Tra microfoni e schiene, la danza al femminile di Contemporanea

Kaori Ito - Solos

Kaori Ito – Solos (photo: contemporaneafestival.it)

Il festival Contemporanea di Prato diretto da Edoardo Donatini, che si è concluso sabato scorso, da oltre dieci anni porta in Toscana il nuovissimo teatro con una notevole eterogeneità di proposte.
La novità di quest’anno è stata la rinuncia allo storico “Alveare”, incubatore di studi teatrali brevi, apprezzabile per il coraggio ma alcune volte con esperimenti di difficile digestione, a favore di alcune scelte più “conservatrici” come la nuova regia di Fabrizio Arcuri con Isabella Ragonese oppure “L’origine del mondo” secondo Lucia Calamaro. Una svolta verso la drammaturgia che aiuta a completare la proposta artistica del Teatro Metastasio, organizzatore dell’evento. Una scelta, secondo chi scrive, di necessario equilibrio.

Il gioco, per chi frequenta questi festival, è sempre quello di individuare un fil rouge, spesso dettato dalla direzione artistica, ma che alcune volte si scopre casuale, stupefacente e imprevedibile.
Provando a tracciare delle linee di congiunzione fra tre spettacoli visti a Prato (“Solos” di Kaori Ito, “Sincronie di errori non prevedibili” di Santasangre e “Birth of Prey” di Lisbeth Gruwez) il primo dato che emerge è il tipo di spettacolo: tutti assoli di danza/movimento al femminile. Tre donne (una giapponese, un’italiana e una belga) che sono accomunate soprattutto dalla forza esplosiva trasmessa in scena, una forza che però si sviluppa in tre direzioni molto diverse.

Santasangre

Santasangre (photo: contemporaneafestival.it)

Kaori Ito descrive ben quattro ritratti di figure femminili differenti: la forza che sprigiona è unita a fantasia e divertimento, è regina coperta di perle, burattino e burattinaia, appesa a una corda, infine dea danzante cosparsa di giochi di luce.
Il tutto è realizzato con un lieve tocco orientaleggiante, vibrante e sussurrato, e con una tecnica pressoché perfetta.

Un individualismo, un’invasione del corpo, quello dell’artista giapponese, antitetico all’impronta in scena di Roberta Zanardo, che sposa ogni suo movimento con l’impianto audio e video di marca Santasangre.
Il corpo di Roberta si muove a scatti, la sua imprevedibilità è catalizzatrice, gli errori dietro l’angolo non impediscono al corpo di “liquefarsi” progressivamente negli ambienti costruiti in regia dal collettivo romano.

Lisbeth Gruwez

Lisbeth Gruwez (photo: contemporaneafestival.it)

Dopo questo lavoro di gruppo si ritorna all’individuo con Lisbeth Gruwez, che in un crescendo da mantide religiosa o tarantola strisciante impugna il microfono e diventa rock star. Ribelle col corpo e con la voce.

Microfoni e schiene: sono questi altri due punti di contatto di questi ultimi due spettacoli. Le due schiene sono mostrate a lungo, complice l’abbigliamento: quella di Lisbeth sensuale, ribelle e lunghissima, è incorniciata dal buio di un disegno luci fatto ad hoc, e si muove come un’entità indefinita. La schiena di Roberta invece è fragile all’inizio, solida nel proseguimento. Due schiene che affascinano per come riescono a guardare in faccia gli spettatori, protagoniste di due performance femminili che non hanno paura di mostrarsi.
Il microfono di Santasangre è usato da Roberta quasi con timore, come una protuberanza, un mezzo per sperimentare, uno stetoscopio dalle infinite possibilità, lo strumento per lavorare con la voce.
Lisbeth invece diventa front woman nel trio rock, in mezzo a chitarra e batteria, urla nel microfono, conquista la scena senza paura. Diventa una vera icona punk.
E così la musica live diventa un ulteriore punto di contatto: anche Kaori Ito si fa accompagnare da un sax live che, con campionature di vario tipo, fa emergere un jazz moderno e minimale, che incornicia lo stato d’animo delle donne in scena.

BIRTH of PREY

di e con / by and with Lisbeth Gruwez
musicisti in scena / musicians Dave Schroyen, Maarten Van Cauwenberghe
costumi / costumes Joëlle Meerbergen
luci / light Koen Raes
produzione / production Voetvolk vzw
coproduzione / coproduction Buda kunstencentrum, TROUBLEYN/Jan Fabre
con il supporto di / with the support of Vlaamse overheid
un ringraziamento a / thanks to Beursschouwburg, WP Zimmer e / and DEE Sound & Light

SINCRONIE DI ERRORI NON PREVEDIBILI_CONTEMPORANEA
ideazione / ideation Diana Arbib, Luca Brinchi, Marzia Carmela Milano, Dario Salvagnini, Pasquale Tricoci, Roberta Zanardo
elaborazione video / video editing Diana Arbib, Luca Brinchi
partitura ed elaborazione del suono / sound Dario Salvagnini
corpo e voce / body and voice Roberta Zanardo
costume di scena / dress of scene Maria Carmela Milano
organizzazione / organization Elena Lamberti
residenza / residence Kollatino Underground
produzione / production santasangre
coproduzione / co-production OperaEstate Festival

SOLOS
coreografia / choreography Kaori Ito
interprete / performer Kaori Ito
musiche originali e interpreazioni dal vivo / original musics and live interpretation Guillaume Perret
luci / lights Christophe Grelié
scenografia / set Christophe Grelié e / and Kaori Ito
consulenza artistica / artistis consulting Gabriel Wong
produzione / production Bureau FormART (Cécile Jeanson)
distribuzione / diffusion ART HAPPENS (Sarah de Ganck)
con il sostegno di / supported by Le Merlan-scène nationale de Marseille, Red Brick House-Japon, June Events-Atelier de Paris-Carolyn Carlson, 2angles-Centre de Création Contemporaine, Ménagerie de verre dans le cadre des Studiolabs, Dansstationen-Malmö, ADC-Genève

Visti a Prato, SpazioK, il 28-30 settembre 2012


 

 

Krapp is a poor man


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