Valter Malosti nel centenario di Primo Levi: “Meditate che questo è stato”

Valter Malosti (photo: Tommaso Le Pera)
Valter Malosti (photo: Tommaso Le Pera)

“Se questo è un uomo” è un’opera di presenze: gesti, corpi, voci, registri. È occasione di scandagliamento di tenebre umane e luci nascoste attraverso la voce “una e plurale” (così nelle parole di Domenico Scarpa) di Primo Levi, testimone della Babele dei lager, orchestrata tra le minacce, i singhiozzii, lo yiddish degli ebrei orientali contro il rude latrare dei tedeschi, il polacco della regione di Aushwitz e le altre molteplici lingue di chi attraversa il filo spinato senza certezze sul suo ritorno.

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La pena indicibile della deportazione richiama in Levi i versetti di Dante, ma a incutere timore sono uomini qualsiasi che vestono i panni del carnefice, nello squallore e nell’infima corruzione della quotidianità (sempre insostenibilmente uguale) del campo. Nessun “Guai a voi, anime prave!”: solo burocrazia del male.


Come hanno notato Domenico Scarpa e Valter Malosti, ideatori e curatori della performance, nella memoria letteraria di Levi un posto d’onore lo ha Dante, il fondo di grottesca e colpevole umanità che nell’Inferno il poeta fiorentino ha fatto agitare nelle sue indimenticabili parole (al punto che Levi non virgoletta le citazioni); e se la prima cantica dantesca è nuda coralità, anche lo scrittore torinese prova ad intonare la sua complessa opera acustica.

“Se questo è un uomo”, in scena a Torino fino al 12 maggio, vede assieme per la prima volta in una coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma, con la consulenza del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e la collaborazione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, del Polo del ‘900 e di Giulio Einaudi editore.
L’edizione del romanzo scelta per la performance è l’Einaudi del 1958.

È così che Malosti e Scarpa danno vita a quest’opera acustica, appunto, e visiva: una «condensazione scenica» di grandissimo effetto e commozione, scevra di retorica e orpelli di troppo, che si serve delle sole ombre dell’atroce esperienza storica rappresentata. Un progetto sonoro curato da Gup Alcaro accompagnato da nuda narrazione – vi è qualcosa della ieracità del teatro antico.
Ad arricchire il tutto è l’immagine guida del disegnatore e fumettista Pietro Scarnera, che ha rielaborato appositamente per la messa in scena una tavola del suo graphic novel “Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi” (Bologna, Comma 22, 2013), premio Cosmonauti per il miglior libro e Prix Révélation al Festival di Angoulême 2016.
È un viaggio in un’installazione (a cura di Margherita Palli, con luci di Cesare Accetta) che sovrappone le immagini delle “tiepide case” a quelle dei lager, intrecciandosi alle parole di Levi-Malosti lontane dal patetico, e sempre il più possibile vicine alla concretezza di quanto devono raccontare. Malosti, andato a sostituire in scena Paolo Pierobon per un’infiammazione alle corde vocali, dà prova di conoscere l’opera di Levi nella sua interezza e intensità – dalla tragedia alla tregua.

I tre madrigali originali creati da Carlo Boccadoro a partire dalle poesie che Levi scrive immediatamente dopo il ritorno dal campo di annientamento, negli anni 1945-46, sono il contrappunto finale di una materia che non smette di riprodursi sotto molteplici sembianze.
Il pregio del lavoro di Malosti e Scarpa sta proprio nell’aver profondamente accolto l’equilibrio della ragione leviana e i numerosi corpi narrativi che la sua voce genera.

L’uomo sempre soffre, e sempre così può interrogarsi di fronte al mistero della morte: «Il sole può tramontare e tornare, / ma noi, quando cade la breve luce della vita, / dormire dobbiamo una sola interminabile notte».

SE QUESTO È UN UOMO
Dall’opera Di Primo Levi (Pubblicata Da Giulio Einaudi Editore)
Condensazione Scenica A Cura Di Domenico Scarpa e Valter Malosti
Uno Spettacolo Di Valter Malosti
Scene Margherita Palli
Luci Cesare Accetta
Costumi Gianluca Sbicca
Progetto Sonoro Gup Alcaro
Tre Madrigali (Dall’opera Poetica Di Primo Levi) Carlo Boccadoro
Video Luca Brinchi, Daniele Spanò
In Scena Valter Malosti
E Antonio Bertusi, Camilla Sandri
Cura Del Movimento Alessio Maria Romano
Assistente Alla Regia Elena Serra
Assistente Alle Scene Eleonora Peronetti
Scelte Musicali Valter Malosti / Musiche Di Oren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig Van Beethoven, Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski, Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn
Madrigali Eseguiti E Registrati Dai Solisti Dell’erato Choir: Soprani Karin Selva E Caterina Iora, Contralto Giulia Beatini, Tenori Massimo Lombardi E Stefano Gambarino, Bassi Cristian Chiggiato E Renato Cadel – Direzione Musicale Massimo Lombardi E Dario Ribechi

Tpe – Teatro Piemonte Europa
Teatro Stabile Di Torino –Teatro Nazionale
Teatro Di Roma – Teatro Nazionale

Progetto Realizzato In Collaborazione Con Centro Internazionale Di Studi Primo Levi, Comitato Nazionale Per Le Celebrazioni Del Centenario Della Nascita Di Primo Levi, Polo Del ‘900 E Giulio Einaudi Editore In Occasione Del 100° Anniversario Dalla Nascita Di Primo Levi (1919 – 1987)

durata: 2 h

Visto a Torino, Teatro Carignano, il 7 maggio 2019

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