La danza ai Tristi Tropici di Virgilio Sieni

Tristi Tropici - Sieni
Tristi Tropici - Sieni

Tristi Tropici (photo: sienidanza.it)

La compagnia diretta da Virgilio Sieni si sta sempre più affermando a livello europeo. Dopo la prima volta ad Avignone di qualche anno fa, ora con “Tristi tropici”, ultima coproduzione con Biennale di Venezia, Berliner Festspiele e Bitef di Belgrado, la circuitazione subisce un’impennata: nel foglio che ci viene consegnato insieme al programma di sala contiamo ben 14 spettacoli in tournée nel 2011.

“Tristi tropici” è liberamente ispirato all’omonimo diario di viaggio dell’antropologo francese recentemente scomparso Claude Lévi-Strauss, che intorno agli anni Trenta aveva annotato i propri appunti di esplorazione-studio in Amazzonia.

Il libro è stato e rimane una pietra miliare per chi intende avvicinarsi all’etnografia e all’antropologia. Attraverso lo studio di quella società ‘primitiva’ e nel raffronto con la nostra civiltà, Lévi-Strauss era arrivato a definire “l’opportunità perduta dell’Occidente di restare femmina”.

La figura femminile è così il punto di partenza del coreografo, che mette in scena due coppie: Simona Bertozzi e Ramona Caia, Michela Minguzzi e la settantenne Elsa De Fanti, insieme a una danzatrice non vedente, Filippa Tolaro. A queste si uniscono due giovanissime allieve dell’Accademia.
Una musica elettronica (a cura di Matteo Ciardi) crea l’atmosfera; mentre le luci di Marco Santambrogio delimitano azzurri e verdi, celano e svelano corpi.

È un viaggio antropologico nella danza contemporanea quello di Sieni, dove leggeri passi a due mostrano un gesto dopo l’altro, lentamente. Le coppie si cercano, si rincorrono, copiano i gesti a vicenda lanciandosi nello spazio cromatico: qualità di danza e intensità, mentre la danzatrice disabile scende addirittura tra il pubblico per il suo intervento performativo.
Oltre ai gesti vale la pena ricordare alcune scene evocative, tra cui quella in cui le donne intrecciano corde creando oggetti e il gruppo femminile, con i capretti al collo, è evidente reminiscenza di scenari agresti e ancestrali. Pregevole è anche la sequenza finale, con le maschere di uccelli blu dal lungo collo.

Come sempre in Sieni trionfa l’aspetto visivo, ma probabilmente, in questo caso, il limite dello spettacolo è proprio quello di non far emergere la danza: la colpa è forse da ricercare nella mancanza di traiettorie visibili di collegamento fra il riferimento letterario e il gesto corporeo, fra le dichiarazioni poetiche del programma di sala e la scena. Una decodifica difficile insomma, a cui si unisce il dubbio sull’utilizzo di danzatrici “altre”, del quale non è chiaro il significato, all’apparenza forzato e oscuro.
Spettacolo intellettualmente difficile, in ogni caso si apprezza, oltre che per l’ineccepibile livello delle danzatrici, per l’ostinata ricerca estetica e lo spaesamento visivo tra movimenti che richiamano l’era preistorica e scene futuristiche e apocalittiche.

TRISTI TROPICI
ideazione, coreografia, scene Virgilio Sieni
interpretazione e collaborazione: Simona Bertozzi, Ramona Caia, Elsa De Fanti, Dorina Meta, Michela Minguzzi
musiche originali: Francesco Giomi
luci: Marco Santambrogio
costumi: Lydia Sonderegger
maschere ed elementi scenici: Chiara Occhini
allestimento: Francesco Pangaro
produzione: Daniela Giuliano
organizzazione: Giulia Rabbene
direzione amministrativa: Rossella Nati
segreteria amministrativa: Marina Frulio
produzione: 2010 La Biennale di Venezia, Spielzeit’europa I Berliner Festspiele, Bitef Theatre Belgrade nell’ambito del progetto / as part of the ENPARTS – European Network of Performing Arts con il sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea in coproduzione con Biennale de la Danse de Lyon, Teatro Stabile di Napoli, Compagnia Virgilio Sieni. La Compagnia è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana, Comune di Frenze
durata: 58’
applausi del pubblico: 2’ 12’’

Visto a Roma, Teatro Palladium, il 27 febbraio 2011