Un Riccardo III istrionico e grottesco per Oscar De Summa

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De Summa in Riccardo III

Il Riccardo III del talentuoso Oscar De Summa si presenta in scena con cautela, quasi pavido, accuratamente distaccato e sottotono in quello che è solo il primo di una lunga sequenza di “inganni”.
Ritma le battute d’apertura al suono di un bastone, brevi istanti in cui lo sguardo timido sfugge, posandosi da uno spettatore all’altro. Si tratta solo di un momento: perché il re è pazzo, il re è in procinto di sfogare liberamente il proprio delirio. La Nona di Beethoven ci accompagna nella grottesca bestialità del re di York, un’ora di follia e teatro che brucia e diverte.

Un’esibizione istrionica ma costantemente in equilibrio: le molteplici facce, voci e stati d’animo di questo Riccardo III dall’umore altalenante e disturbato, dall’essenza infida, ruffiana, smisurata, sono elementi che esaltano la tecnica dell’interprete e contribuiscono a far decollare il ritmo dello spettacolo. Una cifra, questo schizofrenico connubio d’identità, che incontra un limite forse proprio nella versatilità estrema dei registri, inevitabilmente smorzati nella loro carica emotiva.
Ma è un monologo che non ha nessun legame con gli “oziosi passatempi di questa nostra età” (nella società come in teatro), nonostante venga automatico, leggendo la citazione presente sulla scheda dello spettacolo, associare il gobbo sovrano ad epoche a noi contemporanee: “Il potere logora chi non ce l’ha!”.

RICCARDO III
liberamente tratto da “Riccardo III” di William Shakespeare
di e con Oscar De Summa
produzione: Armunia, Festival di Montalcino
durata: 52’
applausi del pubblico: 1′ 42”

Visto a Calamandrana (AT), Festival Teatro & Colline, il 26 luglio 2008

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