VolterraTeatro 2011. I 25 anni di festival con KLP

La Festa della Luce

VolterraTeatro 2011Che effetto faccia festeggiare un quarto di secolo di un progetto nato e cresciuto tra molte difficoltà e portato avanti con sudore quotidiano e battaglie, Klp non lo sa con esattezza. Però può immaginarlo. Perché anche Krapp, che di anni ‘ufficiali’ ne conta appena cinque (gli altri restano intangibili), per le caratteristiche di cui sopra, sa bene cosa significhi lottare anima e corpo per un progetto forse fin troppo ideale (o idealistico?).

Insomma, VolterraTeatro compie 25 anni. Klp molti meno. Eppure hanno deciso quest’anno di incontrarsi. Il vecchio Krapp invitato al tavolo di Armando Punzo, tra i ‘suoi’ detenuti, fra le mura dell’antica Fortezza Medicea.
Cosa saranno, poi, 25 anni trascorsi in carcere per un detenuto, richiederebbe ore e ore di ascolto per riuscire, forse, ad abbozzarne una vaga idea.

Dal 18 al 31 luglio tra Volterra e i Comuni di Pomarance, Castelnuovo e Montecatini irromperà il festival con la sua voglia di ribaltare il quotidiano, la concezione di normalità e forse perfino quella di giustizia. Lo farà anche attraverso un progetto per la valorizzazione dei centri storici e dei tesori architettonici nei comuni dell’Alta val di Cecina.

Simboli di quest’edizione saranno allora la piazza e il carcere, due luoghi agli antipodi, l’agorà aperta e il recinto chiuso, ma entrambi significativi per la storia culturale della città toscana negli ultimi decenni. Quasi due icone che, nell’edizione 2011, saranno metaforicamente unite, per diventare palcoscenici ideali del festival.

Tutti gli spettacoli saranno infatti all’interno del carcere, con diversi percorsi tra cui il pubblico potrà scegliere. Ma ci saranno sorprese anche all’aperto, nel vivo delle piazze.
«Entriamo in carcere con il rimpianto di non esserci finiti prima», non si smentisce Antonio Rezza, che il 28 luglio insieme a Flavia Mastrella, entrambi registi dello spettacolo “Io”, proporrà una radiografia a un Io che, nella nostra società, cresce a dismisura fino all’inevitabile catastrofe, che lo costringerà (forse) a ridimensionarsi.

Di tutt’altro impianto “Siamo asini o pedanti?” scritto da Marco Martinelli, a cui seguirà la lettura registica de “L’asino cillenico del Nolano” di Giordano Bruno interpretato dallo stesso Martinelli (29 luglio, ore 17). L’atmosfera suggestiva dell’antica chiesa del carcere sarà ideale per la voce e la presenza scenica di Ermanna Montanari, protagonista del prologo.

Il carcere accoglierà anche (il 28 luglio alle 19) “La stagione delle piogge” di Nii Omar Hunter, spettacolo corale e tutto africano della Compagnia del Teatro dell’Argine per la regia di Pietro Floridia. «È il racconto di un diluvio reale e metaforico che sta sommergendo il mondo rendendolo tutto uguale, facendo scomparire le differenze sotto un unico manto di acqua. E mi torna alla mente il sottotitolo dell’ultimo spettacolo della Fortezza “Saggio sulla fine di una civiltà (…)”. Mi fa pensare a un mondo imprigionato in logiche da cui non riusciamo a liberarci, in formule, etichette, parole ripetute così tanto da divenire esauste, senza più vita».

Sempre il 28 protagonista anche il teatro di ricerca di Isole Comprese Teatro, che porteranno “Orazione Intima”, tratto da “Lettera agli analfabeti” di Antonin Artaud, un monologo mozzafiato interpretato da Gillo Conti Bernini.

