Triptych. Peeping Tom meraviglia il pubblico di Torinodanza

Triptych (photo: Marteen Vanden Abeele)
Triptych (photo: Marteen Vanden Abeele)

Assistere ad uno spettacolo dei Peeping Tom, l’ensemble guidato dall’argentina Gabriela Carrizo e dal francese Franck Chartier, è sempre, fin dai tempi del lontano “2 rue Vandenbranden”, una grande epopea dello sguardo, in cui i performer della compagnia belga, fra teatro e danza, riescono a trascinare lo spettatore nelle viscere di un mondo iperrealista, fuori dal tempo e dallo spazio.

Dopo aver visto con esiti diversi, e in tempi molto più recenti, la Trilogia della famiglia (“Kind”, 2019, “Moeder”, 2016 e “Vader”, 2014) siamo andati alle Fonderie Limone di Moncalieri, in occasione del Torinodanza Festival, per “Triptych”, spiazzante adattamento in una sola creazione di tre “pezzi” brevi, originariamente creati dai due registi/coreografi fra il 2013 e il 2017 per il Nederlands Dans Theater: “The missing door”, “The lost room” e “The hidden floor”.

Com’è spesso accaduto per gli ultimi spettacoli dei Peeping Tom, la cornice in cui si svolgono i tre pezzi è posta in un claustrofobico ambiente chiuso, che fa comunque intuire un fuori anch’esso spesso perturbante. Nel primo, la scena è un corridoio pieno di porte; nel secondo è la cabina di una nave, mentre in “The hidden floor” l’ambiente scelto diviene, insieme, l’interno e l’esterno di un ristorante abbandonato. In questi spazi una serie di personaggi, persi nel tempo e nello spazio, perennemente si allontanano e si cercano, creando un’atmosfera di malinconica nostalgia per il futuro.

I tre brevi frammenti vivono in un continuum di emozioni dal sapore cinematografico (è sempre presente un grande riflettore, mosso da un inserviente), che non si esaurisce con la fine di ognuno dei tre perché i cambi di scena sono effettuati in piena vista, diventando parte integrante dello spettacolo. In questo modo veniamo ad essere anche testimoni dello smontaggio, pezzo per pezzo, di ogni scena, con la puntuale ricostruzione poi della seguente, messi nella condizione di osservare il via vai di macchinisti e performer che, dopo averci ringraziato con un cenno del capo, si preparano alla successiva performance.

Gli otto danzatori scelti appositamente per “Triptych” sono come sempre provenienti da paesi e luoghi diversi: Konan Dayot, Fons Dhossche, Lauren Langlois, Panos Malactos, Alejandro Moya, Fanny Sage, Eliana Stragapede e Wan-Lun Yu danno corpo ed anima allo spettacolo, in un susseguirsi di azioni in cui lo sguardo si meraviglia continuamente, nel perenne esplorare tutto ciò che avviene in scena, e scoprendo piano piano, spesso anche improvvisamente, frammenti di vita che non si erano precedentemente decifrati.

Realtà e rimembranza, paure e desideri si intrecciano in un continuo andare e venire di corpi, che si distaccano e si cercano l’un l’altro, spinti spesso da un vento che, improvviso, lascia esigui spazi al ricordo di momenti fuggevoli: comprensione e slancio amoroso sembrano non contemplare mai un futuro acquiescente. E infatti, nell’ultimo pezzo, tutto il palcoscenico viene inondato dal pianto continuo di un anziano figurante (Roberto Gho), un pianto in cui tutti i performer guizzano inutilmente come pesci fuor d’acqua, mentre dietro di loro l’interno del ristorante brucia inesorabilmente.

Ancora una volta partecipare ad uno spettacolo dei Peeping Tom si dimostra un’esperienza unica, in cui tutti i confini dei linguaggi della scena vengono mescolati, per ricondurci in modo profondo e unico ai diversi destini che l’esistenza umana di volta in volta ci sottopone.

TRIPTYCH
ideazione e regia Gabriela Carrizo e Franck Chartier
danzatori Konan Dayot, Fons Dhossche, Lauren Langlois, Panos Malactos, Alejandro Moya, Fanny Sage, Eliana Stragapede, Wan-Lun Yu
scene Gabriela Carrizo, Justine Bougerol
luci Tom Visser
costumi Seoljin Kim, Yi-chun Liu, Louis-Clément Da Costa
musica Eurudike De Beul, Raphaëlle Latini, Ismaël Colombani, Annalena Fröhlich, Louis-Clément Da Costa
Peeping Tom
coproduzione Opéra National de Paris, Opéra de Lille, Tanz Köln, Göteborg Dance and Theatre Festival, Théâtre National Wallonie-Bruxelles, deSingel Antwerp, GREC Festival de Barcelona, Festival Aperto/Fondazione I Teatri (Reggio Emilia), Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Nazionale (Torino), Dampfzentrale Bern, Oriente Occidente Dance Festival (Rovereto)
The Missing Door, The Lost Room, The Hidden Floor, con il sostegno della Rappresentanza Generale del Governo delle Fiandre In Italia e del programma di protezione fiscale del Governo Federale Belga

Durata spettacolo:
The Missing Door – 25 minuti | 10 minuti intervallo
The Lost Room – 36 minuti | 20/25 minuti II intervallo
The Hidden Floor – 25 minuti

Visto a Moncalieri (TO), Fonderie Limone, il 12 settembre 2021

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