Uomo senza meta di Arne Lygre. Una parabola norvegese contro l’ideologia del potere

Uomo senza meta
Uomo senza meta

Uomo senza meta (photo: Teatro della Limonaia)

Si è inaugurato con “Uomo senza meta”, di Arne Lygre, il Festival Intercity Oslo. Presentato in prima assoluta al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, il testo, premiato nel 2005 dal National Theatre di Oslo, ha finora viaggiato tra Belgio, Svizzera, Brasile, Portogallo, Germania e Canada, per arrivare ora anche in Italia con la regia del connazionale Jon Andreas Tombre.

“Uomo senza meta” è uno spettacolo che parla di soldi, di potere, dell’ideologia del profitto e di come questi possano compromettere e corrompere le relazioni umane, tutte.
Peter, un uomo dotato di mezzi economici e grandi visioni, decide di disinvestire tutti i suoi soldi, chiudere ogni attività e tornare libero da qualsiasi impegno. L’idea è quella di costruire una nuova città, trovare un pezzo di terra disponibile, investire lì tutti i suoi milioni e attrarre così capitale. L’uomo acquista quindi un fiordo e, insieme al suo più timido fratello, riesce a realizzare i propri piani: con il passare del tempo la città si riempie di gente, di attività, di vita. Eppure i soldi corrompono tutto; il successo e il dominio influenzano ogni aspetto dell’uomo, la sua identità, le sue aspirazioni, la sua lealtà. Ed ecco che i rapporti si fanno tesi, che tornano in scena una ex moglie premurosa ed una figlia.

“Uomo senza meta” è un testo centrato sul comportamento grottesco dell’uomo quando si parla di soldi veri, di potere. Di come le identità possano facilmente essere manipolate dal desiderio di grandezza, come tutto possa diventare un gioco che ciascuno spera di vincere.
E anche Arne Lygre gioca con la mente dello spettatore, tra megalomania e idee utopistiche. Ma la riflessione che affiora non ha nulla a che fare con il gioco. Perché non si tratta solo di una finzione quando si tratta di paragare gli attori e i loro comportamenti alla nostra esperienza comune.
Assistiamo così ad una messa in scena che fa riflettere sulla forte influenza che il denaro ha su tutti noi, sui nostri comportamenti e sul modo di relazionarci con gli altri. “Un testo scomodo – come precisa il regista – sull’ambiguità umana e le condizioni odierne”.

Uomo senza mèta
di Arne Lygre
regia di Jon Andreas Tombre
scene luci e costumi Dimitri Milopulos
videomakers Juri Pozzi, Maddalena Ammannati, Cristina Andolcetti
con Valentina Banci, Daniela D’Argenio, Roberto Gioffrè, Mauro Malinverno, Nicola Pecci, Chiara Renzi
assistente alla regia Antonio Branchi
traduzione Graziella Perin
durata: 70′
applausi del pubblico: 2′ 30”

Visto a Sesto Fiorentino (FI), Teatro della Limonaia, il 27 settembre 2009
Intercity Oslo 09

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