Xavier Le Roy: per diventare danzatori di butoh bastano due ore?

Xavier Le Roy in Product of Other Circumstances

Xavier Le Roy in Product of Other Circumstances (photo: Luc Vleminck)

Si è conclusa Revolution Mad, la rassegna che da tre anni fa da incipit alla stagione del Teatro Quirino a Roma. Anche quest’anno, sotto la direzione artistica di Lorenzo Gleijeses, si sono alternati spettacoli di teatro e danza.
L’ultimo artista ospitato è stato Xavier Le Roy, coreografo francese, nonché biologo, specializzato in ricerche e assoli. Più che di uno spettacolo si è trattato di una conferenza-spettacolo, di gran voga in questi tempi di austerità.

“Product of Other Circumstances” questo il titolo del solo, nasce da uno scambio di e-mail tra Xavier e il suo amico-collega Boris Charmatz (anch’egli a Roma di recente per Sho®t Theatre): Boris chiedeva all’amico di elaborare uno spettacolo partendo da una provocazione che Le Roy gli aveva lanciato qualche tempo prima, ossia che per diventare danzatori di butoh bastavano due ore.

Raccolta la sfida, Xavier Le Roy si butta nell’avventura e ci racconta i suoi passi e il suo approccio alla costruzione dello spettacolo. Innanzitutto cerca di ricordarsi tutti gli incontri più o meno intensi che aveva avuto in passato con questa particolare danza giapponese, poi con il suo Mac mostra come si è mosso nell’universo internet alla ricerca di video e informazioni. Tra un aneddoto e un ricordo Le Roy ci svela alcuni pezzi del suo “rebutoh”, ovvero del suo studio da dilettante, come afferma egli stesso, verso una creazione di danza butoh.

L’artista definisce il risultato della sua ricerca “amatoriale” innanzitutto perché ha calcolato che, considerando tutto il tempo dedicato, il compenso ricevuto per la produzione è risultato irrisorio, e poi perché riconosce che la ricerca è stata per lui piacevole, e spontaneamente vi ha dedicato il suo tempo libero, appunto come se fosse un’attività amatoriale.

Il risultato è per Xavier Le Roy un butoh contemporaneo, un controllo del gesto impeccabile, un utilizzo dei muscoli sapiente e consapevole, soprattutto nella seconda parte, quando il coreografo mette da parte l’amata fase di ricerca e propone la sua visione. Una visione personale e intima, dove ogni muscolo si contrae danzante. Dove la creatività di un maestro dell’arte coreutica si pone al servizio di qualcosa di sconosciuto. E i suoi passi precisi e articolati sembrano evocare dimensioni profonde dell’animo umano, messe a nudo da inconsuete e a volte sofferenti forme del corpo, nel silenzio della scena.

L’esperimento suscita curiosità e interesse, ma la proposta è ostica e di difficile fruizione per vari motivi: la durata dello spettacolo (due ore, tante quante ne dovrebbero servire per imparare il butoh) risulta veramente eccessiva; alla lunghezza si somma la poca comunicatività della lingua inglese del francese Le Roy per un pubblico, quello italiano, non sempre anglofono.
Infine, anche la sterminata platea del Teatro Quirino fa la sua parte nel disperdere i non molti spettatori presenti, per uno spettacolo che, a detta di Le Roy stesso, avrebbe dovuto svolgersi interamente sul palco, proprio per ritrovare quel senso di intimità che una maestosa sala di teatro sicuramente stempera.

PRODUCT OF THE OTHER CIRCUMSTANCES

ideazione, regia e interpretazione: Xavier Le Roy
produzione: Le Kwatt
coproduzione: Le musée de la danse – Rennes
ringraziamenti: Boris Charmatz PAF (performing arts forum)
durata: 1h 52’
applausi del pubblico: 2’12’’

Visto a Roma, Teatro Quirino, il 26 settembre 2011

Se apprezzi il nostro lavoro puoi farci una libera donazione. Grazie!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *