Variazioni Furiose, l’Ariosto di Teatro i fra leggerezza e brio

Variazioni furiose (photo: Lorenza Daverio)
Variazioni furiose (photo: Lorenza Daverio)

Nel 1528, nella supplica al Doge di Venezia, Ludovico Ariosto affermava di aver composto l’“Orlando Furioso” «per spasso e recreazione de’ Signori e persone de animo gentile […] per sollazzo et a piacer d’ognuno».
Spasso e ricreazione, sollazzo e piacere, emergono con generosità in “Variazioni Furiose”, la mise en espace di Teatro i che ha inaugurato la stagione nei chiostri di S. Maria alla Fontana a Milano, complesso architettonico sede del Teatro Fontana.

La struttura aperta e dinamica del “Furioso”, la mescolanza di generi, l’ottava rima come «microcosmo armonico» nato dalla «fusione fra movimento e circolarità» (Luigi Blasucci), i temi avventuroso, epico, cavalleresco e amoroso di derivazione bretone e carolingia, ben si adattano al termine “Variazioni”. Perché il capolavoro ariostesco, con i suoi toni ironici che soppiantano quelli tragici dell’epica antica, con la sua leggerezza e mescolanza di generi, con la varietà dei filoni d’intreccio, prevede già di suo molte tonalità, e si presta di conseguenza a una varietà di letture e adattamenti.

Non ci sorprende che proprio Federica Fracassi, figura che pare uscita da un dipinto di Botticelli, sperimentatrice capace di misurarsi con una pluralità di stili e registri, potesse trovare stimolante la maggior opera letteraria del Rinascimento italiano. E Fracassi, fresca dei premi Le Maschere del Teatro e Hystrio – sostituita nelle occasioni da Valeria Perdonò – ha rielaborato e interpretato una drammaturgia ipercinetica del Furioso, accompagnata in scena da Alessia Spinelli e Francesco Martucci (che si è avvicendato con Woody Neri).

Questa produzione di Teatro i si colloca splendidamente nel chiostro di Santa Maria alla Fontana vicino alla lapide che ricorda la posa della prima pietra dell’Oratorio nel 1507.
Con la regia di Renzo Martinelli e la collaborazione di Massimo Luconi, “Variazioni Furiose” è più di una lettura scenica. Tre leggii sono sparsi su una scena affastellata, ricca di rami, foglie e vestigi di un’armatura disseminati sul suolo. Il disordine della scena rimanda alla pazzia di Orlando, allo sconquasso operato dal cavaliere nel luogo degli amori tra Angelica e Medoro.
La scenografia dinamica, volutamente asimmetrica, asseconda le volute dei tre protagonisti che cambiano continuamente posizione, muovendosi attraverso una molteplicità di personaggi e fili narrativi. Essi ora narrano, ora duettano, ora duellano, riducendo il tempo del reading a quello del tributo all’autore e all’opera.
La drammaturgia è tripartita: c’è la fuga di Angelica, c’è la dimensione del meraviglioso (incentrata sulle arti magiche di Atlante, sul castello incantato e sull’amore di Bradamante per Ruggiero) e infine c’è la pazzia di Orlando, con il successivo volo dell’Ippogrifo sulla luna a recuperarne il senno.

«Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori». Se già Ariosto, nel celeberrimo incipit del poema, volle rendere omaggio al pubblico femminile, in quest’adattamento di Federica Fracassi emerge con chiarezza uno sguardo che esalta la bellezza sensuale, l’intelligenza e il ruolo assertivo delle donne. Angelica non è una Laura-Beatrice spiritualizzata, ma una giovane scaltra, a tratti calcolatrice, che si libera del ruolo di trastullo maschile (oggetto d’adorazione devota o di concupiscenza) e decide apertamente di amare un semplice soldato. Ancora più autorevole è Bradamante, guerriera che con coraggio, sagacia e valore affronta e supera ogni genere di rischi per salvare l’amato Ruggiero.

I costumi di Gianluca Sbicca sono un fantasioso mix fra tuta grigia e abbigliamento aristocratico del XVI secolo, con una vistosa gorgiera al collo e un cuore franto sul petto a mo’ di stemma, a evidenziare il ruolo di Amore come motore delle peripezie.
Non c’è nulla di stereotipato nella bellezza in carne di un’Angelica talora sbadigliante, e neppure nell’eroismo di un Orlando goffo dagli occhi stralunati e dall’incedere scalcinato.
Questo “Furioso” è un’opera rock. Non occorre cantare: basta liberare la musicalità del testo. I versi declamati dagli attori hanno una sonorità metallica, una ritmicità reboante – tra risate fragorose e pianti a dirotto – continuamente sostenuta, puntellata, assecondata o sobbalzata dal commento musicale di Piercarlo Sacco, che alterna opere di Bach, Fiorillo e Boccadoro a quelle di Glass, Reich e Mishchenkov. Daniele Richiedei esegue le musiche dal vivo al violino. Sotto le luci tenui azzurro lunare disegnate da Mattia De Pace, Richiedei intreccia trame, evoca fughe, inseguimenti, battaglie, viaggi, paesaggi, amori. E poi crea sottolineature, contrappunti, interruzioni, mentre l’armonia delle voci cementata dalle note diventa ordito drammaturgico.
Gli attori si divertono e creano meraviglia. Solo la descrizione della pazzia di Orlando va controcorrente, rinuncia ai toni buffi, diventa disperazione cupa e abisso infernale. La musica dilata i vaneggiamenti. Ma il volo alato dell’Ippogrifo sulla luna alla ricerca del senno perduto restituisce l’equilibrio e l’armonia cari ad Ariosto.

Teatro i riscopre un’opera tra le più sagaci e ariose della letteratura italiana, anche facendo il verso a Ronconi, autore di una celeberrima trasposizione televisiva del “Furioso”.
Con pochi oggetti scenici e tutte le armi del mestiere, Spinelli, Fracassi e Martucci riescono a sprigionare il potenziale cinetico e caleidoscopico di Ariosto, pur nel ridotto di pochi metri quadri.

VARIAZIONI FURIOSE
dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
elaborazione drammaturgica di Federica Fracassi
collaborazione al progetto di Massimo Luconi
regia di Renzo Martinelli
con Federica Fracassi / Valeria Perdonò, Woody Neri / Francesco Martucci, Alessia Spinelli
commento musicale a cura di Piercarlo Sacco liberamente ispirato ad opere di J.S. Bach, C. Boccadoro, F. Fiorillo, P. Glass, I. Mishchenkov, S. Reich
musiche eseguite dal vivo al violino da Piercarlo Sacco / Daniele Richiedei
costumi di Gianluca Sbicca
luci Mattia De Pace
con il sostegno di Next Laboratorio delle Idee
si ringrazia Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

durata: 1h 10’
applausi del pubblico: 2’40”

Visto a Milano, Chiostri del Teatro Fontana, il 6 settembre 2021

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