Di marginalità è portavoce da sempre, Pippo Delbono. Anche lui sarà a Volterra, perché «in questo momento che ci si sente dentro una prigionia nascosta da una apparente libertà… portare il lavoro in un vero carcere mi sembra semplicemente un atto fondamentale». Presenterà (il 29 luglio alle 19) il suo ultimo lavoro, “Amore e carne”, nato dall’incontro con il violinista rumeno Alexander Balanescu.

Anche il Teatro delle Ariette festeggerà a Volterra un compleanno: il “Compleanno di terra”, uno spettacolo fatto di niente, che racconta vent’anni di teatro povero, vita e amore. Di un teatro illuminato solo dalla ricchezza delle esperienze di vita vissute alle Ariette, un podere di tre ettari e mezzo sulle colline bolognesi di Castello di Serravalle (29 luglio, ore 17).

Fanny & Alexander ha accolto l’invito di Armando Punzo di entrare in carcere per ritrasformare fra quelle mura i propri lavori: «Un vero e proprio invito alla mescolanza, alla condivisione, alla messa a nudo dei propri fantasmi». La compagnia sarà in scena con due spettacoli del ciclo O-Z: “Him”, dove si scoprirà che il mago della famosa storia di Dorothy è in realtà un falso mago e un vero artista, con Marco Cavalcoli per la regia di Luigi de Angelis e la drammaturgia Chiara Lagani, e “West”, con protagonista una straordinaria Francesca Mazza, per questo lavoro premio Ubu 2010 come migliore attrice (30 luglio, ore 17 e 19).

E ancora Francesca Mazza sarà protagonista de “Le troiane”, per la regia di Fabrizio Arcuri. Il lavoro, tratto da “Spara-Trova il tesoro-Ripeti” di Mark Ravenhill, viene rivisitato per VolterraTeatro (30 luglio, ore 17).

La Compagnia Tardito/Rendina, spesso ospite di VolterraTeatro con i suoi lavori di teatro-danza ai limiti del clown, torna la festival con “Il compito” (30 luglio, ore 17). E ci sarà anche Fortebraccio Teatro, con Roberto Latini, proponendo il secondo movimento del programma “NOOSFERA: Titanic”: «Essere attori di questo Teatro, parte di questo sistema culturale, è come essere imbarcati sul Titanic – spiega Latini – Mentre la nave affonda, mentre tutto intorno cade giù, mentre non si capisce mai se quello che tocchiamo è ormai il fondo o se il fondo in fondo non c’è mai, noi, da anni, anni, anni, tutti i giorni, tutti noi, noi tutti, come l’orchestra del Titanic, suoniamo, suoniamo e continuiamo a suonare» (30 luglio ore 19).

Ma lo spettacolo di punta, inutile dirlo, sarà l’anteprima nazionale di “Romeo e Giulietta – Mercuzio non vuole morire”, prima fase del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, sempre sotto la direzione di Punzo (dal 28 al 30 luglio, ore 15).
Il nuovo spettacolo della Fortezza, tratto da Shakesperare, si concentra sulla figura di Mercuzio, il poeta, il disilluso, il sognatore. È lui che, colto da un impeto di orgoglio, si ribella contro il suo stesso padre-autore, gridando: “Non voglio morire!”. E di certo anche la Compagnia della Fortezza non vuole morire, e in quest’occasione intende semmai festeggiare, con gli abitanti del “villaggio”, il traguardo dei suoi primi 25 anni. Inviterà così tutti nel castello dove l’impossibile non esiste, prendendo in assedio le segrete, i sotterranei, le chiesette, i corridoi, i cortili del carcere: ogni angolo di questo magico castello esploderà di cultura e teatro.

Chi sceglierà Volterra sarà insomma immerso in quei Teatri dell’Impossibile di cui solo un Teatro fra le Nuvole (come è quello di Krapp) può forse raccontare. Ricordandosi di quanto importante sia, sempre, la leggerezza, nostra parola d’ordine.

