Venezia, stagione 2010/2011: ricettario teatrale (controcorrente) tra laguna e terraferma

Venezia

VeneziaE’ al via la stagione teatrale nel territorio veneziano, e nel giro di qualche week-end ce ne saranno per tutti i gusti. Per una volta bando alle lamentele e nessuna smorfia di fronte alla “solita minestra”. Prendiamo come spunto, anzi, il simpatico invito con cui il Teatro Villa dei Leoni di Mira richiama il pubblico pagante a prendere parte alla propria stagione: “Assaggiami, consumare senza moderazione”, assicurando che non ci saranno effetti collaterali.

Carina l’idea di considerare il teatro come un ingrediente, che può essere impastato, arricchito, trasformato, e che con il variare della percentuale di passione, emozione, sogno e follia acquisisce di volta in volta un gusto nuovo, accarezzando, che piaccia o meno, palati di vario genere.
Non è il caso di piangersi addosso se a causa dei tagli alla Cultura i teatri hanno dovuto ridurre i carnet, o invitare una compagnia piuttosto che un’altra, quell’attore e non l’altro. Non è nei momenti di crisi che dovrebbero nascere le idee più originali? Finora forse non se ne sono viste molte, ma chissà…

Controcorrente e in spirito positivo, parola d’ordine diventa allora “godiamocela” questa stagione invernale, per un mero piacere del teatro e senza pensare troppo alle restrizioni. Certo, affermarlo proprio nella giornata in cui la Cultura ha deciso di protestare contro i tagli con manifestazioni ad hoc e abbassando le serrande di musei e biblioteche può sembrare un po’ provocatorio. E non è certo nostra intenzione sminuire l’iniziativa “Porte chiuse, luci accese sulla cultura”, progetto promosso da Federculture, Associazione nazionale comuni italiani con la partecipazione del Fondo ambiente italiano. C’è bisogno di alzare la voce, di farsi sentire, per non veder smantellare anche quel poco che rimane.


Tornando alla stagione 2010/2011 della laguna, pare che in tutta la provincia il denominatore comune sarà quello di giocare con i linguaggi, incrociando nello stesso programma musica, teatro e danza. Gli stessi artisti, arrivando non solo dall’ambito dello spettacolo dal vivo ma anche dal cinema, dalla letteratura e dalla televisione, inviteranno alla scoperta di realtà e codici espressivi diversi e mescolati. Perché se i soldi sono pochi occorre arrangiarsi.
Da questa linea generale, partendo dai confini dell’area metropolitana e raggiungendo il cuore di Venezia, il pubblico avrà a disposizione due ricettari di massima.

Il primo predilige un excursus di generi che vanno dal comico alla danza, privilegiando i classici, e senza discostarsi troppo dalla formula vincente dei nomi e volti noti. Eccola, è la più redditizia: è la legge dei grandi numeri.
Nei cartelloni che dal portogruarese si diramano, passando per la balneare Jesolo, verso Chioggia e Cavarzere, e dall’altro raggiungono le zone sul confine della Riviera del Brenta di Scorzè e Mirano, incontriamo i vari comici di turno in tv (dalla banda di Zelig a Mai dire Goal), ma anche tradizionali e redivivi Anna Mazzamauro in “Nannarella”, omaggio ad Anna Magnani, e Massimo Dapporto con la trasposizione del film di Billy Wilder “L’appartamento”, un classico della commedia americana riscritto dallo stesso Dapporto insieme a Edoardo Erba. E poi Marco Paolini con “Itis Galileo”. Mentre il testo di Gino Rocca “Se no i xe mati no li volemo”, dopo una dozzina di anni dall’ultima messa in scena di rilievo di Giulio Bosetti, la farà da padrone in gran parte delle rassegne, con una lettura attuale di Giuseppe Emiliani.
Lo spettacolo sarà ospite anche dallo Stabile del Veneto Goldoni, che inaugura in questi giorni la prima stagione del nuovo direttore artistico, Alessandro Gassman. Il dir/attore, oltre a firmare la regia dello spettacolo di apertura “Immanuel Kant” di Thomas Bernhard, annuncia una stagione “innovativa”, che avrà lo scopo di svecchiare il pubblico affezionato alla struttura e ristabilire un dialogo con le realtà teatrali del territorio, in particolare con l’ambiente universitario, attraverso l’abbandono (lento) della vecchia e consolidata pratica degli scambi tra Stabili, e dando spazio a testi moderni, attori emergenti e nomi meno istituzionalizzati. Come quello di Maria Paiato (a dirla tutta già sdoganata e legittimata anche dal teatro di stampo più classico), che salirà per la prima volta sul palcoscenico del Goldoni con una messa in scena nuda ed essenziale dell’“Erodiade” di Testori, o di Giuseppe Marini, giovane regista che dirigerà dieci attori, alcuni dei quali provenienti dalle accademie venete, in “Romeo e Giulietta”.

