Zona Rossa: sei personaggi in cerca del teatro. Lo ritroveranno nel 2021?

Photo: Guido Mencari
Photo: Guido Mencari

Sei personaggi in cerca del teatro nel teatro. Un metateatro, un dietro le quinte, un atto politico, una provocazione. Sei personaggi che aspettano un certo Signor Godot che non arriverà oggi, forse nemmeno domani.

Difficile definire questa nuova esperienza di Alfredo Angelici, Federica Carruba Toscano, Pier Giuseppe di Tanno, Licia Lanera, Pier Lorenzo Pisano, Matilde Vigna, all’interno del Teatro Bellini di Napoli.
Sei personaggi rinchiusi nel teatro fino a quando il Governo Italiano non si ricorderà che il Teatro è fatto da persone, da lavoratori, che non sono trascurabili rispetto ad altri, e che gli spazi teatrali vanno riaperti.

Ideato da Daniele Russo e Davide Sacco, “Zona Rossa” mette in scena, in streaming, una presa di posizione, una resistenza da parte dei teatranti rispetto a una gestione politica ridicola di un problema concreto e quotidiano come il comparto dello spettacolo dal vivo congelato fino a data da destinarsi. Un progetto ambizioso che cerca di riscrivere la possibilità di piegare il mezzo del video al teatro e non viceversa. Non è l’ennesimo esempio di uno spettacolo online, ma è mostrare il fare teatro, il mestiere del teatro.

I sei personaggi sono tornati su un palco per costruire e provare uno spettacolo che andrà in scena alla riapertura delle sale. Fino a quel momento queste prove aperte potranno essere seguite dal proprio computer, da casa. La presenza di telecamere in più spazi comuni costringerà però gli attori a vivere e a rappresentare un percorso, un processo, un viaggio senza una strada battuta e senza un tempo definito, cercando nuove possibilità di linguaggio con gli spettatori e condividendo ribalta e retroscena: una quarta parete moltiplicata in ogni stanza.

Dopo quasi cento anni dalla prima di “Sei personaggi in cerca d’autore”, il teatro si reinventa con altri linguaggi, con altre possibilità, e potrà essere un fallimento, certo, come potrà diventare un’occasione di riflessione relativa a un linguaggio, quello del teatro, le cui definizioni, troppo spesso, risultano essere troppo limitanti.

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