Veniamo allora alla parte che più ci riguarda. Klp sarà presente a Volterra con una parte della sua redazione per incontrarsi, confrontarsi e discutere del suo presente e del suo ipotetico futuro. Una redazione virtuale che finalmente si incontra in un luogo reale.
Se da una parte il festival conquista definitivamente il carcere autorecludendosi, dall’altro vola impossessandosi di una rete effimera come quella di un social network. Per l’occasione sarà infatti lanciato un twittering su VolterraTeatro 2011 (da @klpteatro). Tutti i partecipanti al festival potranno cinguettare le loro parole in rete attraverso Twitter (hashtag: #klpvolterra).

Oltre agli “Stati Generali di Klp”, abbiamo accettato l’invito di VolterraTeatro ad organizzare un laboratorio che abbiamo deciso di intitolare “Artigiani del web. L’editoria on line e l’esperienza 2.0 di klpteatro.it”. Si tratterà di un percorso teorico-pratico che toccherà diversi ambiti: dalla scrittura giornalistica orientata al web al lavoro di redazione, dalla storia di Klp fino a problematiche legate alla comunicazione, alla tecnologia, alla relazione con il mondo della rete e al SEO (Search Engine Optimization). Nel corso del laboratorio interverranno componenti della redazione di Klp e altri ospiti.
Il laboratorio si svolgerà a partire dal pomeriggio del 29 luglio per terminare domenica 31, dando però la possibilità di seguire gli spettacoli in carcere nel pomeriggio del 30, per un totale di 8 ore di lavoro. La quota di iscrizione, di 50 euro, verrà in parte devoluta alla Compagnia della Fortezza per attuare progetti di teatro in carcere.
Per iscriversi al laboratorio è necessario scaricare la scheda di iscrizione e inviarla compilata entro il 20 luglio via e-mail a: prenotazioni@volterrateatro.it oppure via fax al n. +39 0588 90528.

Parallelamente, per tutta la durata del festival, il nostro Renzo Francabandera – smessi i panni del persecutore di teatranti con telecamera appresso e vestiti invece quelli dell’artista – sbarcherà anche lui a Volterra per allestire la mostra dei suoi disegni “Dentro il fuori: sguardi sulle anime in transito” (Saletta del Giudice Conciliatore 18/31 luglio).
Se un giorno doveste trovarvi nel buio di una sala, con lo spettacolo che inizia, e vedeste il vostro vicino di poltrona tirar fuori albo da disegno, matite e pastelli… potreste avere la certezza d’averlo intercettato.
Altrimenti, non resta che fare un salto a Volterra per scoprire che facce abbiamo. Per i 25 anni di VolterraTeatro saremo lì, e come noi tanti altri amici della Fortezza che mancano in questo elenco già lungo di eventi (come Debora Pietrobono con il laboratorio “Il mestiere dell’operatore teatrale”, la retrospettiva fotografica di Stefano Vaja, Giacomo Trinci e Lidia Riviello…).

La Festa della Luce

La Festa della Luce (photo: Danny Rose)

A suggellare il tutto, la prima edizione della Festa della Luce. Un evento che coinvolgerà i comuni di Pomarance e Volterra, che si riapproprierà della centralità della bellissima piazza dei Priori, luogo simbolo della città. Un unico grande evento lungo un intero weekend, dal 29 al 31, che partirà con un’anteprima il 27 nel centro storico di Pomarance, dove si potrà assistere alle spettacolari proiezioni di Danny Rose.
Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, verremo immersi un vertiginoso excursus tra gli avvenimenti che hanno segnato il Risorgimento italiano e il melodramma, vero patrimonio della musica italiana. Un sensazionale show multimediale site specific, ideato per gli incantevoli centri storici di Volterra e Pomarance, una festa emozionante – così promettono – che trasformerà la città in un teatro a cielo aperto.

Krapp non potrà esimersi dall’andare a vedere coi propri occhi e raccontarvelo, sperando magari d’incontrare anche qualcuno dei suoi lettori!

Info: Carte Blanche – Centro Teatro e Carcere di Volterra Tel. 0588.80392 – fax: 0588.90528 e-mail: info@volterrateatro.it