Anche la nuova stagione del teatro Toniolo di Mestre afferma di scommettere su titoli “non così noti”, da “Elisabetta II” ancora di Thomas Bernhard con (il ben poco sconosciuto) Roberto Herlitzka, a “18 mila giorni-Il pitone” con Giuseppe Battiston, fino a “Santos”, tratto da un racconto di Roberto Saviano, nuovo paladino “dell’altra Italia”. I nomi noti a tirar pubblico e incassi ci saranno sempre: Paolo Rossi, Momix, Fausto Paravidino, Alessandro Bergonzoni, Ferdinando Bruni e Elio de Capitani con la prima parte di “Angels in America”, lo stesso Gassman

Dopo questo primo buffet di sapori, dalle sfumature senz’altro più tradizionali, il convivio proposto dal secondo ricettario focalizza le proprie specialità nel cuore del contemporaneo e ne propone assaggi sia nella city che nell’hinterland di Marghera e Mira.

In questo caso si consiglia una particolare attenzione per:
– le quattro tendenze della nuova drammaturgia proposte dal Teatro Villa dei Leoni di Mira: in scena Carmelo Rifici con il suo nuovo lavoro “Buio” (di cui leggerete la recensione su queste pagine, nei prossimi giorni, decidendo così se varrà la pena o meno di inserirlo nel menu), Elio Germano, in tournée con l’enigmatico “Thomas Pain”, Balletto Civile con una interpretazione della shakespeariana “Ofelia”, e l’attesissimo ritorno in Veneto dell’amata Emma Dante con “Ballarini”
– le firme del contemporaneo al Teatro Aurora di Marghera, aderendo al tema del “Male” proposta dalla Fondazione Venezia per l’edizione Esperienze-Giovani a Teatro 2011, porteranno sul palcoscenico Teatro del Sangro, Roberto Serpi, Muta Imago, Scimone e Sframeli, Mohole, Fibre Parallele e la “specie protetta dei Drammattori”, giovani che oltre ad essere attori sono anche drammaturghi dei loro spettacoli: Carrozzeria Orfeo, Teatro dei Quattroequarantotto, Interno 5 e Teatro degli Erranti. La stagione inizia domani, sabato 13, con il racconto di miti e illusioni “Capitan Harlock”, uno spettacolo di e con Stefano Angelucci Marino
– e sempre all’Aurora occhio anche al progetto speciale “Scena Verticale”, con due spettacoli  nell’ambito del progetto Grammatiche della Scena, percorso di formazione e di accompagnamento alla visione dedicato a ragazzi, giovani e insegnanti, ideato dalla Fondazione Venezia
– Extreme Teatro rassegna voluta dallo Stabile veneto, nella nuova Sala in.off, condenserà a novembre, in una decina di giorni, alcune delle compagnie “extreme” del contemporaneo: Babilonia Teatri, Antonio Rezza, Ricci/Forte, Santasangre… Due i temi proposti: il “corpo” nella prima tranche, e la “parola” nella seconda, che si svolgerà a maggio e vedrà in cartellone anche Ottavia Piccolo e un testo di Stefano Massini sull’assassinio della giornalista Anna PolitkovsKaja, oltre a uno spettacolo dedicato a Maria Callas realizzato da La Piccionaia-Teatro Stabile di innovazione
– anche il Teatro di Ca’ Foscari propone spettacoli e incontri da tener d’occhio. E non solo per la presenza ad aprile (anche qui) di Emma Dante con la prima parte de “La trilogia degli occhiali” o di Elio Germano, ma anche per Dudapaiva Company, “Dio Ballard” di Nino Dattis, Elzeviro Teatro, Elisabetta Salvatori, Compagnie Nous, La Piccionaia…
– infine gli appuntamenti “file:under” del Teatro Fondamenta Nuove, che dopo l’apertura della stagione con l’intrigante spettacolo di danza “Les cuisses à l’écart du cœur” della coreografa canadese Virginie Brunelle (nei prossimi giorni, su Klp, il resoconto dettagliato della serata), darà spazio alla musica internazionale con tre concerti che esplorano diversi linguaggi: dal post-rock con il chitarrista e cantante David Grubbs, alla sperimentazione contemporanea di E.laine, che presenterà due nuovi lavori con il musicista inglese David Toop, passando attraverso il jazz di Chicago con il quartetto del batterista Mike Reed. La sezione teatro chiuderà il 2010 con la versione definitiva del nuovo lavoro della compagnia teatrale veneziana Kairos “Tempeste”, rilettura del classico di Shakespeare.

Insomma, una volta scelti gli ingredienti, benvenga una sfacciata golosità.

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