Dentro il Theatertreffen con la direttrice Iris Laufenberg. Videoreportage da Berlino (1^ parte)

Theatertreffen 09
Theatertreffen 09

Theatertreffen 09

Che ad un certo punto l’evento stesse andando assai più che bene, lo si è capito dal tenore fra l’orgoglioso e il burlesco con cui, attraverso un comunicato, l’ufficio stampa sottolineava che, mentre il cinema (e il Festival di Cannes in particolare) registravano penuria di pubblico alla Croisette, a Berlino non c’era un evento, uno spettacolo che non registrasse il tutto esaurito. “Crisis in Cannes, Boom in Berlin. All performances at the Berlin Theatertreffen were sold out!”
Aveva aperto i battenti il 1 Maggio questo festival del teatro in lingua tedesca, con “Una chiesa di paura” di Christoph Schlingensief e fino al 18 è stato un susseguirsi di eventi, dibattiti, spettacoli, reading, stage.

Ovviamente non farò la parte di Alice nel paese nelle meraviglie, anche se, quando ai dibattiti del dopo-spettacolo o alle conferenze pomeridiane vedevi arrivare tre-quattrocento persone, beh qualche idea te la facevi e ti stropicciavi gli occhi per vedere se in giro da qualche parte sbucava il cappellaio matto.
Organizzazione? Tradizione? Cultura teatrale diffusa? Forse niente di tutto questo o forse tutto questo assieme. Due tre considerazioni preliminari: come funzionano le produzioni in Germania. In genere le produzioni non girano, restano nella città del teatro che le finanzia per diverse settimane. Questo spiega perché il Theatertreffen, che riunisce poi in un’unica città i migliori spettacoli, sia un evento eccezionale. Una giuria di critici sceglie i migliori, visti in giro per tutta l’Europa di lingua tedesca, quindi anche nei cantoni settentrionali della Svizzera e in Austria, e sceglie the best of the best.

Abbiamo potuto intervistare, fra gli altri, la direttrice del festival Iris Laufenberg, donna semplice e manager straordinaria, poco dedita al culto dell’apparenza e molto più a quello della sostanza, a capo di questa istituzione culturale da anni. E poi le voci di giovani drammaturghi europei, che hanno potuto vivere uno stage di particolare impegno. Fra questi la finlandese Sofi Oksanen e il nostro Davide Carnevali, fresco vincitore, con lo stesso testo premiato in Germania, anche del Premio Riccione 2009. “Variazioni sul modello di Kraepelin” l’anno prossimo sarà prodotto come radio dramma dalla radio nazionale tedesca.


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  • Redattore articolo ha detto:

    Da Davide Carnevali ricevo e volentieri pubblico questa parziale rettifica circa la categoria del premio, all’interno di quelli assegnati per il Riccione 2009

    Da: Davide Carnevali
    A: Renzo Francabandera
    Date: 20/giu/2009 16.53

    grandissimo Renzo!
    solo un appunto che riguarda l’articolo: non ho vinto il Premio Riccione, ma il Premio Marisa Fabbri – la Demattè ha vinto il Premio Riccione.
    Kraepelin oltre che dalla Deutschlandradio Kultur sarà presentato in Italia al Festival Quartieri dell’arte, ci tenevo a dirlo perché GianMaria Cervo ha creduto nel testo tempo prima che vincesse al TT e al Riccione.

    Breve risposta sulla precisazione di Davide:

    Davide, ti ringrazio tantissimo per la precisazione. La cosa mi era nota, ma avevo indicato in maniera genrica il novero di premi all’interno della macro categoria Riccione. A beneficio di tutti a questo punto ricordo che il Premio Marisa Fabbri, fra quelli assegnati nell’ambito del Riccione, è destinato a indicare un’opera particolarmente impegnata nella ricerca di un linguaggio aperto e poetico. Rinnovo a Davide gli auguri per il riconoscimento.

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