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“Copiar” di Animal Religion: l’atto di copiare diventa gesto creativo

Copiar (ph: Giovanni William Palmisano)

Copiar (ph: Giovanni William Palmisano)

Al Kids Festival di Lecce un’esperienza collettiva di movimento, luce e immaginazione firmata dalla compagnia catalana

“Copiar”, versione 2025 della pluripremiata compagnia catalana Animal Religion, trasforma Kids Festival e il Teatro Koreja a Lecce in un laboratorio di creazione in tempo reale, in cui il pubblico e il palco si confondono. Qui il gesto di copiare, spesso visto come sinonimo di scarsa originalità, viene ribaltato: è l’atto da cui nasce l’originale, il principio stesso del processo creativo e dell’apprendimento umano.

Fin dall’avvio, lo spettacolo – consigliato dagli 8 anni in su – invita i bambini ad abbandonare l’idea di osservare per entrare nel flusso del fare. Accade senza prove, senza consenso formale, senza preparazione. Un “maestro” di scena, Quim Giron, figura carismatica ed energica, irrompe nello spazio con suoni onomatopeici, movimenti ampi, salti e gorgheggi inventati sul momento. Non dirige in senso gerarchico: stimola, rispecchia, accende. I bambini rispondono, imitano, inventano, si muovono come note in una partitura umana di gesti, voce e ritmo. L’atto di copiare diventa corpo, suono, gregge di energie sincronizzate, testimonianza diretta di come la nostra specie apprende, reinventa e condivide il linguaggio del mondo.

La scena è popolata di elementi luminosi: quadrati, cubi, rettangoli che si accendono, si spengono, si sovrappongono come parti di una geometria primordiale. Non sono semplici oggetti scenici, ma vere e proprie soglie simboliche. Attraversarle nel buio non spaventa: trasporta. Il buio è un naufragio della mente e dell’immaginazione che spalanca la fantasia, evocando nuvole di luce, stelle, lune. Il pubblico viene invitato a immaginare, a creare mondi dentro quella penombra che non è minaccia ma campo di potenziale. I bambini lo fanno con naturalezza, spesso guidati dall’istinto più che da istruzioni, trasformando ogni forma in un racconto e ogni gesto in possibilità interpretativa.

Questo dialogo tra movimento, luce, ritmo e improvvisazione richiama l’essenza della maieutica: non si impartiscono contenuti, si facilitano scoperte. È un’esperienza che ricorda la celebre scena di “L’attimo fuggente” (“Dead Poets Society”, regia di Peter Weir, 1989) in cui il professor Keating, interpretato da Robin Williams, stimola Todd a “evocare la poesia” che già possiede dentro di sé, facendogli scoprire ciò che è già vitale ma non ancora espresso. Allo stesso modo, in “Copiar” l’originale non è qualcosa di distante da raggiungere, ma già presente nei bambini e negli adulti, pronto a emergere attraverso l’atto condiviso dell’imitazione e della relazione.

Non è una performance convenzionale, con ruoli netti di attori e spettatori: è uno spazio di co-creazione. I bambini non solo partecipano: diventano interpreti, creatori di sequenze imprevedibili, arcate di movimento e piccole composizioni di suono e gesto. Senza rendersene conto, senza timore del giudizio, senza sovrastrutture, essi liberano energie espressive che spesso restano invisibili nelle dinamiche formali di teatro o scuola.

Copiar (ph: Giovanni William Palmisano)

Il linguaggio della performance è universale: non ha bisogno di parole predefinite, ma utilizza la voce come strumento sonoro, il corpo come strumento ritmico e la luce come spazio di materializzazione dell’immaginazione. Il risultato è poetico, coinvolgente, potente. La scena si trasforma in un rito collettivo in cui il teatro diventa laboratorio, e il laboratorio spettacolo.

Questa capacità di trasformare ogni gesto in significato, ogni imitazione in originalità, è la cifra estetica e pedagogica di “Copiar”. Il pubblico non assiste a qualcosa: lo vive, lo genera insieme agli artisti di Animal Religion. È un’esperienza che resta dentro, perché porta con sé la consapevolezza che l’atto umano per eccellenza – quello di osservare e ripetere – è anche quello che dà forma alla cultura, alle relazioni, ai linguaggi e all’arte stessa.

Lo spettacolo impressiona positivamente famiglie e ragazzi del Kids Festival: i bambini vengono rapiti – in tutti i sensi – da uno spazio in cui non ci sono barriere tra chi crea e chi partecipa. Qui si impara fuori da ogni schema rigido, si gioca con le possibilità espressive e si costruisce insieme un senso di comunità. È teatro nella sua forma più alta: trasformativo, inclusivo, vivo.
“Copiar” è una creazione che celebra la mimica come forma d’arte, e lo fa invitando il pubblico stesso a riscrivere i confini del teatro contemporaneo, uno sguardo dopo l’altro, un gesto dopo l’altro.

Copiar
Realizzazione e regia: Animal Religion
Circo: Quim Giron
Illuminazione e scenografia: Jou Serra
Musica e drammaturgia: Joan Cot Ros
Testi voce in off: Martí Sales
Narrazione: Berta Giraut
Scenografia: Animal Religion
Costruzione luci: Cube Peak
Supporto scenografia: Mariona Signes
Produzione amministrativa: ElClimaMola
Tour management: Imaginart
Coproduzione: Mercat de les Flors, laSala Centre de Creació d’Arts per a les Famílies – Sabadell
Collaborazioni: Espacio Abierto Quinta de los Molinos (Madrid), CCCB – Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, Can Gassol Centre d’Arts Escèniques (Mataró)

Durata: 55’
Età consigliata: dagli 8 anni

Visto a Lecce, Teatro Koreja, il 4 gennaio 2025 

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