La nuova vita della Torre dell’Acquedotto a Cusano Milanino

La Torre dell'Aquedotto di Cusano Milanino
La Torre dell'Aquedotto di Cusano Milanino

La Torre dell’Acquedotto (photo: Claudio Grassi)

1958, Missione di San Juan Bautista. Una scala a chiocciola sale vertiginosamente. Una donna biondissima con i capelli raccolti in uno chignon percorre di corsa le scale e precipita dal campanile. La celebre scena del film “Vertigo” di Alfred Hitchcock è senz’altro frutto, per una buona parte, delle suggestioni che il luogo deve aver suscitato nel mago del cinema del brivido del dopoguerra.

Se i luoghi possono avere grande importanza nella creazione artistica e nello sviluppo delle forme d’arte, a tutti i livelli, questo potrebbe essere il caso della nuova residenza teatrale inaugurata sabato scorso, 9 ottobre, nei pressi di Milano, l’ultima residenza ad aprire nell’ambito del Progetto Être, che ha visto la nascita e lo sviluppo di altre 22 residenze sparse in tutto il territorio.
Questa, però, è davvero speciale.

1913, Torre dell’Acquedotto. Viene eretta una torre, a cavallo di un fosso profondo.
Oltre mezzo secolo più tardi un gruppo di bambini gioca nei pressi della torre. Sono i primi ad arrivare sul luogo del suicidio: un uomo si è impiccato sotto la torre.
Sono passati 27 anni dal giorno del ritrovamento del corpo, e uno di quei bambini è cresciuto. Massimiliano Cividati è diventato regista teatrale, ha fondato la compagnia Aia Taumastica e, insieme a Raffaella Bonivento, ha preso in gestione lo spazio della vecchia torre dell’acquedotto di Cusano Milanino per farne un centro di cultura e scambio per il territorio. Di proprietà del Comune, la torre fu progettata dagli ingegneri Magnani e Rondoni e destinata a contenere le pompe per il sollevamento dell’acqua potabile e i tubi di distribuzione. Comprende due piani interrati, risalenti al 1911/1913, e tre piani fuori terra, dovuti al successivo ampliamento avvenuto nel 1926. Si caratterizza per la decorazione liberty, scelta perché la torre doveva essere ben visibile da più punti: nella parte alta i decori sono quindi elaborati ed osservabili anche da lontano, mentre i piani più bassi, di epoca precedente, ricordano nella loro semplicità le centraline dell’acqua potabile della rete milanese.

Non è stato facile “traghettare” la torre verso questo presente culturale. Sono passati 11 anni e tre amministrazioni comunali diverse, dalla prima lettera di incarico nel 1999. Come sempre accade quando si introduce un nuovo spazio nella comunità, i cittadini all’inizio erano diffidenti, si chiedevano se la compagnia fosse una sorta di setta, perché i caratteri del logo ricordavano lievemente quelli gotici. Ma, alla fine, la Torre dell’Acquedotto ha ripreso vita ed è diventata uno spazio polivalente che ospita una residenza teatrale, una stagione di spettacoli e musica, corsi di recitazione, danza, musica, mostre, installazioni ed un grazioso bar.

La programmazione vera e propria ha avuto inizio domenica 10 ottobre con L’Atir e il bello spettacolo “Qui città di M.” di Serena Sinigaglia, con Arianna Scommeglia. A seguire le produzioni della compagnia residente, Aia Taumastica, con “Ghiaccio. La leggendaria spedizione di Shackleton al Polo Sud”. Ma anche musica, con Yuri Beretta ed il suo Sconcerto, la danza del gruppo Schuko, il teatro canzone di Walter Leonardi con “Dio Mercato”. E anche serate jazz, caffe letterari all’ora del the, degustazioni, e attenzione per i piccoli. Un totale di circa 50 eventi in programma, distribuiti in una stagione che va da ottobre a febbraio, in un luogo fascinoso, attraente, che mantiene intatta la sua atmosfera.

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