Wunderkammer di Figuren Theater Tübingen. Dentro l’ipnotica camera delle meraviglie

Photo: Carlos Cardona
Photo: Carlos Cardona

Piacevolmente macabro; spaventosamente attraente; una sorta di luna park intimistico. Uno spettacolo retrò, eppure follemente innovativo. “Wunderkammer, Cabinet of curiosities”, andato in scena al Teatro Verdi di Milano nell’ambito della XII edizione di IF, Festival internazionale di Teatro di Immagine e Figura, ci catapulta nella Germania tra Cinquecento e Settecento, quando i collezionisti erano soliti raccogliere oggetti straordinari. Quell’epoca tradiva un forte gusto barocco. Vi si affermò la metafora della vita come spettacolo teatrale. Ne conseguì il gusto della spettacolarizzazione anche negli aspetti più prosaici della vita. In Italia, Giovan Battista Marino affermava «è del poeta il fin la meraviglia / (parlo dell’eccellente, e non del goffo): chi non sa far stupir, vada alla striglia».

Eccellente, perché a tratti ostentatamente goffo, è proprio “Wunderkammer”, allestito dalla compagnia tedesca Figuren Theater Tübingen, guidata dal marionettista e performer Frank Soehnle. Il tradizionale teatro di figura affianca quello d’oggetti e forme, coagulando elementi delle arti figurative e della musica.
Uno spettacolo notturno. Uno show sognante, nato dalle suggestioni di un trio di animatori di pupazzi e marionette. Un teatro silente senza testo, scavato in una cornice di note jazz, tra pianoforte, violoncello, arpa ed elettronica.
La partitura musicale di Michael Wollny e Tamar Halperin è metafisica. È una vibrazione acustica intensa, con incursioni nella musica minimale.

Anche le creature di Soehnle fluttuano, vibrano, si aprono alla grande ricchezza di stimoli sonori. Si aprono gli armadi della fantasia. I protagonisti sono esseri immaginifici zoomorfi ed elastici. Sono invertebrati surreali. Sono insetti trasparenti che si muovono con lentezza. Sono scheletri disorientati, che contemplano l’assenza di qualche osso, e non se ne struggono. Si voltano qua e là sornioni, prudenti. Annusano lo spazio con stupore. Sono incantati dall’universo che li circonda, ancora più di quanto noi siamo incantati da loro. E, infatti, li osserviamo mentre attraversano circospetti sfere sonore. Essi solcano pulviscoli di luce, viaggiano tra bolle di sapone, seguono scie siderali, praticano una spiritosa ginnastica d’oggetti. Galleggiano tra peso e assenza di peso. Sfidano con energia la gravità, per poi ricrearla con delicatezza.


La sala del Verdi è il ventre del pescecane di Pinocchio. Alcuni suoni richiamano il verso dei mostri degli abissi. Accompagnati dalle coreografie oniriche di Lisa Thomas, i marionettisti Alice-Therese Gottschalk, Raphael Mürle e Frank Soehnle, tutti discepoli del burattinaio di fama internazionale Albrecht Roser, esprimono il massimo potenziale della loro arte lavorando in ensemble.

Gli antichi gabinetti delle curiosità intendevano rivelare la connessione universale tra sostanze e accidenti. Trasmettevano una percezione unitaria del mondo, in cui tutte le discipline risuonavano in un’armonia organica. Contrariamente alla Scolastica medievale, quando tutte le aree del sapere erano considerate in astratto, un gabinetto delle curiosità prefigurava un sapere estetico attingibile sul piano sensoriale.

Lo strumento sfaccettato della marionetta catalizza la curiosità del pubblico. I nostri sensi ondeggiano tra gravità e leggerezza. Gli ingranaggi delle marionette creano una mistica sorprendente. Il movimento oscilla tra le leggi della fisica e quelle della fantasia. Il meraviglioso e l’ordinario, la tecnologia e la poesia, trovano un equilibrio e quindi facilitano una nuova percezione unitaria del mondo.

Queste coreografie si alimentano di deformazioni. Le marionette interagiscono con i marionettisti con la stessa grazia di animali domestici. Nascono movimenti irreali, universi soprannaturali. I primi a essere spaesati sono proprio i protagonisti, prede dell’illogico, rapiti da una deformazione psicologica della realtà che non genera inquietudine ma magia.

WUNDERKAMMER Cabinet of curiosities
performers e pupazzi: Alice Therese Gottschalk, Raphael Mürle, Frank Soehnle
musica: “Wunderkammer” di Michael Wollneye Tamar Halperin
coreografia: Lisa Thomas
costume: EvelyneMeerschaut
produzione: Figuren Theater Tübingen
con il supporto di Landesverbandfreier Theater Baden-Württemberg Fonds Darstellende Künste FITZ Figurentheaterzentrum Stuttgart Förderkreis Figurentheater Pforzheim Theater in den Pferdeställen Tübingen

durata: 1h
applausi del pubblico: 1’ 45”

Visto a Milano, Teatro Verdi, il 30 novembre 2018

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