I Leoni per il Teatro 2019. Vento da nord alla Biennale di Venezia

Jens Hillje (photo © Hoch) e Jetse Batelaan (photo © P.Deprez)
Jens Hillje (photo © Hoch) e Jetse Batelaan (photo © P.Deprez)

Dopo i Leoni per la Danza arrivano quelli per il Teatro, ma stavolta nessun nome italiano.

E’ Jens Hillje, drammaturgo tedesco e condirettore artistico del Maxim Gorki Theater, fulcro della nuova scena berlinese, il Leone d’oro alla carriera per il teatro 2019.
Al regista-autore olandese Jetse Batelaan, creatore di innovativi spettacoli per ragazzi e non solo, va invece il Leone d’argento.
Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore di settore Antonio Latella.

Cresciuto tra Italia e Germania, per anni condirettore artistico della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e Sasha Waltz , è poi approdato nel 2013 al Gorki Theater, nominato Teatro dell’anno dalla rivista Theater Heute nel 2014 e nel 2016.
Classe 1968, Hillje “riassume nella sua figura professionale tutte le caratteristiche che oggi definiscono il ruolo del drammaturgo, non più solamente artefice della scrittura o dell’elaborazione di testi teatrali come in un recente passato – afferma la motivazione – Hillje ha ricoperto negli anni gran parte dei ruoli che qualificano un drammaturgo contemporaneo, partecipando alla programmazione di importanti teatri, creando sinergie tra attori, autori e registi, collaborando con i più importati nomi della scena internazionale nella proposta di inedite tematiche di lavoro, in grado di orientare le scelte di una direzione artistica. Con grande coerenza, ha cercato di scoprire e lanciare nuovi autori per la scena, occupandosi di scegliere, per i teatri nei quali ha lavorato e lavora, attori giovanissimi, affiancandoli a registi altrettanto giovani o già affermati. Grazie al suo operato, ha contribuito alla creazione di un nuovo pubblico, proveniente da differenti ceti sociali ed aree geografiche, un risultato sorprendente ed esemplare, capace forse di mettere in discussione la logica commerciale a cui spesso si piega il teatro di oggi”.


Appena quarantenne (è nato a Leiden, in Olanda, nel 1978), il regista Jetse Batelaan si è diplomato in regia nel 2003 all’Accademia di teatro e danza di Amsterdam, ricevendo sin da giovanissimo premi importanti.
A lui il Leone d’argento per essersi “imposto nel panorama internazionale come artista singolare e innovativo, artefice di un teatro dalla forte e riconoscibile impronta personale – recita la motivazione – Proponendo opere di forte impatto visivo, Batelaan rilegge i miti contemporanei creando una magia scenica in grado di sedurre anche lo spettatore più scettico. Grazie a un uso sapiente della macchina teatrale, il regista olandese, che, per scelta, rivolge le sue opere principalmente a un pubblico di adolescenti o bambini, riesce a coinvolgere persone di ogni età, caratteristica che è propria del grande teatro popolare. Con Batelaan il teatro per ragazzi, che spesso viene a torto considerato di serie B o comunque di una categoria inferiore rispetto a quello ‘ufficiale’, torna a rivestire l’importanza che merita e che ha avuto in passato, come peraltro insegna la storia della Biennale Teatro”.
Due gli spettacoli che Jetsi Batelaan presenterà nel corso del prossimo festival: “The Story of the Story, un’archeologia del racconto” e “War”, che affronta temi tragici con inaspettata e profonda leggerezza.

Il Leone d’oro e il Leone d’argento verranno consegnati nel corso del 47° Festival Internazionale del Teatro, che si svolgerà a Venezia dal 22 luglio al 5 agosto.

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