Un altro Amleto, lo stesso Mabellini

Un altro Amleto

Un altro Amleto

Ricordo ancora la prima nazionale de “Il gabbiano”, di Martin Crimp, che Sandro Mabellini presentò a Inequilibrio, a Castiglioncello, nel luglio 2007. Lo spettacolo mi apparve allora confuso, pretenzioso, difficile da seguire fino al termine.

Quando mi accingo ad assistere, in questo caldo luglio 2011, alla prima nazionale di “Un altro Amleto”, testo scritto dalla giovane drammaturga Magdalena Barile, penso oramai lontane certe impressioni e sensazioni che la regia di Mabellini aveva suscitato in me ormai quattro anni fa. Anzi, sono curioso di vedere cosa sia accaduto nel frattempo, per cogliere novità e sviluppi nel percorso registico dell’artista.

Al centro la storia di una bislacca famiglia, proprietaria di una fabbrica d’armi, in cui il figlio (Amleto) si rifiuta di prendere le redini della proprietà e cova un odio profondo, generalizzato, sia per la madre Gertrude sia per il secondo marito Claudio, zio di Amleto. Il giovane rampollo contemporaneamente vive un rapporto d’amore violento e alterno con la giovane Ofelia.

Il testo, che potrebbe avere spunti interessanti, risulta però troppo frastagliato e dichiaratamente non narrativo, contribuendo ad aumentare la confusione in scena anziché sorprendere e riuscire a dare un indirizzo, un colpo d’ala, qualcosa che attiri l’attenzione. Gli attori non offrono una prova degna di nota, in un clima surreale dove alcune frasi ad effetto sembrano creare addirittura un effetto di comicità involontaria.

Insomma, dopo quattro anni, il feeling tra chi scrive e Sandro Mabellini non riesce ad instaurarsi.
Certi stilemi, un particolare modo di lavorare sugli attori, l’uso dello spazio scenico, i movimenti circolari dei protagonisti, che talvolta non rivelano la loro necessità, creano nell’insieme uno spettacolo ripetitivo, faticoso, che manca di momenti intensi e si rivela pericolosamente monocorde.

Un altro Amleto
testo: Magdalena Barile
uno spettacolo di Sandro Mabellini
con: Mirko Ciotta (Amleto), Valeria Almerighi (Ofelia), Sara Corso (Gertrude), Antonio Grimaldi (Claudio)
found footage sound: Giuseppe D’Amato
in coproduzione con Armunia
in collaborazione con Corte Ospitale di Rubiera
produzione esecutiva: Beat 72
durata: 1h 03′
applausi del pubblico: 55”

Visto a Castiglioncello (LI), Festival Inequilibrio, il 5 luglio 2011
prima nazionale

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