Il ToFringe 2018 si rinnova, pur rimanendo molto piemontese

Rebecca Rossetti in Dovevate rimanere a casa, coglioni di Rodrigo garcia, per la regia di Jurij Ferrini
Tra le proposte anche Rebecca Rossetti in Dovevate rimanere a casa, coglioni di Rodrigo Garcia, per la regia di Jurij Ferrini

Ai blocchi di partenza la sesta edizione del Torino Fringe Festival. Dal 3 al 13 maggio una nuova invasione teatrale in spazi convenzionali e non della città.
Sono state ben 250 le proposte arrivate tramite il bando del festival scaduto a novembre 2017. 25 gli spettacoli selezionati per 236 repliche previste nei nove giorni per un totale di 53 fra artisti e compagnie provenienti dall’Italia e dall’estero. Solo per citarne alcuni Crab, Riserva Canini, Cirko Vertigo, Onarts, La Ribalta Teatro, Teatro delle Temperie, Welcome Project, Compagnia del Calzino, Compagnia Ciclope
Presenze da Milano e Palermo a Bologna, da Pisa e Trento a Friburgo e Berlino, anche se su 25 compagnie selezionate ben 14 sono torinesi. Forse un po’ troppe per dare al festival una vera connotazione nazionale.

La nuova edizione presenta comunque un rinnovamento generale, a partire dal logo (si è messo a riposo il dodo che aveva accompagnato gli ultimi anni) fino alla programmazione, che vede un nuovo settore dedicato alla musica e uno alle arti visive. Il tutto racchiuso nel sottotitolo R_Evolution.

Accanto alla programmazione teatrale anche laboratori, conferenze, feste ed esposizioni. Sono nove gli spazi che accoglieranno gli spettacoli del festival; a quelli storici si aggiungono quest’anno il Polo del ‘900, le Music Hall (l’ex teatro Juvarra rimesso a nuovo con la direzione artistica di Arturo Brachetti) e il Cafè Muller, nuovo spazio in via Sacchi aperto dalla Fondazione Circo Vertiko.

Ancora una volta il Fringe si pone l’ambizioso obiettivo di creare una rete per fornire opportunità ai talenti emergenti aumentando al contempo il consumo culturale e teatrale a Torino, in un momento non facile per la cultura cittadina. Sicuramente si deve quindi riconoscere la tenacia del gruppo storico del festival. A sostegno delle attività, quindi, anche bandi e aiuti da fondazioni.

Numerose le collaborazioni. Per questa edizione 2018 importanti, per gli artisti, il partenariato con il Teatro della Corte di Castellanza, ERT Friuli Venezia Giulia, lo Stabile di Torino, il Festival delle Colline Torinesi e Fucina Culturale Machiavelli, realtà che saranno presenti al festival con l’obiettivo di acquistare una o più repliche di alcune proposte.

Per la sezione musica, con la direzione di Cristina Vacchini, sono state selezionate due giovani realtà che lavorano su progetti “ibridi” tra musica e teatro. Due gli appuntamenti, entrambi al Caffè della Caduta, con Baton Blue, duo francese che propone una “nuova musica popolare cosmopolita” fatta di intrecci multiculturali, e Improssessions, progetto torinese nato da elementi che provengono dal Conservatorio Verdi e dalla Jazz School.

Per la sezione di arti visive, una serie di appuntamenti, curati da Togaci, all’interno dell’Ecomuseo di via Medici. Al classico approccio espositivo anche una parte in streaming: il 12 e 13 maggio sarà possibile ascoltare le sonorizzazioni di Horn Antenna, Antonio Caputo e Mike Papa + Manuel La Faenza.

Come al solito presente la parte di ToStreet che, tra il 5 e il 6 maggio, animerà il centro città con spettacoli di circo e teatro musicale.
Ai più piccoli è invece dedicato lo spettacolo “Play” di Tecnologia Filosofica/Refrain in programma il 5 e 6 maggio al Polo del ‘900.

Interessante la conferenza “Esistere e resistere”, che l’8 maggio affronterà, insieme agli ospiti presenti, temi che vanno dai diritti dei lavoratori dello spettacolo alla comunicazione e al fundraising.

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