Chi ride delle mie paure? L’opera meticcia di Hernán Cortes e Zbigniew Szumski

Cooperativa Gimnástica México-Polaca Hernán Cortes
Cooperativa Gimnástica México-Polaca Hernán Cortes

Who laughs at my fears (photo: vocidifonte.org)

“Prima che si accendano le luci vorrei dirvi qualcosa su di me. Io sono Hernán Cortes; alleno ginnasti. Sto per presentarvi una serie di esercizi ginnici per mettere freno alle vostre angosce. Non attendetevi delle semplici istruzioni. In questo genere di cose l’esempio viene dal sudore dei ginnasti”.
Si apre così, con questa personale introduzione, l’atteso “Who laughs at my fears” della Cooperativa Gimnástica México-Polaca Hernán Cortes, presentato in prima nazionale al festival Voci di Fonte nel restaurato Teatro dei Rinnovati di Siena.

Nato nel 2005 a Querétaro, in Messico, in occasione di un workshop all’Encuentro Internacional de Teatro del Cuerpo, dal connubio artistico tra sei attori-danzatori allievi della scuola del teatro e il regista polacco Zbigniew Szumski (direttore del Teatr Cinema di Michałowicach), il gruppo arriva oggi a dare vita ad un’autonoma e singolare contaminazione culturale nonché d’espressione e di codice, perennemente in bilico tra danza e ginnastica, tradizione e ricerca, rigore e esplosione.

“Chi ride delle mie paure?”: è questo il primo leitmotiv di “Who laughs at my fears”. Una domanda semplice che finisce tuttavia per disegnare un’azione ambiguamente giocata sull’abbozzo, un girotondo sfuocato e caotico sui pensieri di una voce narrante, proprio quella, ce lo dice lui stesso, del maestro ginnasta Hernan Cortés, che – è chiaro – ben poco ha a che fare con il conquistatore spagnolo.
Il tango, la paura dell’alcool, l’ansia d’essere messi con le spalle al muro o, ancora, l’emigrare, la favola, il possedere un’auto, l’amore, il suicidio… Sono questi gli otto tormenti con cui, con grinta ed energia, i sette attuali giovanissimi danzatori lotteranno, giocheranno e soffriranno in un turbinio infernale di emozioni e desideri, nella ricerca costante di una misura che possa finalmente dirsi respiro. Ecco allora scarpe, bicchieri, auto a rotelle, la notte e la luce gettarsi e rincorrersi nel vuoto, per colorare con accenni anomali e impazziti le tinte fosche di un combattimento isterico e senza uscita.
Un’indagine sul sentimento della paura, nelle sue intime contraddizioni e fragilità, totalmente riscritta sugli scatti e le improvvisazioni dei suoi protagonisti è quella di “Who laughs at my fears”, un’opera a tutti gli effetti “meticcia” e contaminata, in passo così come in musica, quest’ultima composta ad hoc sulle melodie di Raul Vizzi, Katarzyna Klebba e Pawel Paluch, oltre che sui ritmi della canzone popolare della tradizione italiana, ebraica e polacca.

Tuttavia, al di là dei presupposti e della nobile teoria, che pur abbiamo cercato di cogliere ed esplorare, la pratica purtroppo convince poco.
La struttura, eccessivamente confusa, finisce per disperdere allo sguardo anche gli input più prossimi all’immaginazione, così che il gesto impreciso più che evocare, palesa l’impaccio di una forma complessivamente incoerente.
Al di là dell’abilità e del brio degli interpreti (più, a dire il vero, del trio maschile che di quello femminile), la ricerca registica sembra ancora ferma alla superficie. Basti solo pensare alle scritte “fatigué, égalité e fraternité”… parole che campeggiano sullo sfondo ma senza mai affondare in corpo, nel sentire di un’indagine autentica.
Inevitabile così che, nell’ostentato proliferare di segni, la visione, prolungata in un racconto oltretutto decisamente prolisso, non possa in ultimo non uscirne estenuata, amalgamata in un impasto metticcio, è vero, ma che pare molto avvicinarsi al minestrone.

WHO LAUGHS AT MY FEARS
regia di: Zbigniew Szumski
ginnasti: Pedro Arredondo, Víctor Camas, Laura Furlan, Olga Gultiérrez, Barbara Lazara, Maria Luna, Raul Mendoza
narratore: Gabriel Figueroa Pacheco
assistente alla regia: Edgar Maldonado
musiche originali: Raul Vizzi, Katarzyna Klebba and Pawel Paluch; musiche popolari da Italia, Israele e Polonia
produzione: Barbara Lazara and Laura Furlan
tour manager per l’Europa: Katarzyna Szumska
durata: 1 h 40′
applausi del pubblico: 2′ 3”
prima nazionale

Visto a Siena, Teatro dei Rinnovati, il 24 giugno 2009
Festival Voci di Fonte

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