La delicata violenza dell’Antigone dei Motus

Too late!
Too late!

Silvia Calderoni in ‘Too late!’ (photo: prospettiva.teatrostabiletorino.it)

“Too late!” prende le mosse dall’Antigone di Sofocle pur non essendo una riscrittura del testo classico. Né può dirsi una rilettura ‘tout court’ in chiave moderna di una delle tragedie più note e studiate da registi, critici e linguisti.
La compagnia riminese affronta qui un secondo contest (il primo lo si era visto quest’estate al Festival delle Colline Torinesi) all’interno di un percorso di avvicinamento a “Syrma Antigónes”, lo spettacolo definitivo, che sarà creato proprio attraverso contest, confronti e scontri consecutivi su vari nuclei tematici di un’Antigone che i Motus desiderano rimanga “fra parentesi”.

Quanto accade in scena è frammentario, sconnesso, instabile. I richiami al testo originale sono marginali, ma ciononostante la forza delle parole di Sofocle, seppure quasi assente, affiora, si concretizza e si invera. Emerge l’urgenza di un sentire, di un intendere la vita che si fa violenza nel momento in cui viene contrastata. La ferocia, dunque, come risposta all’esasperazione. Il senso di ribellione e di rivolta che si scontra davanti all’indifferenza del potere costituito e della legge dello stato. “Too late!” tratta così di un’Antigone che si mette in gioco e di un Creonte che si mette in discussione. Atteggiamenti che paiono caratterizzare, più in generale, la poetica dei Motus e la loro visione artistica.

La vitalità e la sfrontatezza descrivono questa eroina demitizzata, un’Antigone che se pensa alla patria non si riconosce. Silvia Calderoni interpreta straordinariamente una figura femminile che, dopo tante rappresentazioni, rischia di risultare altisonante ed edificata. Nella sua persona, invece, l’aggressività e la dolcezza si fondono in un carattere umano e autentico. Antigone si sente un cane grosso, ma quando va ad abbaiare, dice la protagonista, allora si sente piccolissima.
Qui la pretesa di edificare ed innalzare il personaggio è assente. Al contrario, ogni gesto, battuta e momento è volto ad un abbassamento della spettacolarità, ad una “normalizzazione” tanto rara quanto preziosa. I movimenti  appaiono contenuti e non oltrepassano mai la misura oltre la quale si avvertirebbe l’artefatto teatrale. Dietro lo spettacolo si avverte un lavoro intenso e rigoroso, si percepiscono la convinzione e il coinvolgimento da parte dei protagonisti, quelli in scena e non. Allo stesso tempo i Motus riescono, in “Too late!”, a non far apparire l’autocompiacimento e i trucchi volti ad emozionare a comando il pubblico. Così lo spettacolo si svolge senza picchi emotivi artificiali. E nonostante sia un susseguirsi di emozioni, nel momento in cui stanno per raggiungere il loro culmine, sfumano discrete nell’interruzione della recita o nell’ironia, “la nostra nuova camicia di forza”.

TOO LATE! (antigone) contest #2
ideazione e regia: Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
con: Silvia Calderoni e altri interpreti in via di definizioine
scrittura: Daniela Nicolò
ambito sonoro: Enrico Casagrande
direzione tecnica: Valeria Foti
produzione: Motus
un progetto in collaborazione con: Festival delle Colline Torinesi e Fondazione del Teatro Stabile di Torino e il supporto di L’ Arboreto di Mondaino/Progetto Geco-Ministero della Gioventù e Regione Emilia Romagna
durata: 60′
applausi del pubblico: 4′
prima nazionale

Visto a Torino, Cavallerizza Reale, il 21 ottobre 2009
Prospettiva 09

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