso di una tumulazione teatrale. Videoprocesso a Daniele Timpano

Rinchiuso nella sua cella, a partire proprio dalla stessa data del rapimento dello statist...

 

Jurij Ferrini. Per una povertà 'francescana' del teatro

D’altronde è la ragione di alcuni esercizi estenuanti che hanno fatto la storia del tra...

 

Federica Fracassi da Eva Braun a Blondi

Già allora aveva intrigato molto e ci eravamo dati appuntamento per divulgare il material...

 

In bilico fra esistenza e fuga. Conversazioni con Jeanne Mordoj e Yoann Bourgeois

"Eloge du Poil" di Jeanne Mordoj è l’insieme di spezzoni nati da ispirazioni diverse. E...