Tra storia, arte e vita: al via il 56° Festival dei Due Mondi

56^ edizione del Festival dei Due Mondi di SpoletoLa prima cosa che sorprende, mentre salite verso Spoleto, è il verde che circonda tutto. E come da quella vegetazione si scopra il marrone, con vampate di rosso dell’argilla e del cotto, e il grigio polvere della pietra, che ritagliano tracce di civiltà e di storia, mentre le curve procedono verso l’alto.

Fermate la macchina, e ammirate quello che compare enorme sopra la vallata, un ponte/acquedotto che si scoprirà essere il Ponte delle Torri. Arrivando la sera, illuminato dal basso, sembra uno spettro, dai tanti occhi e dalle numerose bocche; che, da quando nel 1958 il maestro compositore Gian Carlo Menotti decise di fondare qui il Festival dei Due Mondi, hanno visto e dato voce a tanti artisti, visitatori, pellegrini dell’arte, accorsi per le due settimane della manifestazione.

La volontà alla base della sua nascita, che spiega anche il nome, che non è un tributo a Giuseppe Garibaldi (“eroe dei due mondi”), era quella di Menotti di creare un ponte tra la cultura e lo spettacolo italiani/europei e degli States.


Arrivati alla città e a un albergo, forse vi potrà capitare di incontrare un receptionist generoso di parole, e di volontà di intrattenere, oltre che il vostro, il suo tempo. E ricorderà una Golden Age dello spettacolo, la leggendaria Dolce Vita italiana, quando si poteva camminare per le vie, incantate, del suo borgo medioevale, e incontrare star e personalità di spicco della società, nell’atmosfera avvolta di glamour di un tempo che fu. Un’epoca andata, scalzandola, varcata la soglia dell’anno 2000, quella degli attriti interni delle gestioni finanziarie e amministrative, che hanno condizionato la storia del festival.

Ha però resistito anche alla morte del suo fondatore, avvenuta nel 2007, anno che vide intervenire l’allora Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli per risollevarne le sorti, mettendo alla sua direzione, dopo quella, dalle fortune alterne, di Francis Menotti, il regista cinematografico e teatrale Giorgio Ferrara.

Con all’attivo due edizioni, sorelle minori, sparse per il mondo – dal 1977 lo Spoleto Festival Usa (Charleston – South Carolina), soprannominato Piccolo Spoleto Festival, e in Australia, fondato nel 1986, il Melbourne International Arts Festival -, il Festival dei Due Mondi vuole rilanciarsi con nuova linfa vitale per la sua 56a edizione nell’estate italiana.

L’intento è dare maggiore visibilità e modernità a se stesso, per rendersi in tutto contemporaneo; per farlo si avvale dell’impegno dell’associazione e20Umbria, che ha lanciato un progetto che vede coinvolti alcuni dei più importanti blog e webzine di cultura, viaggio e turismo italiani, che per il corso di tutta la sua durata (da oggi, 28 giugno, fino al 14 luglio) avranno degli inviati a testimoniare gli spettacoli, il dietro le quinte… la vita del festival, insomma.

Saranno anche organizzate delle incursioni in macchina elettrica per Spoleto e dintorni, per poter far assaggiare la natura e i sapori sorprendenti dell’Umbria. Ai “professionisti” della rete, si sono uniti anche quattro blogger “junior”, scelti tramite concorso indetto da e20Umbria, per rendere la dimensione della manifestazione ancora più vicina al pubblico, anche di non addetti ai lavori. Il risultato sono 10 piattaforme (blog o testate, come nel nostro caso), con 16 voci indipendenti e la presenza sui maggiori social network della rete.

Intanto, lancia un forte richiamo il cartellone della rassegna. Ad inaugurarla, il ritorno alle scene dell’étoile Alessandra Ferri con lo spettacolo “The piano upstairs” con Boyd Gaines e la regia di Giorgio Ferrara. Tra gli appuntamenti immancabili “The old woman” per la regia di Robert Wilson, con Mikhail Baryshnikov e Willem Dafoe, dal racconto di Daniil Kharms, tra i grandi autori russi d’avanguardia; “Il ritorno a casa” di Harold Pinter diretto da Peter Stein, sul rapporto precario tra i sessi; il debutto di “Pornografia” tratto da Witold Gombrowicz, per la regia Luca Ronconi.
E il “Green Porno” di Isabella Rossellini, un’indagine sul sesso nel mondo animale, dai pachidermi agli insetti…

Figlia d’arte (il padre è il regista Peter Brook e la madre l’attrice Natasha Parry), Irina Brook proporrà “La Trilogie des Iles. Tre storie di vendetta, perdono, amore e libertà”: ogni isola ci trasporterà in un mondo e in un’atmosfera differenti, a confronto con interrogativi sulla nostra condizione umana, sulle nostre emozioni, e sul nostro agire, dapprima lungo il percorso di Ulisse, per poi naufragare sull’isola di Prospero e infine, dopo un atterraggio di fortuna, ritrovarci sull’Isola degli Schiavi.

Dopo il grande successo di “Giorni felici” per la regia di Robert Wilson, torna a Spoleto Adriana Asti con una prova d’attrice dedicata a Jean Cocteau. Con la prestigiosa messa in scena di Benoît Jacquot, grande regista del cinema francese, che per la prima volta si misura con il palcoscenico, proporrà due pièce che si susseguono, prima “La voce umana”, poi “Il bell’indifferente”, senza alcun intervallo.

Benjamin Millepied, che da settembre 2014 diventerà Direttore del corpo di ballo dell’Opéra de Paris, arriverà a Spoleto con il suo L.A. Dance Project il 12 e 13 luglio con tre coreografie che hanno fatto la storia della compagnia, in prima assoluta italiana: “Closer” (2006), “Winterbranch” (1964) e “Moving Parts” (2012).

Ad ingresso gratuito saranno invece gli studi, le performance e i workshop proposti – in lingua originale – da giovani attori e registi europei provenienti, oltre che dalla Silvio D’Amico, dalle accademie di Cordoba, Strasburgo, Cracovia, Malmo, Glasgow, Varsavia, Parigi e Vilnius, in un esperimento sull’European Young Theatre che si preannuncia interessante.

E poi il cinema. L’opera. L’arte…

Noi, per il canto nostro, cercheremo di raccontarvi un festival di questo tipo facendo avvicinare anche chi, da tanta arte alta, magari potrebbe essere ‘spaventato’.

Dopo aver parlato col receptionist, a cui aspetta una lunga notte di veglia all’albergo, forse vi sarà capitato di uscire, e passeggiare per il sali e scendi di Spoleto. E girovagando, arrivare fino a Piazza del Duomo, sentire l’eco di avvenimenti passati, in mezzo a tanta bellezza.
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *